La Federcalcio dell’Indonesia ha firmato un innovativo accordo di sviluppo con l’Ajax, così da importare i metodi e la formazione del club dei Paesi Bassi

Il club olandese invierà nel Paese asiatico allenatori, preparatori e dirigenti per insegnare un modello di calcio giovanile famoso in tutto il mondo.
di Redazione Undici 15 Settembre 2026 alle 12:11

L’Ajax allarga i propri confini e punta sull’Indonesia. Il club di Amsterdam ha infatti raggiunto un accordo con la federazione calcistica indonesiana (PSSI) per sviluppare un programma nazionale dedicato alla formazione di giocatori e allenatori. Un progetto costruito sui principi e sui metodi dell’Ajax, con un obiettivo preciso: migliorare la qualità del calcio di base in uno dei mercati più grandi e appassionati dell’Asia. La formula scelta è interessante perché non prevede semplicemente l’apertura di una nuova Academy. L’Ajax, infatti, porterà i propri allenatori in diverse zone del Paese per lavorare a contatto diretto con i tecnici locali. In questo modo il metodo potrà essere trasmesso a una rete molto più ampia di allenatori e giocatori, con un effetto potenzialmente molto maggiore rispetto a quello garantito da una singola struttura.

Come analizzato da Inside World Football, la PSSI ha indicato da tempo lo sviluppo del settore giovanile come una delle aree sulle quali intervenire. L’Indonesia ha una passione enorme per il calcio, ma il sistema di formazione non è ancora riuscito a trasformare questo seguito in una produzione costante di talenti. «Il calcio è lo sport numero uno in Indonesia, ma dobbiamo riconoscere che dobbiamo ancora affrontare delle difficoltà nel nostro sistema di sviluppo giovanile», ha dichiarato il presidente della federazione Erick Thohir. Sì, proprio lui, l’ex presidente e proprietario dell’Inter. Secondo Thohir, l’esperienza dell’Ajax può contribuire a migliorare sia la preparazione degli allenatori sia quella dei giocatori.

La scelta dell’Ajax non è casuale. Il settore giovanile è uno dei principali elementi dell’identità del club e, da decenni, Amsterdam è considerata uno dei principali centri mondiali per la formazione dei calciatori. Da De Toekomst, la sede del vivaio dei lancieri, sono passati stelle come Johan Cruijff, Marco van Basten, Dennis Bergkamp, Frank Rijkaard, Clarence Seedorf, Patrick Kluivert, Wesley Sneijder e, più recentemente, Matthijs de Ligt e Frenkie de Jong. Il valore del marchio Ajax, in questo campo, nasce soprattutto dalla capacità di trasformare una filosofia calcistica in un sistema di formazione.

È proprio questo sistema che il club vuole esportare. L’Indonesia entrerà nella rete internazionale dell’Ajax, che comprende già progetti in Messico, Austria, Italia, Spagna, Grecia, Uzbekistan e Giappone. Per il club si tratta di un modo per internazionalizzare e, allo stesso tempo, valorizzare commercialmente una delle proprie risorse principali: il know-how nella crescita dei giovani. L’Indonesia, in questo senso, offre possibilità e dimensioni difficili da ignorare. Il Paese conta quasi 300 milioni di abitanti ed è uno dei mercati più popolosi al mondo. Il calcio è di gran lunga lo sport più seguito e la Nazionale ha costruito negli ultimi anni un progetto sempre più ambizioso, cercando anche di sfruttare la grande comunità indonesiana presente nei Paesi Bassi.

Il rapporto tra i due Paesi, del resto, ha radici molto più antiche. Il calcio arrivò nell’arcipelago durante il periodo delle Indie orientali olandesi e si sviluppò inizialmente all’interno della comunità europea. Ma proprio il calcio divenne progressivamente anche uno strumento di aggregazione per la popolazione locale. La federazione indonesiana, la PSSI, fu fondata nel 1930, in un periodo nel quale il movimento nazionalista stava acquistando sempre più forza. La prima grande tappa internazionale arrivò nel 1938, quando le Indie orientali olandesi parteciparono ai Mondiali in Francia. Fu la prima Nazionale asiatica a giocare una partita nella storia della Coppa del Mondo. L’esperienza durò pochissimo: la squadra perse 6-0 contro l’Ungheria al primo turno, ma quella partecipazione rimase comunque un passaggio storico per il calcio dell’area.

Oggi il rapporto tra Indonesia e Paesi Bassi passa anche attraverso i giocatori. La federazione ha investito molto sui calciatori di origine indonesiana cresciuti in Europa, soprattutto nei Paesi Bassi, per aumentare il livello della nazionale. Negli ultimi anni diversi giocatori nati o formati nel calcio olandese hanno scelto di rappresentare l’Indonesia, rafforzando ulteriormente il legame tra i due sistemi. La nuova partnership con l’Ajax si inserisce quindi in un percorso già avviato. La PSSI vuole migliorare la formazione interna, mentre Amsterdam cerca nuovi mercati nei quali portare il proprio modello. «Vogliamo mantenere la nostra posizione come uno dei migliori sviluppatori di talenti al mondo e condividere le nostre conoscenze nei mercati che per noi sono rilevanti», ha spiegato il CEO dell’Ajax Menno Geelen.

Il progetto non si limiterà alle attività in Indonesia. È previsto anche uno scambio di allenatori: i tecnici dell’Ajax lavoreranno nel Paese asiatico e alcuni allenatori indonesiani potranno essere coinvolti in programmi di formazione nei Paesi Bassi. L’obiettivo è creare competenze locali che possano rimanere anche quando gli allenatori dell’Ajax avranno terminato il loro lavoro. Per l’Indonesia, quindi, l’accordo rappresenta soprattutto un investimento sulla base del movimento. Per l’Ajax è invece un ulteriore passo nella costruzione di una rete globale attorno alla propria academy. La scommessa è trasformare la popolarità del calcio indonesiano in un sistema di formazione più strutturato. E farlo attraverso un modello che ad Amsterdam, da oltre mezzo secolo, è diventato parte integrante dell’identità del club.

>

Leggi anche