La finale dei Mondiali si giocherà in uno stadio fantastico, ma c’è un grosso problema: il terreno di gioco non piace a nessuno

I calciatori e gli allenatori che hanno "provato" l'erba del MetLife Stadium dicono che è troppo dura, che sembra quasi artificiale.
di Redazione Undici 16 Luglio 2026 alle 17:50

Siamo arrivati alla fine dei Mondiali, domenica 19 luglio si giocherà la finalissima e così uno tra Leo Messi e Rodri, vale a dire i capitani di Argentina e Spagna alzerà la coppa al cielo del MetLife Stadium, East Rutherford, New Jersey. Proprio l’impianto scelto per ospitare la gara più importante di tutte, nel corso di quest’ultimo mese, è finito al centro delle polemiche. Non certo per la sua architettura, per la sua modernità o per la sua capienza: in fondo parliamo della “casa” dei New York Giants e dei New York Jets, di un gioiellop da 82.500 posti inaugurato nel 2010, dello stadio che un anno fa ha ospitato la finale del Mondiale per Club tra PSG e Chelsea. Insomma: le premesse e la storia recente dicono che scegliere il MetLife è stata una mossa giusta. Ma allora cosa c’è che non va? Risposta: il terreno di gioco.

Lo ha scritto Diário As, guardando ovviamente in direzione della Nazionale spagnola: finora tutti quelli che hanno giocato nello stadio di East Rutherford si sono lamentati dell’erba. O meglio: della durezza del manto erboso. Il primo è stato Vinícius Júnior, che dopo Brasile-Marocco della fase a gironi ha detto parole piuttosto forti: «Anche se viene irrigato, il campo si asciuga velocemente e diventa durissimo. In questa situazione, alzare il ritmo muovendo la palla diventa davvero difficile». Anche Adrien Rabiot, che nel New Jersey ha giocato due partite, si è espresso più o meno nello stesso modo: «Questa non si può chiamare erba: è più simile a un manto artificiale. Va bene che è uguale sia per noi che per i nostri avversari, ma ciò non cambia le cose: il terreno è duro e rigido». Oltre ai giocatori, anche un ct – Stale Solbakken, selezionatore della Norvegia – ha avuto da ridire sull’erba del MetLife Stadium, e di fatto ha confermato quanto detto dai calciatori: «Sotto il primo strato c’è un’erba corta e dura che sembra artificiale».

In vista della finale, che si giocherà alle ore 15 americane, questi problemi potrebbero peggiorare anche a causa delle alte temperature previste: il meteo al momento dice che, al calcio d’inizio di Argentina e Spagna, il termometro potrebbe segnare 30 gradi e anche più. Non proprio le migliori premesse possibile per due squadre come quella di Scaloni e (soprattutto) quella di De la Fuente, che amano far girare il pallone tramite scambi stretti e a pelo d’erba – a patto che non sia troppo dura, naturalmente.

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