I tennisti hanno deciso di ripetere anche a Wimbledon la protesta fatta al Roland Garros: limiteranno le interazioni con i giornalisti a 15 minuti

Il torneo londinese ha aumentato il montepremi del 20% rispetto allo scorso anno, ma i giocatori chiedono di più.
di Redazione Undici 25 Giugno 2026 alle 15:40

Dopo quanto successo al Roland Garros, anche a Wimbledon continua il braccio di ferro tra i migliori tennisti al mondo e l’ente che organizza i tornei dello Slam. I giocatori, infatti, hanno deciso di ripetere quanto fatto a Parigi, limitando le interazioni con i giornalisti a 15 minuti. Questo perché, a loro avviso, i montepremi dei tornei più importanti al mondo sarebbero insufficienti rispetto alla quota dei ricavi complessivi. Alcuni tennisti, come la numero uno al mondo del ranking WTA, Aryna Sabalenka, e la quattro Coco Gauff, erano arrivati addirittura nei mesi scorsi sostenere l’ipotesi del boicottaggio. Non si è poi arrivati a quel punto, ma i tennisti hanno deciso di proseguire la loro battaglia e di continuare a far sentire le proprie ragioni.

Un passo dal mondo degli Slam in realtà è stato anche fatto. L’All England Club (il circolo che gestisce il torneo di Wimbledon) ha annunciato due settimane fa un aumento del 20% del montepremi rispetto allo scorso anno, portandolo a 74 milioni di euro. Con i compensi per i due vincitori (maschile e femminile) a più di 4 milioni di euro l’uno e una paga di poco più di 90mila euro per i giocatori eliminati al primo turno. La mossa non è stata però considerata sufficiente da tennisti, che hanno proclamato un boicottaggio mediatico di 15 minuti in vista dell’inizio del torneo su erba, previsto per il prossimo lunedì 29 giugno. Un numero non casuale, visto che gli Slam (i quattro tornei più importanti della stagione, Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) convertono proprio il 15% dei loro ricavi ai premi in denaro. Meno, per esempio, degli eventi ATP e WTA (che arrivano al 22%). Il tutto nonostante i ricavi siano aumentati notevolmente negli ultimi anni: per quanto riguarda Wimbledon, parliamo di un fatturato che va oltre i 300 milioni di euro.

I migliori tennisti al mondo, oltre al tema dei montepremi, hanno messo l’accento anche su altri aspetti, come per esempio un generale miglioramento delle loro condizioni di lavoro e una centralità maggiore nella calendarizzazione dei tornei.  A illustrare il problema degli attuali montepremi è stata nuovamente la tennista biellorussa Sabalenka: «Il punto non sono io», ha detto durante i 15 minuti di intervista concessi a Parigi, «ma le giocatrici che sono più in basso in classifica Non è facile vivere in questo mondo del tennis con la percentuale che guadagniamo. Da numero uno al mondo, sento di dovermi battere per queste giocatrici, per quelle che tornano dopo un infortunio e per la prossima generazione».

La risposta da parte di Wimbledon non si è fatta attendere. Un portavoce dell’All England Club ha commentato che l’ente è rimasto «deluso e sorpreso» dalla decisione dei giocatori di indire un nuovo boicottaggio nei confronti della stampa. «Wimbledon», ha proseguito, «mette i giocatori al centro di tutte le sue scelte, e si impegna a investire in modo significativo su di loro ogni anno. Il montepremi totale di quest’anno è aumentato del 20%, il maggiore incremento nella storia dell’evento. Questo in aggiunta a tutti gli investimenti di centinaia di milioni di sterline fatti per l’ammodernamento delle strutture dedicate ai giocatori». Eppure la disputa continua, anzi si inasprisce ancora.

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