Alla vigilia di Spagna-Francia, semifinale dei Mondiali 2026, l’ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy (esponente del Partido Popular formazione di centro-destra) ha detto che nella Nazionale di Deschamps «non ci sono giocatori francesi». Ovviamente le sue dichiarazioni hanno acceso il fuoco della polemica, sia dalla parte dei suoi avversari politici (a cominciare da Pedro Sánchez, l’attuale capo del governo di Madrid) che da parte della Francia, quella calcistica e quella istituzionale. Al netto delle inevitabili risposte anche velenose, e al netto del fatto che anche nella Nazionale spagnola ci sono diversi calciatori che possiedono la doppia nazionalità, c’è un altro problema decisamente più significativo: le dichiarazioni di Rajoy sono del tutto sbagliate. Basta consultare Wikipedia o qualsiasi almanacco per rendersi conto che quasi tutti i calciatori convocati da Deschamps sono nati e cresciuti in Francia. E inoltre, com’è naturale che sia, possiedono la nazionalità francese in modo assolutamente legittimo.
Prima piccola (e inevitabile) digressione di carattere legislativo: in Francia vige un sistema di ius soli temperato o di “doppio ius soli”, nel senso che qualsiasi bambino nato in Francia ottiene automaticamente la cittadinanza se uno dei suoi genitori è nato all’interno del Paese; nel caso i due genitori siano entrambi stranieri, un bambino diventa automaticamente cittadino francese al compimento dei 18 anni, purché risieda nel Paese e vi abbia risieduto abitualmente per un periodo complessivo di almeno cinque anni (a partire dall’età di 11 anni). A partire dai 16 anni, inoltre, il minore può anche richiedere la cittadinanza in anticipo con il consenso dei genitori.
Questo punto era fondamentale, ma ora torniamo alla rosa di Deschamps. Ed ecco una velocissima analisi anagrafica sui 26 calciatori convocati da Deschamps per i Mondiali 2026: tra questi, solo tre sono nati fuori dai confini francesi, vale a dire Marcus Thuram (nato a Parma mentre suo padre Lilian giocava nel club locale), Micheal Olise (nato a Londra da madre franco-algerina e padre anglo-nigeriano) e Brice Samba (nato in Congo ma emigrato in Francia quando era un bambino). Stop, fine delle trasmissioni. Gli altri 23 componenti della rosa sono nati tutti dentro i confini francesi. Anche Mike Maignan, che ha visto la luce a Caienna, capitale della Guyana francese – territorio d’oltremare che si trova tra Brasile e Suriname, e che in quanto tale è Francia a tutti gli effetti.
Insomma, per dirla in pochissime parole: Rajoy ha detto una cosa formalmente errata. Perché, a voler essere comprensivi, ha confuso le origini dei giocatori della Francia con la loro effettiva provenienza e la loro cittadinanza. Anche perché poi, come detto, lo stesso identico discorso potrebbe essere fatto anche per la Spagna: nella rosa di De la Fuente, infatti, c’è un giocatore nato (per ironia della sorte) proprio in territorio francese, ovvero Aymeric Laporte, e poi ci sono alcuni calciatori che hanno origini miste. Si pensi a Lamine Yamal a Nico Williams, entrambi figli di genitori provenienti dall’Africa. Nel recente passato, anche Robin Le Normand (nato in Francia), Thiago Alcántara (nato in Italia da padre brasiliano) e diversi altri calciatori hanno indossato la maglia della Roja pur avendo origini non esattamente spagnole, ma evidentemente Rajoy non ne era a conoscenza.