I migliori giocatori di tennis al mondo continuano la loro protesta contro l’ente che organizza gli Slam. Secondo loro, i montepremi dei tornei più importanti al mondo sarebbero insufficienti rispetto alla quota dei ricavi complessivi. Alcuni giorni dopo delle dichiarazioni velenose e delle prese di posizioni piuttosto forti (come quella della numero uno del ranking WTA, Aryna Sabalenka, e della numero quattro Coco Gauff, arrivate a sostenere l’ipotesi del boicottaggio dei tornei dello Slam), i tennisti hanno deciso di passare alla parte pratica. Secondo quanto riportato dal Guardian, i giocatori starebbero pianificando delle forme di protesta in vista del Roland Garros, diminuendo al minimo le attività extra-campo. In particolare, dovrebbero ridurre le loro apparizioni sui media durante tutto l’arco del torneo, uscire dopo 15 minuti dall’inizio della conferenza stampa di apertura venerdì prossimo, 22 maggio, e non rilasciare ulteriori interviste.
Il numero 15 non è scelto a caso: i tornei degli Slam, infatti, convertono il 15% dei loro ricavi ai premi in denaro. Meno degli eventi ATP e WTA (22%) e soprattutto di altri sport di squadra statunitensi come NFL e NBA (50%). Il montepremi del Roland Garros 2026 è pari a 61,7 milioni di euro, in crescita rispetto a quello dell’anno precedente, con i vincitori dei tornei maschili e femminili che riceveranno 2,8 milioni di euro. Ma allo stesso tempo sono aumentate anche le entrate del torneo e per questo i giocatori ritengono troppo bassa la fetta del 15%, chiedendo almeno di pareggiare la quota dei tornei ATP e WTA. «Nonostante ricavi record, la quota destinata ai giocatori continua a diminuire». Così si legge in un comunicato firmato da 20 tennisti di primo piano, tra cui Sinner, Alcaraz, Sabalenka e Gauff. Che denuncia anche la mancanza di consultazione e investimenti nel benessere degli atleti, parlando di un sistema che «non rappresenta adeguatamente chi è al centro del successo dello sport».
Questa protesta nei confronti dei vertici degli Slam va avanti da oltre un anno. I migliori tennisti al mondo, oltre al tema dei montepremi, hanno messo l’accento anche su altri aspetti, come per esempio un generale miglioramento delle loro condizioni di lavoro e una centralità maggiore nella calendarizzazione dei tornei. Delle novità, in un senso o nell’altro, sono attese a breve, visto che pochi giorni dopo la fine del Roland Garros è previsto l’inizio di Wimbledon, il cui montepremi verrà annunciato nella seconda settimana di giugno. Quel che è certo è che il montepremi aumenterà rispetto agli oltre 50 milioni di euro dello scorso anno, ma è allo stesso tempo difficile che arrivi a soddisfare le richieste dei giocatori. E il problema è proprio questo.