Il Tottenham è attualmente terzultimo in Premier League e accusa due punti di distacco dal quartultimo posto. Quando mancano solo cinque giornate alla fine è una situazione poco meno che disperata, e infatti gli Spurs stanno facendo davvero qualsiasi cosa per evitare quella che sarebbe una retrocessione storica, incredibile. L’ultimo tentativo è la ricerca di uno psicologo professionista da inserire stabilmente nello staff con l’obiettivo di supportare i giocatori e migliorare la tenuta mentale della squadra. Nonostante diversi calciatori lavorino già con psicologi personali, De Zerbi e la società vorrebbero una figura “integrata” all’interno del gruppo. Il club ha definito il ruolo come ad «alto impatto», pensato per sviluppare una «cultura della performance informata psicologicamente» all’interno dello spogliatoio.
L’annuncio per la posizione di “lead psychologist” della prima squadra recita così: «Cercasi psicologo della performance di altissimo livello da inserire nel nostro team. Si tratta di un ruolo ad alto impatto, integrato nell’ambiente della prima squadra maschile a Hotspur Way». Il profilo richiesto dovrà guidare, all’interno di uno staff multidisciplinare, l’erogazione di supporto psicologico basato su evidenze scientifiche per calciatori d’élite. Il ruolo comprende supporto individuale ai giocatori, lavoro sistemico con staff tecnico e performance staff, oltre allo sviluppo continuo di una cultura della performance fondata anche su principi psicologici. Il club sottolinea come serva «un professionista credibile, discreto e altamente efficace in un contesto di Premier League», capace di costruire fiducia con giocatori e allenatori, operando con il rigore professionale richiesto ai massimi livelli del calcio.
In effetti i giocatori del Tottenham sono apparsi davvero abbattuti dopo aver gettato via la vittoria contro il Brighton, nell’ultima giornata di Premier, al minuto 95′. Subire in questo modo gol del pareggio è stato l’ennesimo colpo in una stagione disastrosa, così disastrosa che gli Spurs non vincono una partita di campionato addirittura dal 28 dicembre scorso. Xavi Simons (che, per la cronaca, si avvale di un proprio mental coach) aveva illuso gli Spurs con uno splendido gol al 77esimo, apparentemente decisivo, prima della beffa nel recupero firmata Georginio Rutter.
La scelta di cercare uno psicologo non è un caso: Roberto De Zerbi, chiamato tre settimane fa dopo l’esonero di Tudor, ha spiegato di vedere il proprio ruolo più come quello di un «fratello maggiore e padre» per i giocatori, più che di semplice allenatore. Secondo De Zerbi, il suo compito è aiutarli a raggiungere «un livello diverso di fiducia». E proprio qui, in questo punto, nasce l’idea di integrare lo staff tecnico della squadra con una figura in grado di affiancarsi al manager nel supporto dei giocatori. Tanto per raccontare un aneddoto: dopo la sconfitta in trasferta contro l’Atlético Madrid in Champions League, il mese scorso, Micky van de Ven aveva ammesso di aver smesso persino di controllare il telefono, pur di non dover leggere critiche e attacchi a lui e ai compagni. Anche per questo, De Zerbi sta mantenendo un approccio positivo: il tecnico italiano si è detto soddisfatto della prestazione offerta dai suoi giocatori contro il Brighton e ha aggiunto che «manderà a casa» chiunque si presenti con una faccia triste agli allenamenti.