Sarà per quella faccia da perfetto vicino di casa, di quelli che ha il vialetto sempre in ordine e il prato tagliato perfettamente, riflessi ordinari di una vita serena made in UK. Ma per il giocatore che è, per come sta trascinando l’Inghilterra in questo Mondiale, Harry Kane dovrebbe essere inquadrato come una fenomeno assoluto, da star di prima grandezza. E invece non è così: a differenza di Mbappè, Messi, Lamine Yamal e di Cristiano Ronaldo, Kane ha un appeal commerciale ridotto, o comunque molto inferiore a quello degli altri fuoriclasse che stanno nobilitando il Mondiale.
Grazie alla doppietta contro la Repubblica Democratica del Congo, ovvero il 12esimo e il 13esimo gol segnati alla fase finale della Coppa del Mondo, Kane ha superato Pelé nella classifica dei migliori marcatori della storia della competizione, raggiungendo il francese Just Fontaine. Davanti a lui restano soltanto Gerd Müller, Ronaldo, Miroslav Klose, Kylian Mbappé e Lionel Messi. Basterebbe questo a fare di lui uno dei testimonial più appetiti e quindi ricchi del mondo, ma il capitano della Nazionale inglese continua a essere percepito in maniera diversa. Persino Jude Bellingham, l’altra grande stella dell’Inghilterra in questa rassegna iridata e di quasi dieci anni più giovane, può vantare oggi una notorietà internazionale superiore. Si può dire: nel panorama commerciale del calcio, Kane è una figura importante ma non dominante. Ed è una condizione singolare, se lo consideriamo – e dobbiamo farlo – come il giocatore più decisivo del Bayern Monaco, uno dei club più prestigiosi al mondo come il Bayern Monaco, nonché il capitano della Nazionale inglese.
Come notato da The Athletic, però, in realtà tutte le mosse fatte da Kane raccontano quella che è la sua filosofia come uomo-brand,. Dal 2023, tanto per fare un esempio, Kane indossa scarpe Skechers, marchio decisamente meno prestigioso rispetto ai giganti del settore – Nike, adidas, Puma o New Balance. Questo non significa che Kane non rappresenti un volto appetibile per gli sponsor: Oura Ring ha scelto lui e Declan Rice come testimonial della propria campagna mondiale, mentre Google Gemini lo ha coinvolto in una campagna social nei panni di cuoco alle prese con un barbecue, aggiungendosi alle collaborazioni con Eveready e Allianz, brand che collaborano anche con il Bayern Monaco.
In virtù di tutte queste partnership, gli introiti extra-campo del centravanti inglese valgono ormai diversi milioni di euro, ma la sua popolarità resta tutto sommato contenuta. Su Instagram, per esempio, il suo profilo ufficiale conta 18,7 milioni di follower: circa la metà di Haaland e una minima parte dei 132 milioni di Mbappé. Si potrebbe dire che Kane sia una stella inglese, ma non ancora un’icona globale. Magari anche lui stesso se ne è accorto, solo che – ed è proprio questo il punto – non sembra aver intenzione di dare una svolta alla sua strategia: Kane non sembra essere un personaggio estroverso né un animale da palcoscenico; a differenza di altri colleghi con un palmarés e uno status meno prestigioso del suo, ha investito poco nella costruzione di un brand personale. In questo senso basti pensare a Cole Palmer, che pur essendo rimasto fuori dalla lista mondiale di Thomas Tuchel ha costruito un’immagine commerciale molto più marcata.
La scelta di rimanere al Tottenham per molti anni potrebbe aver inciso sulla percezione di Kane come grande personaggio, su questo non c’è dubbio. Ma c’è anche un altro aspetto di cui tener conto: il capitano dell’Inghilterra ha investito non tanto sul suo brand personale, quanto su tutta una serie di attività che lo vedono coinvolto come imprenditore, più che come testimonial. Nel 2024, per esempio, è diventato socio e ambasciatore del marchio di abbigliamento sostenibile Reflo; inoltre è anche azionista e partner del marchio bavarese 3Bears, specializzato in porridge e cereali.
Il fatto, per dirla in una frase, è che Kane sembra volersi imporre come businessman “puro”. E non come testimonial pubblicitario, firmando accordi che magari possono diventare rischiosi per la sya reputazione. Le prossime settimane, tuttavia, potrebbero cambiare tutto: se dovesse sollevare la Coppa del Mondo da capitano dell’Inghilterra, entrerebbe in una ristrettissima élite di fuoriclasse e diventerebbe uno dei principali candidati alla conquista del Pallone d’Oro. Un traguardo che gli darebbe un enorme boost a livello commerciale. Che gli piaccia o meno.