Nel mercato di gennaio della stagione 2023/24, quella del ritorno in Serie A dopo un anno di B, il Genoa chiuse un’operazione molto particolare: l’acquisto in prestito (con diritto di riscatto fissato a dieci milioni di euro) di Djed Spence del Tottenham, che nel contempo chiuse l’affare relativo a Radu Dragusin. L’esperienza in rossoblu del difensore inglese non fu esaltante, tanto che a giugno non fu riscattato e fece rientro a Londra, ma ora le gerarchie sono completamente ribaltate: mentre Dragusin è tornato in Italia per vestire la maglia della Fiorentina, Spence è diventato un giocatore importante negli Spurs ed è arrivato fino alla Nazionale inglese. E non come comprimario, bensì come membro attivo del turn over di Thomas Tuchel: finora, infatti, ha disputato sei partite su sei ai Mondiali, due da titolare e quattro da subentrato.
In realtà va detto che, nelle rotazioni di Tuchel, Spence occupa lo slot che avrebbe dovuto essere di Tino Livramento, infortunatosi pochi giorni prima dei Mondiali. Sta di fatto, però, che il ct dell’Inghilterra ha deciso di portare il difensore del Tottenham ai Mondiali al posto di Trent Alexander-Arnold – un nome decisamente ingombrante. Forse, come ipotizza anche iNews in questo articolo, la chiave di questa scelta sta nella versatilità: Spence è un terzino di grande impatto fisico e offensivo, che nel Tottenham a volte è stato utilizzato anche come esterno d’attacco, ma soprattutto può disimpegnarsi anche a sinistra. Con gli Spurs, nell’ultima (disgraziata) stagione, le assenze contemporanee di Davies, Udogie e Souza hanno praticamente costretto Frank, Tudor e poi De Zerbi a provarlo sull’altra fascia. Con risultati piuttosto positivi.
È (anche) grazie a questa sua disponibilità tattica che Spence, dopo un po’ di esperienze in prestito (prima del Genoa era stato girato anche al Nottingham Forest, al Leeds United e al Rennes), è riuscito a stabilizzarsi nel Tottenham. Non ancora da titolare, vista l’elevata concorrenza nel suo ruolo (a destra c’è anche Pedro Porro), ma quanto basta per convincere Tuchel a chiamarlo in Nazionale. Poi ci si sono messi anche il caso e l’epica: negli USA e in Messico, Spence è entrato in campo con una maschera protettiva a causa di una precedente frattura alla mascella, e in questo modo è come se il suo impatto sul campo fosse diventato ancora più evidente, ancora più rilevante. Per altro è anche il primo musulmano a giocare per l’Inghilterra in una Coppa del Mondo, quindi il suo culto recente ha anche un significato puramente religioso. Insomma, si può dire: è una specie di eroe inatteso, adesso c’è solo da capire quale sarà l’esito della sua storia. Ai Mondiali, naturalmente, ma anche sul mercato: per lui si parla già di un possibile interessamento dell’Inter.