Una partita di Zinédine Zidane è diventata un’opera d’arte esposta al Guggenheim di New York

Uno dei musei più prestigiosi al mondo ha dedicato un'installazione all'ex fuoriclasse francese, grazie a un'opera visionaria realizzata nel 2006.
di Redazione Undici 08 Luglio 2026 alle 11:47

Di certo i Mondiali stanno avendo un certo impatto sugli Stati Uniti. Lo dimostra anche il fatto che una delle più importanti istituzioni culturali del Paese, il Guggenheim Museum di New York, ha deciso di farsi coinvolgere dal torneo. In modo convenzionale, cioè trasmettendo alcune partite in uno dei pub interni alla struttura. E poi in modo creativo, altrimenti – viene da dire – non sarebbe il Guggenheim. Ecco: il modo creativo è un’installazione dedicata a Zinédine Zidane, anzi a un’opera d’arte uscita qualche anno fa e che racconta il fuoriclasse francese.

Si tratta di Zidane, a 21st century portrait, un film realizzato nel 2006 dai videoartisti Douglas Gordon e Philippe Parreno. E che, di fatto, si può descrivere così: si tratta di una partita di Zizou ripresa per intero e con inquadrature incentrate solo e soltanto di lui, ottenute grazie all’utilizzo di 17 telecamere che hanno seguito ogni sua azione, ogni sua smorfia, ogni sua interazione con la palla e col mondo esterno. La partita in questione è Real Madrid-Villarreal 23 aprile 2005, finita 2-1 per la squadra in maglia bianca. Sotto trovate il post del Guggenheim che promuove l’installazione dedicata a Zizou:

In effetti è difficile pensare a un altro calciatore degli ultimi trent’anni che avrebbe meritato un tributo del genere. In assoluto e guardando al prestigio inarrivabile del Guggenheim. Certo, ci sono stati – e ci sono ancora – Messi e Cristiano Ronaldo, ma in realtà nessuno dei due ha mai restituito il senso di grazia pura, di eleganza assoluta, di estetica luccicante che ha caratterizzato la manifestazione di Zinédine Zidane su un campo da calcio. E allora, beh, se siete a New York vi suggeriamo di andare al Guggenheim – ma questo l’avremmo fatto in ogni caso – e di dedicare qualche minuto a Zidane, a 21st century portrait. O magari tutta l’ora e mezza, perché no?

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