Ogni stagione di Serie A lascia qualcosa in eredità, e di solito si tratta di piccoli elementi preziosi che vanno oltre la classifica finale. Nuove tendenze tattiche, nuovi nomi, magari anche significati oltre il campo e il calcio. È sempre più difficile stabilire chi è stato il migliore di un campionato, chi ha inciso di più. Perché non c’è un parametro unico e universale per stabilirlo. Basta soffermarsi sulle valutazioni di tifosi, giornalisti e allenatori: mai allineate, spesso molto distanti. Anche e soprattutto rispetto ai giudizi dei calciatori, che vedono cose che agli altri sfuggono: un controllo orientato, un movimento senza palla, un’uscita in pressione che evita un gol senza finire negli highlights. È per questo che il Gran Galà del Calcio AIC occupa un posto importante, anzi importantissimo, nel panorama sportivo italiano. Da oltre 15 anni, infatti, affida il giudizio a chi il calcio lo vive ogni settimana. Sono i calciatori a votare i calciatori, gli allenatori e gli arbitri.
Questa unicità, negli anni, si è trasformata in autorevolezza. Essere scelti dai propri colleghi significa ricevere un riconoscimento che nessuna statistica può certificare. È il rispetto di chi conosce il mestiere meglio di chiunque altro. C’è quindi un modo curioso per ripercorrere gli ultimi 15 anni della Serie A: aprire l’albo d’oro del Gran Galà del Calcio AIC. Andrea Pirlo compare tre volte consecutive, come succede ai giocatori che finiscono per definire un’epoca; poi arrivano Gianluigi Buffon, Francesco Totti, Zlatan Ibrahimović, Gonzalo Higuaín, Cristiano Ronaldo, Nicolò Barella, Lautaro Martínez. Nel frattempo cambiano gli allenatori, cambiano i cicli vincenti, cresce il calcio femminile, emergono i giovani della Serie B. Cambia perfino il modo di raccontare il calcio. L’albo d’oro, invece, continua a registrare tutto, stagione dopo stagione, diventando memoria collettiva.
L’edizione di quest’anno, che celebrerà la stagione 2025/26, servirà ad aprire un capitolo nuovo. Il Gran Galà del Calcio AIC cambia tempo, cambia scenario, cambia dimensione. Per la prima volta lascia la tradizionale collocazione di fine anno (solare) e sceglie di aprire simbolicamente la stagione del calcio italiano: l’appuntamento, infatti, è fissato per il 2 settembre.
Oltre al calendario, però, cambia soprattutto il palcoscenico: il Teatro alla Scala di Milano. La scelta fatta dagli organizzatori – l’Associazione Italiana Calciatori, con la produzione di Gianluca Cannizzo per Wonder Project, in collaborazione con Demetrio Albertini per DA, agenzia di sport e marketing, con Title Sponsor Haier – è di per sé una dichiarazione d’intenti. Da quasi due secoli il Teatro alla Scala è il luogo in cui vengono celebrati i grandi interpreti della musica e dell’opera. Per una sera quel rito si trasferisce al calcio. Sul palco saliranno i protagonisti dell’ultima stagione, in una cornice che lega il campionato italiano a uno dei simboli più riconoscibili della cultura del Paese. È il modo con cui il Gran Galà del Calcio AIC prova a raccontare il calcio anche come patrimonio collettivo, fatto di memoria, talento, tradizione.
L’edizione 2026 segna anche un’altra novità destinata a incidere sul futuro della manifestazione: la partnership con la Lega Calcio Serie A. Un passaggio che rafforza il profilo dell’evento e ne amplia il significato, trasformandolo sempre di più in un momento condiviso da tutte le componenti del sistema calcio. «Il Gran Galà del Calcio AIC rappresenta oggi uno dei momenti più importanti e simbolici per tutto il movimento calcistico italiano, una serata capace di riunire in un unico grande appuntamento tutte le componenti del nostro calcio: calciatori, club, istituzioni, dirigenti e protagonisti del mondo sportivo», dice il presidente dell’AIC Umberto Calcagno. «Siamo particolarmente felici che da quest’anno anche la Lega Calcio Serie A sia al nostro fianco in questo percorso: una collaborazione importante che contribuisce a rendere ancora più significativo un appuntamento ormai centrale nel panorama sportivo italiano».
In fondo è questo il punto. Un premio vive finché il suo verdetto conserva credibilità. E il Gran Galà del Calcio AIC ha costruito la propria reputazione restando fedele alla stessa idea fin dall’inizio: il giudizio appartiene a chi scende in campo. «Questo appuntamento è diventato negli anni unico nel panorama sportivo italiano perché conserva una caratteristica che lo rende davvero speciale: a votare sono direttamente i protagonisti del calcio italiano, i calciatori, gli allenatori e gli arbitri», ricorda il direttore generale dell’AIC Gianni Grazioli. «È il calcio che vota il calcio. Un meccanismo che rende questi riconoscimenti particolarmente autorevoli e sentiti, perché le valutazioni arrivano da chi vive il campo ogni giorno e conosce realmente il valore delle prestazioni, del talento e della professionalità».
L’ingresso della Lega Calcio Serie A si inserisce proprio in questa prospettiva. «La collaborazione tra Lega Calcio Serie A e AIC rappresenta un segnale importante di condivisione e unità tra due componenti storiche del sistema calcistico italiano», dice il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli. «La serata costituisce da anni un momento di riconoscimento e valorizzazione dei protagonisti del calcio italiano e siamo lieti di contribuire alla crescita di un evento che, grazie anche alla prestigiosa cornice del Teatro alla Scala di Milano, saprà rappresentare al meglio i valori, la tradizione e l’eccellenza della Serie A».
Anche per l’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A Luigi De Siervo la nuova sede assume un valore simbolico: «Abbiamo deciso di stringere una partnership con l’AIC per accrescere ulteriormente il valore della Serie A e dei suoi protagonisti. La scelta del Teatro alla Scala come sede del premio è particolarmente significativa perché rappresenta il più importante palcoscenico italiano, dove vengono celebrati da sempre i grandi interpreti della musica, del balletto e dell’opera internazionale. Nella serata del 2 settembre renderemo omaggio ai protagonisti che, con il loro talento e la loro passione, danno vita ogni settimana allo spettacolo del nostro campionato».