Ormai è praticamente fatta: Nico Paz dovrebbe restare al Como. O meglio, come spiega Fabrizio Romano, il Como ha deciso di acquistare Nico Paz a titolo definitivo dal Real Madrid (che però manterrà un contro-clausola di riacquisto). Il punto è che si tratta dello stesso Real Madrid che, poche ore fa, aveva attivato la cosiddetta clausola di recompra (fissata a nove milioni di euro) e aveva ripreso il fantasista argentino, con l’idea di rimetterlo sul mercato e di venderlo per una cifra cinque o sei volte più alta. Il racconto di questo affare e di tutta la trattativa non è secondario, anzi diventa fondamentale. Per un motivo semplice: concludendo questa operazione, il Como ha dimostrato di essere diventato un club di primo livello. Di avere una forza economica, ma anche progettuale, davvero enorme.
Sono due i punti fondamentali da analizzare. Il primo riguarda la capacità, da parte del club lombardo, di riuscire a soddisfare le richieste del Real Madrid. Di andare a versare una cifra che soddisfacesse il club di Florentino Pérez, per cui il giocatore ha una valutazione di 60 milioni. Senza traccheggiare, viene quasi da dire senza trattare – ma ovviamente i due club staranno parlando di questa operazione da giorni, anzi da settimane – e come se fosse una cosa normale, per una squadra italiana. Ebbene: non è una cosa normale. Non lo è mai stata per la Serie A – se guardiamo all’intera storia del calciomercato, solo sette volte una società italiana ha speso più di 60 milioni di euro per acquisire un giocatore – e figuriamoci per il Como. Che, invece, adesso dimostra di avere i fondi e anche il coraggio per andare a imbastire un affare di questo tipo. E per portarlo a termine. Come se fosse un club di Premier League, come se fosse una nobile storica della Serie A.
Il secondo punto discende esattamente da questo ragionamento. Perché in questo caso, cioè nel caso di Nico Paz, c’era da convincere anche il giocatore. Il quale, dopo essere stato messo sul mercato dal Madrid, aveva due opzioni: ascoltare le varie offerte che sicuramente sarebbero arrivate, oppure tornare al Como. Ebbene: Nico Paz ha deciso di tornare al Como, di non aspettare le eventuali proposte di altri club. Magari quella dell’Inter, che si vociferava fosse interessata a lui, ma anche – teoricamente – quelle di società inglesi, di altre big europee.
Insomma: forse il Como ha giocato d’anticipo, è inevitabile pensare che Paz volesse giocarsi la Champions da protagonista con una squadra che conosce, che è costruita intorno a lui, di certo Fàbregas e i dirigenti avevano/hanno un canale preferenziale con il ragazzo. con il suo entourage e anche con il Real Madrid. Ma sappiamo anche che tutti questi vantaggi virtuali possano essere spazzati via in pochi istanti da un incastro che si crea last minute sul mercato, da una proposta economica che ti cambia letteralmente la vita, perché no? E invece, e invece, Nico Paz ha scelto il Como. Nico Paz ha voluto il Como. E così ha spinto il Como a presentare un’offerta gigantesca, ben lontana dalla politica di mercato attuata finora dalla proprietà indonesiana, pur di portare a termine l’affare.
La vera notizia, come detto, sta quindi nella forza del Como. Una forza che non esiste in nessun’altra piazza di Serie A, una forza che permette ai dirigenti indonesiani di andare a trattare faccia a faccia con il Real Madrid – forte anche di un rapporto che va avanti da anni, di un asse di mercato consolidato: anche questo è un aspetto molto significativo, che racconta la profondità del progetto-Como – e di tenere Nico Paz per la terza stagione di fila. Per dirla con una frase: queste cose possono farle solo i club che hanno tanti soldi e che sanno come investirli. Ecco, il Como è diventato un club di questo tipo. Lo ha dimostrato nelle ultime stagioni e lo sta dimostrando adesso, alla vigilia di un anno decisivo. Che sembrava poter essere più difficile di quelli precedenti, visto che era quantomeno complicato trovare un giocatore che potesse sostituire Nico Paz, magari senza farlo rimpiangere. Alla fine questo giocatore è stato trovato, e si chiama Nico Paz. Buonissima idea, non c’è che dire.