Quando gioca con la Nazionale spagnola, Mikel Oyarzabal diventa uno dei calciatori più forti al mondo

Nella Real Sociedad è una bandiera e un buon attaccante. Ma la maglia della Spagna, a quanto pare, fa l'effetto del mantello di un supereroe.
di Redazione Undici 10 Giugno 2026 alle 16:00

Chiamatelo exploit del falso nove. E guai a dire che la Spagna non ha un centravanti: Mikel Oyarzabal non avrebbe le caratteristiche tecniche per esserlo. Eppure lo fa. Alla grandissima: nelle ultime 11 gare con la Roja, il classe ’97 della Real Sociedad ha messo a segno 12 gol conditi da 6 assist, più due pali e un rigore procurato. Insomma, numeri da David Villa – tanto per citare un precedente illustre – che rendono ancora più prezioso il ruolo di un giocatore designato per essere comprimario, e invece destinato a diventare protagonista, soprattutto dopo l’uscita dalle rotazioni di Alvaro Morata.

L’ulteriore, impressionante statistica è che Oyarzabal non è nemmeno inamovibile in termini di minutaggio: in questo stesso frangente ha giocato soltanto 45′ nell’amichevole contro il Perù, gliene sono baastati 63 per segnare una doppietta all’Egitto, uno di meno per colpire la Turchia. Alla vigilia del Mondiale – anche ricordandosi com’era finita l’ultima volta, nonostante il roboante 7-1 al debutto contro il Costa Rica – si rinfaccia alla Spagna di avere tanti dribblatori, pochi finalizzatori e nessun attaccante vero e proprio. Oyarzabal sta smentendo ogni dubbio, grazie a un rendimento difficile da riscontrare oggi in Europa e anche oltre, a livello di nazionali.

Il paradosso, infatti, è che con la maglia biancazzurra del club l’esito non è esattamente lo stesso. Certo, a Donostia/San Sebastian Mikel è un simbolo, un talento cresciuto in casa da oltre 430 presenze e 130 reti nella Real Sociedad. In undici stagioni ha vinto due Coppe del Re, l’ultima proprio in questo 2025/26 – dove comunque sono arrivati 18 gol totali per la seconda annata consecutiva, che denotano comunque un buon senso del gol. Eppure gli è sempre mancata la leadership, la continuità e forse anche i colpi del trascinatore, per portare la Real al salto di qualità definitivo nel calcio spagnolo e continentale.

Come d’incanto, quando però Mikel indossa la divisa della Roja ha l’effetto di un mantello da supereroe. Soprattutto dall’arrivo di Luis de la Fuente come commissario tecnico, che stravede per lui e l’ha più volte definito “un giocatore di classe mondiale, capace di tutto” – forse garantendogli un’iniezione di fiducia che in altri contesti Oyarzabal non riusciva a capitalizzare. Perché fino al 2023, il suo ruolino in Nazionale diceva 24 presenze e 6 reti. Da lì in avanti lo score diventa 29 con 19. Cioè quello di un goleador di razza, non più semplice rincalzo di lusso capace di spaziare su tutto il fronte offensivo.

E così, tra Yamal e Williams, la Spagna riscopre l’arma segreta che nessuno si aspettava. Dimostrando ancora di più di essere una Nazionale ricchissima di talento e dalle mille risorse: non a caso i bookmaker l’hanno indicata come la più probabile vincitrice del Mondiale 2026 – mentre a Madrid e dintorni fanno gli scongiuri. I campioni d’Europa in carica possono sognare concretamente il bis come accadde nel 2010. Allora il centravanti puro e implacabile era proprio Villa. Ebbene, Oyarzabal non gli assomiglia per niente. Se non per la freddezza sotto porta, con disarmante facilità e coinvolgimento nella manovra. A questa Spagna non serve altro. Palla a Mikel e tutto fila liscio.

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