La finale in due partite del campionato Clausura tra Cruz Azul e Pumas offre un interessante scorcio su uno dei campionati nazionali che sta crescendo di più nel mondo: quello messicano. Intanto, giusto per la cronaca, occorre ricordare che si tratta di un derby tra due club di Città del Messico e che il match di andata, conclusosi 0-0, si è giocata all’Azteca, lo stadio di Italia-Germania 4-3 che ospiterà anche una delle gare d’apertura del Mondiale 2026, il prossimo 11 giugno. Ma l’aspetto importante è l’effetto-vetrina che hanno queste finali sul calcio messicano.
Come analizzato da Espn, infatti, gli investitori americani stanno guardando sempre più alla Liga MX a una delle opportunità economiche più interessanti dello sport globale. Nel 2021 gli attori Ryan Reynolds e Rob McElhenney, già proprietari del Wrexham, insieme all’attrice Eva Longoria e ad altri investitori hanno acquistato il 50% del Necaxa. Successivamente il gruppo Innovatio Capital, guidato da Marc Spiegel, ha comprato il Querétaro, primo esempio di proprietà a maggioranza statunitense nella Liga MX. Nel 2025, Apollo Sports Capital ha rilevato una quota di maggioranza dell’Atlético Madrid, subentrando anche nel controllo dell’Atlético San Luis. Poco dopo, il fondo General Atlantic ha acquistato il 49% dello storico Club América. Con il FC Juárez, già co-gestito dal gruppo texano MountainStar Sports Group dal 2015, oltre un quarto dei club della Liga MX presenta oggi collegamenti diretti con investitori statunitensi.
Ok, ma perché los gringos, come li chiamano da quelle parti, stanno guardando al Messico? Perché i club sono ancora degli asset sottovalutati. In pratica costano poco e possono generare ottimi guadagni. A rendere il campionato particolarmente appetibile è soprattutto il suo enorme seguito negli Stati Uniti. La Liga MX, infatti, non è popolare soltanto in patria, ma rappresenta anche uno dei prodotti calcistici più seguiti dal pubblico latinoamericano residente negli USA. La ragione? L’altissimo numero di residenti USA di origine messicana.
Nel 2023, l’amichevole tra Chivas e Club América disputata a Los Angeles ha registrato oltre 86mila spettatori al Rose Bowl, un dato mai raggiunto da una partita MLS. Secondo TelevisaUnivision, principale detentore dei diritti televisivi del campionato negli Stati Uniti, la Liga MX sarebbe «il campionato di club più seguito del Paese, indipendentemente dalla lingua». Gli ascolti confermano il trend: una gara media del Clausura 2026 ha registrato circa 687 mila telespettatori, numeri superiori persino alla media stagionale della Premier League negli Stati Uniti, ferma a circa 510 mila.
Uno degli aspetti più interessanti per gli investitori riguarda il modello economico del calcio messicano. Adrian Madero, partner finanziario di Marc Spiegel e dirigente del gruppo The Fonseca Group, ha sintetizzato il vantaggio con una frase emblematica: «Il vero sogno americano è guadagnare in dollari e spendere in pesos». I ricavi televisivi e commerciali arrivano infatti in gran parte dagli Stati Uniti e sono generati in dollari, mentre molte spese operative dei club restano in valuta messicana, abbassando significativamente i costi di gestione. L’interesse americano sta influenzando anche la struttura stessa del campionato messicano. Nel 2020, la Liga MX ha sospeso il sistema di promozione e retrocessione per sei stagioni, ufficialmente a causa dell’incertezza economica generata dalla pandemia. Una scelta che ha reso il campionato molto più simile alla MLS, dove il rischio retrocessione non esiste e gli investimenti risultano quindi più sicuri.
Tuttavia, la questione resta aperta. Nel 2025, dieci club della seconda divisione messicana hanno presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport per ripristinare il sistema originario. Sebbene la Liga MX sia teoricamente obbligata a reintrodurlo dalla stagione 2026-27, sembra improbabile un ritorno completo della retrocessione. L’ipotesi più concreta sarebbe invece l’espansione stabile della prima divisione con nuove squadre, eliminando definitivamente il rischio retrocessione: una strategia chiaramente ispirata alla MLS.
La crescita della Liga MX sta inevitabilmente alimentando interrogativi anche negli Stati Uniti. Alcuni investitori considerano infatti il campionato messicano un’alternativa più redditizia rispetto alla MLS. Il Club América, ad esempio, avrebbe una valutazione aziendale di circa 490 milioni di dollari, contro una media di 767 milioni per le franchigie MLS. Eppure, secondo Forbes, oltre metà dei club MLS avrebbe chiuso il 2024 in perdita, mentre molte società della Liga MX generano utili operativi. Da anni, inoltre, le due leghe collaborano attraverso eventi come l’All-Star Game, la Campeones Cup e soprattutto la Leagues Cup, alimentando le speculazioni su una possibile futura fusione tra i due campionati. Un’eventuale “super lega” nordamericana resta per ora soltanto un’ipotesi, ma è chiaro come il il futuro del calcio nel continente passerà sempre di più dall’asse economico tra Stati Uniti e Messico.