L’acquisto di Moise Kean è un’ulteriore dimostrazione, l’ennesima, che il Como fa davvero sul serio (anche per lo scudetto, perché no?)

La squadra di Fàbregas ha dimostrato di avere i mezzi (economici e tecnici), l'entusiasmo e la solidità progettuale che servoono per attirare qualsiasi calciatore. E per coltivare qualsiasi obiettivo, a breve come a medio termine.
di Alfonso Fasano 28 Agosto 2026 alle 11:32

Nell’estate del 2025, quando Moise Kean ha deciso di rimanere alla Fiorentina dopo la miglior annata della sua carriera, tutti (compresi e soprattutto i tifosi viola) devono aver pensato: bene, ma questa è una scelta temporanea, alla fine della stagione 2025/26 Kean andrà via per trasferirsi in un grande club, dove arriverà come protagonista e per provare finalmente a imporsi come un attaccante di primo livello sullo scenario internazionale. Oggi come oggi, nonostante un rendimento e delle prestazioni tutt’altro che esaltanti, sia da parte della Fiorentina che del giocatore, le cose sono andate più o meno come preventivato: Moise Kean, infatti, sta per diventare il centravanti titolare – nonché uno degli elementi più brillanti in senso assoluto – di una squadra molto ricca, qualificata alla Champions League, e che ha fatto un ottimo mercato. E non importa che si chiami “Como”. Anzi: il bello è proprio questo.

Ognuno può giudicare come vuole il comportamento tenuto da Kean e dal suo entourage in queste settimane di “mercato caldo”, e da un certo punto di vista è anche giusto che i tifosi della Fiorentina possano sentirsi un po’ irritati – per usare un eufemismo – da ciò che è successo. La realtà dei risultati, dei bilanci e delle trattative, però, ha fatto in modo che il Como rappresentasse una grande occasione per il giocatore. Il quale, ripetiamo, non ha vissuto una grande stagione (nove gol in 33 partite di tutte le competizioni) e quindi non aveva i margini per puntare al trasferimento in un top club assoluto, ma resta comunque uno dei profili più attrattivi disponibili sul mercato italiano. Ed è qui, in questo punto esatto, che il Como si trasforma in un’opportunità che Kean doveva cogliere al volo.

A livello tecnico e tattico, la squadra di Fàbregas offre/offrirà una piattaforma perfetta per il gioco verticale di Kean, per la sua capacità di coordinarsi e di battere a rete in qualsiasi situazione, per la sua tendenza a ingrandire il campo sia in profondità che in ampiezza. A livello progettuale, come già accennato, in questo momento il Como rappresenta il miglior approdo possibile: intorno al club c’è un entusiasmo palpabile, la (clamorosa, per certi versi) conferma di Nico Paz ha ribadito che stiamo parlando di una società in grado di architettare e concludere qualsiasi operazione di calciomercato. Inoltre ci sarà da giocare una Champions League in modo del tutto spensierato, gli unici assilli di Fàbregas e dei suoi uomini saranno crescere e fare bella figura.

Il paradosso, quindi, è che i rapporti di forza ipotizzati un anno fa si sono completamente ribaltati: nell’estate 2026, si può dire, Kean ha più bisogno del Como di quanto il Como non abbia bisogno di Kean. Al tempo stesso, però, la squadra di Fàbregas ha preso, nell’ordine: la prima punta che le mancava, uno dei migliori calciatori italiani – questo è un aspetto importante anche in chiave liste: sia quella per la Serie A che quella per la Champions richiedono le presenza di giocatori cresciuti in patria – e uno dei pochissimi calciatori del nostro campionato che poteva dare un ulteriore boost alle sue ambizioni. E non solo per quest’anno, ma anche in prospettiva: anche se è dentro l’élite da dieci stagioni, ormai, Moise Kean non ha ancora compiuto 27 anni. E quindi non rappresenta un’eccezione, ma resta un perfetto investimento in stile-Como.

E allora, in virtù di tutto questo, non ci sono più dubbi: bisogna considerare il Como come una reale contender per qualsiasi traguardo. Anche per lo scudetto, perché no? In fondo la scorsa stagione la squadra di Fàbregas ha fatto 71 punti ed è arrivata a un passo dalla finale di Coppa Italia, quest’anno i giocatori e il progetto hanno un anno d’esperienza in più e inoltre sono arrivati anche Kean, Ricci (altro gran colpo), Chalobah, Milla, Liberali, Yan Couto. Kambwala. E non sono state fatte cessioni di rilievo, anzi: è arrivata la conferma di tutti i talenti che pochi mesi fa hanno centrato la qualificazione in Champions League. Non si poteva chiedere di più, non si poteva immaginare di meglio. Anche Moise Kean, evidentemente, la pensava e la pensa così.

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