Gol all’esordio ai Mondiali contro il Brasile con pallonetto ad Alisson, trasferimento al Bayern Monaco praticamente concluso e record del gol più veloce della storia del Marocco nella fase finale della Coppa del Mondo (70 secondi), nella seconda gara contro la Scozia. Ci sono state settimane decisamente peggiori rispetto a quella che sta vivendo Ismael Saibari, classe 2001, perla dei “Leoni d’Atlante” e futuro calciatore al servizio di Vincent Kompany. Il marocchino, ormai ex PSV, incarna alla perfezione l’archetipo del calciatore moderno d’élite: potenza, tecnica e versatilità. Negli ultimi due anni in Eredivisie ha realizzato 45 tra gol e assist, giocando da mezzala, da trequartista, da esterno e da seconda punta. Quello che non cambia è l’efficacia con cui interpreta ogni ruolo, in virtù della completezza del suo bagaglio tecnico: Saibari ha la classe cristallina tipica della nuova scuola marocchina – definita da capitan Hakimi «il nuovo Brasile – ma è anche estremamente potente. Quando parte in progressione, specie allargandosi sulla sinistra, pur non sembrando velocissimo, è molto abile nello sfruttare le braccia per prendere posizione e il contatto spalla contro spalla per seminare l’avversario.
Ismael Saibari è il secondo giocatore nella storia del calcio africano ad aver segnato nelle sue due prime partite al Mondiale, dopo un certo Mohamed Salah nel 2018. Il modo in cui il CT Ouahbi lo impiega nel Marocco lo esalta alla perfezione, e ci fa capire per quale motivo il Bayern – sempre lungimirante negli acquisti – abbia deciso di investire ben 55 milioni di euro per portarlo a Monaco. Il venticinquenne gioca, in partenza, da numero nove, ma in campo lo si trova praticamente ovunque. Il Marocco, a livello offensivo, predilige continui scambi di posizione a una struttura fissa e rigida, un po’ come accadde nel PSG di Luis Enrique, e quindi Saibari si trova continuamente a svuotare il centro, pronto a essere occupato a turno da uno tra El Khannouss, Brahim Dìaz o Ounahi. L’ex PSV viene incontro a legare il gioco, si allarga sulla sinistra pronto a puntare l’avversario, dialoga in combinazioni nello stretto a destra: è a suo agio praticamente in ogni frazione del campo, perché di fatto le ha già interpretate tutte. E quando i suoi marcatori, stanchi di seguirlo in giro per il campo, si distraggono per un attimo, ecco che Saibari è abilissimo ad attaccare la profondità con ferocia e tempi perfetti: così nasce il gol al Brasile, concluso con un pallonetto delizioso ad Alisson; e così nasce anche l’1-0 con la Scozia: l’imbucata chirurgica di Brahim lo trova quando è ormai sgattaiolato in mezzo ai due centrali. Non gli resta che arpionare il pallone col destro, quasi alzandoselo con un piccolo tocco di collo per colpirlo al volo, e poi far partire un siluro talmente forte che pare incepparsi nella rete, prima di essere risputato fuori. A seguire, classica esultanza, con la pettinata al capello rasato.
Nella partita contro il Brasile, secondo Opta, Saibari è stato contemporaneamente il giocatore con più attacchi alla profondità (16), e quello che ha effettuato più pressioni rispetto all’intero torneo nella prima giornata. É qui che si palesa un’altra dote innata del marocchino, fondamentale per renderlo un prototipo di calciatore moderno: il motore. Utilizzando come riferimento i report atletici della FIFA, nella prima giornata del torneo c’è un solo giocatore che ha effettuato più corse ad alta intensità (20-25 km/h) e in sprint puro (+25 km/h): si tratta di Micheal Olise. Entrambi, da quest’estate, giocheranno nel Bayern Monaco di Kompany. All’allenatore belga toccherà solo il dolce impaccio di capire in quale degli svariati ruoli che occupa impiegare il fantasista marocchino: vice di Kane come nove atipico, o trequartista alle sue spalle.
In ogni caso, ancora una volta, i bavaresi sembrano averci visto lungo. Tra i play-off dello scorso anno e la fase a gironi in questa stagione, Saibari ha fatto impazzire anche Juventus e Napoli in Champions League con due gol e tantissime giocate di alta fattura. Nessuno, però, ha avuto il coraggio di puntarci fino alla chiamata del Bayern, anche quando il tuttofare ex PSV si poteva acquistare a cifre ben più alla portata. Il Bayern ha iniziato a trattarlo prima che iniziasse il Mondiale e l’ha chiuso dopo il pallonetto ad Alisson, evitando aste e inserimenti esterni: così programma un grande club. Ora, durante il Mondiale, da Monaco di Baviera possono guardarlo esplodere senza ansie.