In questo momento è l’uomo più famoso di Spagna. Grazie alla rete in finale contro l’Argentina, Ferran Torres è diventato un eroe moderno per la Roja, al punto che il suo nome viene dato ai nuovi nati, viene preso dai bambini al parco che pensano di imitare le gesta dei loro idoli. E adesso anche gli squali. Sì, avete letto bene: gli squali. Come riportato da El Pais, infatti, c’è uno squalo grigio che da oggi si chiama Ferran Torres. Nuota nelle vasche dell’Oceanogràfic di Valencia, misura quasi due metri ed è un maschio di Carcharhinus plumbeus. La scelta del nome non è un semplice omaggio al calciatore del Barcellona: è il riconoscimento di un rapporto costruito negli anni tra il più grande acquario d’Europa e lo stesso Torres. Che, da valenciano doc, ha sempre dato un contributo concreto alle campagne di sensibilizzazione per la tutela degli ecosistemi marini. Non a caso, il soprannome che accompagna Torres fin dagli esordi è proprio “El Tiburón”, vale a dire lo squalo.
L’iniziativa, ha spiegato l’Oceanogràfic in una nota, vuole anche ribadire un messaggio più ampio: gli squali non sono soltanto animali iconici, ma specie indispensabili per l’equilibrio degli oceani. Dare a uno di loro il nome di un atleta tanto conosciuto significa sfruttarne la popolarità per attirare l’attenzione su una causa ambientale spesso trascurata. Il legame tra Ferran Torres e l’acquario valenciano, però, va oltre il gioco di parole. Nato a Foios, alle porte della città, l’attaccante ha sempre mantenuto un rapporto stretto con la sua terra. E tra il 2024 e il 2025 è stato ambasciatore della Fondazione Oceanogràfic. Nel frattempo, ma questo lo sanno tutti, è diventato anche uno degli uomini simbolo della Nazionale spagnola: dopo aver vinto gli Europei nel 2024, ha firmato il gol che ha regalato alla Roja la vittoria nell’ultimo Mondiale.
La collaborazione è iniziata due anni fa, quando Torres ha visitato l’Oceanogràfic per conoscere da vicino il lavoro dei ricercatori e degli operatori impegnati nella conservazione, nella ricerca scientifica, nell’educazione ambientale e nella cura degli animali. Attraversando l’area dedicata agli Oceani e il celebre tunnel sottomarino, l’attaccante del PSG ha approfondito la biologia degli squali, le minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza e i progetti sviluppati per proteggerli. Un percorso che non si è esaurito con quella visita, ma è proseguito anche nel 2025: tra le iniziative più significative c’è stata la giornata trascorsa all’Oceanogràfic da oltre cento ragazzi del Campus Estivo Ferran Torres. Per loro non si è trattato soltanto di una visita: il programma era dedicato alla biodiversità marina, alla conoscenza degli animali e alla necessità di ridurre l’impatto dell’uomo sugli oceani, trasformando l’esperienza in un’occasione di educazione ambientale.
Anche la specie scelta per portare il nome dell’attaccante del Barcellona è tutt’altro che casuale. Lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) cresce lentamente e possiede un ciclo riproduttivo particolarmente delicato. Le femmine hanno una gestazione lunga, mettono al mondo un numero limitato di piccoli e non si riproducono ogni anno. Una strategia evolutiva che rende la specie estremamente vulnerabile: la pesca accidentale, la sovrapesca, il degrado degli habitat costieri e il commercio di prodotti derivati dagli squali ne compromettono infatti la capacità di recuperare rapidamente le proprie popolazioni. Per questo motivo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) inserisce lo squalo grigio nella Lista Rossa delle specie minacciate, classificandolo come “in pericolo”. Dare il nome di Ferran Torres a uno di questi animali diventa così qualcosa di più di una curiosità: è un modo per ricordare che anche una figura popolare del calcio può contribuire a spostare l’attenzione su una battaglia che riguarda la salute degli Oceani e, in definitiva, quella del pianeta.