Il Bayern Monaco ha vinto l’ultima partita di Bundesliga per 5-0 contro il St. Pauli, ha 12 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund a cinque giornate dalla fine e ha messo insieme 105 gol in 29 partite di campionato. Potremmo andare avanti a snocciolare record assurdi e cifre megagalattiche per ore, per interi articoli, ma in questo caso il punto è un altro: mentre faceva tutto questo, mentre disintegrava praticamente tutti i primati nella storia del campionato tedesco, la squadra di Vincent Kompany si è concessa anche il lusso di far esordire addirittura otto calciatori ancora teenager, cioè con un’età compresa tra i 16 e i 19 anni.
L’ultimo nome a essere finito in questa lista è quello di Bara Sapoko Ndiaye, 18enne centrocampista senegalese che ha esordito proprio nell’ultimo match di Bundes contro il St. Pauli. Prima di lui, sempre guardando alle sole partite di campionato, Kompany ha concesso almeno un minuto in campo a Erblin Osmani (centrocampista di 16 anni), Wisdom Mike (esterno offensivo di 17 anni), Cassiano Kiala (difensore di 17 anni), Maycon Cardozo (esterno di 17 anni), Felipe Chávez (centrocampista di 19 anni), David Santos Daiber (centrocampista di 19 anni). E ovviamente c’è anche Lennart Karl, che ha messo insieme 24 presenze e cinque gol in Bundes, anche se ha compiuto 18 anni lo scorso 22 febbraio.
Se guardiamo anche alle altre competizioni, ovvero Champions League, Coppa e Supercoppa di Germania, scopriamo che il Bayern ha schierato anche Filip Pavic (difensore 16enne) e Deniz Ofli (terzino 19enne). Più Jonah Kusi-Asare, attaccante di 18 anni che aveva già esordito l’anno scorso e che a gennaio si è trasferito in prestito al Fulham. Totale: undici giocatori teenager utilizzati in competizioni ufficiali di questa stagione, praticamente un’intera squadra. E Kompany avrebbe potuto fare anche di più, visto che tra i convocati ha inserito spesso anche il 16enne Prescott, il 18enne Della Rovere, i 19enni Bartl, Klanac e Fernández.
Tutti questi ragazzi hanno avuto percorsi diversi, nel senso che alcuni vengono direttamente dal settore giovanile del Bayern, mentre altri sono arrivati nelle ultime sessioni di mercato. La cosa che non cambia, però, è l’attenzione che Kompany e tutto lo staff tecnico del club bavarese dedicano alla crescita dei loro giocatori-asset. Il fatto che Karl – di gran lunga il giovane più brillante lanciato dal Bayern dai tempi di Musiala – sia entrato nelle rotazioni della prima squadra prima ancora di compiere 18 anni è solo la punta di un iceberg davvero enorme, un iceberg fatto di intuizioni, lavoro quotidiano, visione di prospettiva a medio-lungo termine. Tutte cose che fanno la differenza, e che aiutano a polverizzare record e a mantenere un modello sostenibile.