Il Treviso ha una nuova maglia dei tifosi, realizzata con Lenovo, che è un mix perfetto tra passato, presente e futuro

Il nuovo kit del club veneto, realizzato nell'ambito del progetto "Your Club Your Canvas" e della piattaforma Work For Humankind, parte da valori antichi e si esprime in qualcosa di concreto e moderno. Anche grazie all'intelligenza artificiale.
di Redazione Undici 29 Agosto 2026 alle 15:07

Quando un club riesce a tornare nel calcio professionistico dopo 13 anni, soprattutto se si tratta di un club che rappresenta una piazza importante, c’è sempre un grande entusiasmo. Nel caso specifico del Treviso, però, parlare di entusiasmo è riduttivo: la società presieduta da Alessandro Botter, infatti, è andata e vuole andare oltre la ricostruzione sportiva della squadra, il ritorno in Serie C. Ha già riallacciato il legame con la tifoseria e quindi con la città, ha permesso allo storico stadio “Omobono Tenni” di presentarsi al via del campionato 2026/27 grazie a dei lavori di adeguamento svolti a tempo di record, sta già ideando e attuando iniziative che porteranno il Treviso in una nuova dimensione. Come per esempio quella realizzato in collaborazione con Lenovo, nell’ambito del progetto “Your Club Your Canvas” e della piattaforma Work For Humankind, che ha portato alla realizzazione di una maglia dei tifosi, un quarto kit ufficiale che è stato presentato – insieme alla squadra e alle altre divise che saranno indossate dai calciatori nella stagione 2025/26 – in occasione di un evento che si è tenuto in Piazzetta Aldo Moro, pieno centro di Treviso.

La dimensione di questo progetto è globale, e il Treviso è l’unica realtà italiana scelta per una sperimentazione mai vista prima: la maglia, infatti, è stata creata – in collaborazione con la community locale, che ha partecipato attivamente alla progettazione della divisa attraverso incontri, workshop, esperienze durante le partite e attività di storytelling – dal Creative Director del progetto italiano di Your Club Your Canvas, Marco Oggian, insieme a Becky G – Global Ambassador di Work For Humankind, artista premiata e investitrice dell’Angel City FC. Oggian e i suoi collaboratori hanno utilizzato il supporto delle tecnologie Lenovo per tradurre i simboli della squadra e del suo pubblico in qualcosa di concreto. In una maglia, appunto, che è stata realizzata in due versioni – total white e bianco-celeste – e che tiene insieme tutte le anime del Treviso e della sua tifoseria.

Ma quali sono questi simboli? Basta guardare la maglia per capirlo: in entrambe le versioni del kit, il design incorpora riferimenti ad alcuni luoghi iconici di Treviso, tra cui Piazza dei Signori e Porta San Tomaso, insieme a elementi che richiamano la storia del tifo trevigiano, il percorso di rinascita del club, ovviamente il logo della società; sul retro, poi, c’è il motto “Porto Pal Treviso”, scelto come sintesi del forte senso di appartenenza che lega la squadra e il suo territorio. E non è tutto: in alcuni inserti vengono ricordati anche dei tifosi “speciali”: Stefano Favaretto, il più importante collezionista di maglie del club veneto, e Fabio Di Maio, storico esponente della Curva Sud scomparso nel 1998.

Nella creazione di questa maglia, come detto, Lenovo ha fornito gli strumenti creativi di intelligenza artificiale che hanno permesso di trasformare un concetto astratto in un simbolo concreto. Pietro Parodi, Communication Leader, Italy di Lenovo, ha spiegato com’è andato questo processo: «Dietro questa maglia non ci sono solo tecnologia e design, ma centinaia di storie, ricordi ed emozioni. Il nostro obiettivo era usare l’AI per trasformare questo patrimonio collettivo in qualcosa che appartenesse davvero ai tifosi. Perché la tecnologia dà il meglio di sé quando avvicina le persone, invece di allontanarle». Per dare forma al progetto, dal punto di vista strettamente tecnico, Marco Oggian ha utilizzato un Motorola Razr con moto AI per catturare momenti di ispirazione, un Lenovo Yoga Tab Plus per sviluppare le prime idee e un Yoga Pro 9i Aura Edition per finalizzare il design. Il risultato è una maglia che trasmette un grande senso di appartenenza, ma che proietta il Treviso verso il futuro. E sulla scena globale.

Da questo punto di vista, le parole dette dal presidente Botter a margine della presentazione sono un vero e proprio manifesto programmatico, per il futuro del club: «Stiamo cercando di fare le cose in maniera un po’ diversa», ha raccontato Botter a Undici. «Una maniera moderna, che guarda in direzioni che sembrano provenire da altri pianeti. Quando parlo con i miei collaboratori, dico sempre: “Non voglio sentirvi dire che si è sempre fatto così!”. Il nostro progetto sportivo, quello che stiamo cercando di realizzare per Treviso e i trevigiani, proprio come questa collaborazione con Lenovo, deve essere all’insegna dell’innovazione. Penso per esempio a un training center, una struttura che vogliamo costruire ma che deve essere di ultima generazione. Penso all’integrazione dell’intelligenza artificiale, su cui stiamo già lavorando in maniera attiva. Penso appunto a questa maglia, che in qualche modo lega il passato del Treviso a un futuro che sta arrivando, che è già arrivato».

Anche Orietta Miotto, vicepresidente del Treviso, ha confermato che la visione del club sta nella volontà di costruire un domani solido, senza però dimenticare le radici, l’identità profondissima del pubblico locale: «Per me la nostra tifoseria rappresenta un capitale, un enorme capitale umano», ha detto Miotto a Undici. «Da parte nostra c’è sempre il timore di deludere queste persone, in un certo senso di tradirle, però dobbiamo anche investire su di loro. Sul fatto che vengano allo stadio, ma anche sulla condivisione di valori importanti come l’apertura verso il futuro. Il progetto che abbiamo realizzato con Lenovo e la nuova maglia dei tifosi si inserisce perfettamente in questo contesto: noi abbiamo bisogno del pubblico per esistere, per continuare a crescere, ma il pubblico devoe darci il suo entusiasmo per il progetto che stiamo portando avanti».

Oltre al valore aggiunto dal punto di vista identitario e commerciale, la nuova maglia dei tifosi del Treviso avrà anche un impatto reale, positivo, sulla comunità. I proventi derivanti dalla vendita delle due versione dei kit, infatti, sosterranno due programmi già attivi sul territorio che accompagnano persone di età e abilità diverse nel loro percorso sportivo. Il progetto Treviso Kids offre ai bambini sotto i 5 anni la loro prima esperienza di movimento, gioco e calcio all’interno del club, mentre i Treviso Bulls FBC, Team di Powerchair Football permette a persone con disabilità motorie e neuromuscolari di praticare e competere negli sport di squadra. I fondi contribuiranno all’acquisto di abbigliamento tecnico e attrezzature specialistiche necessarie per entrambe le iniziative, consentendo a un numero sempre maggiore di persone di vivere l’esperienza di far parte del club, indipendentemente dall’età o dalle capacità fisiche.

In fondo questa è l’essenza dell’intero progetto “Your Club Your Canvas” e della piattaforma Work For Humarkind: la tecnologia non deve essere vista e percepita come qualcosa di alieno, di esterno alle persone e alle comunità che formano, ma come un mezzo per valorizzarle. È da diversi anni che il progetto, portato avanti con interlocutori di tutto il modo, ha acceso i riflettori su realtà che hanno un legame forte col territorio in cui operano. E nella fanbase che rappresentano, come nel caso del Treviso. Ecco, in questo senso il club veneto si unisce a società brasiliane, cinesi e americane che sono portatrici degli stessi valori. E che, attraverso gli strumenti forniti da Lenovo, adesso hanno scoperto un’ulteriore possibilità di crescita. Perché una maglia è solo una maglia, ma può diventare qualcosa di più se rappresenta le persone che la indossano. Nel calcio, beh, questa sensazione diventa ancora più grande. Anche e soprattutto quando si tratta di piazze importanti, piene d’entusiasmo, come quella di Treviso.

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