L’indiscrezione gira già da parecchio tempo, anzi girava già durante la prima edizione del 2025, ma ora sembra sempre più plausibile. Il Mondiale per Club va verso il modello di quello per nazioni, a 48 squadre. D’altra parte il montepremi e i ricavi sono particolarmente ricchi e tutti ne vogliono far parte. In questi giorni la FIFA ha raggiunto un accordo con l’European Football Clubs, l’organizzazione internazionale dei club (ex ECA) per la creazione di una joint venture destinata a gestire la competizione. L’intesa potrebbe accelerare il progetto di ampliamento a partire dall’edizione del 2029, aumentando le opportunità di partecipazione per le società della Premier League e per altri grandi club europei.
Il successo economico registrato dall’edizione inaugurale del nuovo Mondiale per Club a 32 squadre ha rafforzato le pressioni dei principali club europei per un ulteriore allargamento. Il Chelsea, vincitore del torneo disputato negli Stati Uniti, avrebbe infatti incassato circa 98 milioni di euro, alimentando l’interesse delle grandi società a ottenere un accesso più frequente a un evento sempre più redditizio. Nell’estate scorsa l’Europa era rappresentata da 12 squadre, contro le sei del Sud America e le cinque della Confederazione nordamericana CONCACAF. Tuttavia, alcune delle formazioni più prestigiose del continente sono rimaste escluse. Tra queste Liverpool, Barcellona e Napoli, campioni nazionali rispettivamente di Inghilterra, Spagna e Italia nel momento in cui è iniziata la prima edizione.
L’attuale sistema di accesso privilegia i quattro vincitori più recenti della Champions League e le otto squadre con il miglior coefficiente UEFA, con un limite massimo di due club per Paese. Una regola che ha penalizzato in particolare il calcio inglese: il Liverpool, pur avendo ottenuto risultati sufficienti per qualificarsi, è rimasto escluso proprio a causa del tetto nazionale. Secondo indiscrezioni del Guardian, l’EFC sarebbe favorevole all’abolizione di questo limite. Una modifica che potrebbe favorire club come Arsenal, Liverpool e Manchester City, tutti stabilmente presenti tra le migliori squadre europee nel ranking UEFA.
L’organizzazione ritiene inoltre che una maggiore presenza di club europei accrescerebbe il valore commerciale del torneo. La Fifa ha infatti incontrato difficoltà nella vendita dei diritti televisivi della manifestazione, riuscendo a chiudere un accordo globale da un miliardo di dollari con DAZN solo dopo un investimento di pari entità da parte di Surj Sports Investments, fondo sostenuto dal governo saudita. L’intesa tra FIFA ed EFC segna un significativo miglioramento dei rapporti tra le due organizzazioni. Prima della prima edizione del nuovo Mondiale per Club erano emerse tensioni sulla governance della competizione, che l’ente mondiale del calcio aveva deciso di gestire autonomamente. Oggi, invece, le parti sembrano orientate verso un modello simile a quello già adottato con la joint venture UC3, che coordina le competizioni europee per club insieme ai dirigenti UEFA.
Presieduta dal numero uno del Paris Saint-Germain, Nasser Al-Khelaifi, l’EFC rappresenta oltre 700 club europei e ha recentemente accolto nuovamente il Real Madrid. Il club spagnolo era stato sospeso per cinque anni a causa del suo coinvolgimento nel progetto della Superlega europea, ma è stato riammesso dopo il definitivo abbandono dell’iniziativa. La FIFA guarda con interesse anche ai risultati commerciali ottenuti dall’EFC nelle competizioni Uefa. I ricavi derivanti dai diritti media e dalle sponsorizzazioni della Champions League e degli altri tornei continentali sono infatti destinati a crescere di circa il 25% nel prossimo ciclo quadriennale, a partire dal 2027. Nel frattempo, una delle priorità dell’EFC resta la definizione dei criteri di distribuzione dei 185 milioni di sterline previsti come pagamenti di solidarietà per i club non partecipanti all’ultima edizione del Mondiale per Club. La somma, promessa dalla Fifa ma non ancora erogata, continua a generare malumori tra le società calcistiche di tutto il mondo.
Se il fondo venisse ripartito in parti uguali, ogni club di massima divisione riceverebbe circa 50 mila sterline. Sebbene i 740 milioni di sterline destinati ai premi sportivi siano già stati distribuiti, le sei confederazioni continentali non hanno ancora trovato un accordo sulla ripartizione delle risorse di solidarietà. Una volta risolta questa questione, l’attenzione si sposterà inevitabilmente sul futuro della competizione. E il primo tema sul tavolo sarà proprio l’espansione del Mondiale per Club a 48 squadre, un progetto che potrebbe ridisegnare gli equilibri del calcio internazionale già dal 2029.