Lo pensavamo prima, adesso abbiamo la conferma definitiva, arrivata dal campo: Alex Eala è il nome nuovo del tennis femminile. Semplice, si dirà, quando c’è un intero popolo composto da oltre 100 milioni di persone (quello filippino, naturalmente) a sostenerti, ma è anche vero che la pressione a cui è sottoposta la giocatrice 21enne non è mica roba da poco. Lo abbiamo visto a Washington in questi giorni, nel corso di un torneo da urlo, in cui ha eliminato avversarie quotatissime come Svitolina (ai quarti) e Osaka (in semifinale) e poi ha battuto Jessica Pegula in finale. Nonostante un rinvio per pioggia, nonostante gli sfavori del pronostico (Pegula giocava anche in casa), nonostante tutto, viene da dire.
Il fatto è che Alex Eala continua a trascinare folle enormi ovunque giochi. Grazie al suo tennis dinamico e potente, ma anche per tutto ciò che rappresenta. Basta guardare agli ultimi 12 mesi, periodo lungo il quale è diventata un autentico fenomeno commerciale – oltre che tennistico. Oggi come oggi, ogni torneo a cui partecipa diventa una sorta di appuntamento imperdibile per i suoi connazionali. In questo senso, il primo segnale era arrivato agli Australian Open dello scorso gennaio: all’esordio nel tabellone principale del torneo di Melbourne, centinaia, forse migliaia di tifosi avevano fatto la fila per assistere al suo match su un campo secondario. Molti, però, non erano riusciti nemmeno a entrare a causa dell’enorme afflusso di spettatori: «Uno dei primi momenti in cui mi sono davvero resa conto di quello che stava succedendo è stato proprio quest’anno a Melbourne», ha raccontato Eala. «Anche la tournée in Medio Oriente mi ha aperto gli occhi».
Come riportato dal sito americano Sportico, l’effetto Eala non è passato inosservato nemmeno agli organizzatori del DC Open di Washington. Il presidente del torneo, Mark Ein, ha spiegato di aver intuito fin dalla primavera quanto la popolarità della ventenne fosse destinata a crescere. Anzi: a esplodere. «Il nostro team ci disse: “Questo è un fenomeno che si sta diffondendo, dobbiamo provare a portare Alex nella capitale”. E infatti averla qui è stata una delle cose più belle accadute quest’anno». Poi alla fine Eala ha anche vinto il titolo, quindi il suo “effetto” è andato oltre le più rosee aspettative.
Al di là di ciò che è successo in campo, comunque, i numeri hanno dato ragione agli organizzatori del torneo. Oltre l’80% delle richieste ricevute dall’ufficio biglietteria, intendiamo quelle ricevute alla vigilia dei primi turni, riguardava proprio i match Eala. Durante tutta la settimana, lo stadio principale si è riempito di bandiere delle Filippine, con un tifo caloroso che in alcuni casi è andato perfino oltre l’etichetta del tennis – nel senso che non sono mancati applausi quando c’erano degli errori al servizio da parte delle avversarie di Eala. Anche dopo le partite, durante le interviste all’aperto con Tennis Channel, decine di sostenitori l’hanno seguita per continuare a incitarla.
«A volte dimentico l’impatto che posso avere e non mi aspetto mai così tante persone a sostenermi», ha ammesso Eala. «Ogni volta rimango sorpresa». Il fenomeno assume dimensioni ancora più significative se si considera che nessuna tennista filippina era mai riuscita a entrare tra le prime 30 del Ranking WTA, e che ovviamente nessuna tennista filippina aveva mai vinto prima un torneo WTA. Questa storica prima volta ha acceso l’entusiasmo di un Paese da 118 milioni di abitanti, oltre ai milioni di immigrati sparsi in tutto il mondo.
Dati questi numeri, com’è ovvio che sia, Eala è una star anche fuori dal campo: ha raccolto almeno deici milioni di dollari in sponsorizzazioni, pur senza rientrare tra le dieci tenniste più pagate del circuito. Ancora più impressionante è il seguito sui social: i suoi 1,6 milioni di follower su Instagram rappresentano un dato fuori scala. Basti pensare che, tra le giocatrici ancora in attività, soltanto sette vantano un pubblico più numeroso: le leggendarie Serena e Venus Williams, Aryna Sabalenka, Iga Swiatek, Emma Raducanu e Naomi Osaka, oltre a Elina Svitolina, vincitrice di 20 titoli WTA.
Gli ultimi due mesi sono stati straordinari per Eala: sull’erba di Berlino ha battuto in due set la campionessa degli Australian Open Elena Rybakina, poi ha eliminato la detentrice del titolo Iga Swiatek a Wimbledon, ancora senza concedere un set. Al DC Open, come detto, ha proseguito la sua corsa superando, nei primi tre turni, le ex finaliste Slam Qinwen Zheng e Leylah Fernandez, oltre alla numero due del seeding Elina Svitolina. E se il torneo nel District of Columbia registrava il tutto esaurito già nelle ultime sei edizioni, adesso ha visto crescere la sua popolarità. La sola presenza di Eala, infatti, ha portato a Washington un pubblico nuovo, attirando verso il tennis migliaia di persone che senza di lei, si può dire senza timori di smentita, non avrebbero seguito l’evento. Insomma: Eala può essere considerata come il nuovo, grande fenomeno del tennis. In campo e fuori, e soprattutto perché rappresenta una parte del mondo che, almeno finora, non aveva mai avuto un’atleta con questa risonanza globale.