Il conto alla rovescia per la nuova stagione di Liga è finito: Alavés-Getafe ha inaugurato il campionato 2026/27. E nel primo match dell’anno è stato utilizzato un pallone da gioco decisamente speciale, che da qui in poi sarà protagonista in tutte le partite. Si tratta di un nuovo esemplare messo a punto dalla Puma, dotato dell’avveniristica tecnologia Kinexon: un sensore interno misura la forza esercitata sul pallone stesso a ogni contatto, grazie all’azione combinata di un accelerometro e un giroscopio. In altre parole, da ora in poi è possibile fornire/ricevere dati in tempo reale sulla potenza e l’effetto dei tiri effettuati dai calciatori con una precisione senza precedenti.
L’inatteso effetto collaterale? Essendo il sensore alimentato a corrente elettrica, il pallone deve essere ricaricato. Come un cellulare, per intenderci: fino a 90 minuti per una ricarica completa, in grado di garantire circa cinque ore di autonomia. Gli addetti ai lavori della Liga, riporta AS, hanno spiegato inoltre il meccanismo di funzionamento: «Il pallone invia le informazioni raccolte alle dodici antenne presenti negli stadi per garantire la copertura. A seconda dell’impianto sono posizionate tre a ciascuna estremità e una su ciascun lato. Il pallone trasmette 560 segnali al secondo». Una miniera di dati, insomma, per rivelare dettagli mai esplorati su «velocità, tocco di palla e tiro. Potremo ottenere una serie di parametri inediti che saranno utili allo staff tecnico, agli arbitri e ai commentatori».
Non si tratta cioè di un semplice lusso per intrattenere il pubblico e gli amanti delle statistiche. Ma la tecnologia Kinexon, garantiscono in Spagna, potrebbe cambiare in modo durevole la qualità del gioco e certe sue dinamiche. «Abbiamo fatto parlare il pallone: non si era mai arrivati a questi livelli di precisione e raffinatezza». Potrebbe beneficiarne anche la risoluzione delle controversie di campo: per intenderci, alcuni episodi che agli ultimi Mondiali si sono trascinati un codazzo di polemiche senza fine – dal gol annullato che ha eliminato la Croazia all’incredibile caso della spidercam in Norvegia-Inghilterra – non avrebbero avuto ragione di esistere. Perché l’accuratezza dei sensori interni – stavolta per davvero – sarebbe in grado di fugare ogni dubbio anche in situazioni di tocchi impercettibili.
La Liga sta testando i nuovi palloni da diversi mesi e ha stilato un programma logistico a prova di imprevisti: per ogni partita ne sono previsti 14 ed è compito del direttore di gara assicurarsi che siano tutti carichi prima del calcio d’inizio. Secondo gli addetti ai lavori «i raccattapalle non spariranno, ma saranno di incaricati di posizionare i palloni nei punti del perimetro appositamente prestabiliti per evitare le perdite di tempo». E in quanto al fiume d’informazioni, nessun rischio cervellotico: «Non inonderemo gli spettatori di dati, ma li offriremo già pronti all’uso nel momento in cui conta: questo pallone aiuterà a rendere il calcio più comprensibile». Questa, almeno, è la speranza.