Bill Foley ha creato un impero sportivo che mette insieme vittorie e introiti, e i fiori all’occhiello sono il Bournemouth e i Vegas Golden Knights

Il club inglese giocherà in Europa per la prima volta nella sua storia, la franchigia NHL è stata fondata nel 2016 e oggi a un passo dalla sua seconda Stanley Cup. E all'orizzonte ci sono altri grandi investimenti.
di Redazione Undici 04 Giugno 2026 alle 18:12

La stagione 2025/26 sarà ricordata come la migliore nella storia del Bournemouth FC: il club inglese, infatti, è arrivato al sesto posto in Premier League, a soli tre punti dalla qualificazione in Champions, e l’anno prossimo parteciperà per la prima volta a una competizione internazionale (l’Europa League). Per le Cherries, questo incredibile risultato – soprattutto se consideriamo che si tratta di una squadra che rappresenta una città di 183mila abitanti, che ha uno stadio da 11mila posti e che prima del 2015 non aveva mai giocato nella massima divisione britannica – è il frutto di un lavoro che va avanti da anni, di un modello fondato sulla valorizzazione del talento, sulla coerenza, sulla pazienza, sui dati e sulle plusvalenze. Certo, poi anche i (lauti) investimenti della proprietà americana, guidata dal business Bill Foley, hanno fatto la differenza. Il punto, però, è che per essere dei grandi imprenditori sportivi non basta avere molti soldi: bisogna saperli utilizzare bene.

Nel caso di Foley, la crescita esponenziale dei risultati raggiunti nello sport è un segnale chiaro: ci troviamo di fronte a un proprietario/presidente che sa scegliere bene i dirigenti e i manager a cui affidarsi. Nel caso specifico del Bournemouth, potremmo fare i nomi di Eddie Howe, di Tiago Pinto, di Andoni Iraola, ma in realtà Foley ha dimostrato di saper far bene il suo mestiere anche nella NHL: i Vegas Golden Knights, infatti, sono arrivati in finale playoff e potrebbero conquistare la seconda Stanley Cup della loro storia. E non ci sarebbe niente di così strano, se non fosse che la franchigia del Nevada è stata ammessa – come team d’espansione, il primo dopo 16 anni – nella lega di hockey su ghiaccio solamente nel 2016. E se non fosse che nel 2017 era già arrivata in finale, per poi conquistare il suo primo titolo nel 2022.

Foley l’aveva detto al momento della creazione della squadra: «Vinceremo la Stanley Cup entro sei anni». È andata esattamente così, cioè alla grande. E si può dire la stessa cosa anche per ciò che succede fuori dal ghiaccio: secondo le valutazioni delle squadre NHL del 2025 di Sportico, i Vegas Golden Knights sono la 12esima franchigia per valore assoluto di tutta la NHL (2,02 miliardi di dollari). E il bello è che siamo solo all’inizio di un percorso che ha enormi margini di crescita: nell’estate 2025, Foley ha assunto un nuovo responsabile delle operazioni commerciali, John Penhollow, che fino a poco tempo fa ricopriva lo stesso ruolo nell’organigramma dei Minnesota Vikings. Penhollow ha supervisionato una trasformazione aziendale che ha portato a nuove assunzioni in settori come quello dei media digitali e del marketing, ha implementato diverse nuove iniziative a favore dei tifosi, tra cui prezzi più bassi per le concessioni, opzioni di rinnovo degli abbonamenti stagionali più flessibili e prezzi dei biglietti per i playoff inferiori rispetto alle stagioni precedenti. In cambio ha ottenuto un tasso di rinnovo degli abbonamenti stagionali molto più alto rispetto a quello delle stagioni precedenti.

L’acquisto e la gestione del Bournemouth hanno seguito la stessa traiettoria: se il closing risale al 2022 e venne siglato per una cifra pari a 148 milioni di dollari, oggi il valore complessivo del club ha raggiunto i 665 milioni di dollari. E le cifre sono destinate a salire, visto che il comune di Bournemouth ha già approvato i piani per aumentare la capienza del Vitality Stadium fino a 20mila posti. Nel frattempo, come se non bastasse, il gruppo di Foley ha continuato ad ampliare il suo impero sportivo: l’Auckland FC, con sede nella capitale della Nuova Zelanda, ha conquistato la A-League – che in teoria sarebbe il campionato australiano, ma accetta anche club neozelandesi – a soli due anni dalla sua fondazione; inoltre, negli ultimi mesi, sono stati formalizzati degli investimenti nell’Hibernian (squadra della Premiership scozzese) e negli Exeter Chiefs, una delle grandi storiche del campionato inglese di rugby. Facile pensare che anche la storia di queste società sia destinata a cambiare in meglio, in poco tempo.

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