È chiaro da tempo: la UEFA sta cercando di aumentare il numero delle partite, e di renderle un evento. La scelta del nuovo format della Nations League e delle qualificazioni a Europei e a Mondiali va ancor di più in quella direzione. La trasformazione è destinata a entrare in vigore dopo l’Europeo del 2028, e l’obiettivo è avvicinare sempre di più il calcio internazionale a quello dei club. Dopo un’analisi approfondita degli attuali format delle competizioni per le nazionali, infatti, la UEFA ha deciso di copincollare – o comunque di adattare – il format già sperimentato, con un certo successo, nelle ultime due edizioni della Champions League.
Iniziamo dalla Nations League: le attuali quattro leghe verranno ridotte a tre, tutte composte da 18 squadre. Ogni lega sarà suddivisa in tre gironi da sei nazionali, che disputeranno sei partite contro cinque avversarie differenti: alcune in casa e in trasferta contro squadre appartenenti a fasce diverse. Ci sarà poi una doppia sfida, sempre con andata e ritorno, contro la Nazionale inserita nella propria fascia. Con 55 federazioni partecipanti, la Lega C avrà però una particolarità: uno dei tre gruppi sarà composto da sette squadre e inizierà il proprio calendario con una giornata d’anticipo. Per il resto, la struttura rimarrà invariata: ci saranno i quarti di finale, la Final Four e i playoff per promozioni e retrocessioni.
La trasformazione coinvolgerà anche le qualificazioni ai Mondiali e agli Europei. Le Nazionali verranno divise in due categorie: la Lega 1, formata dalle 36 squadre appartenenti alle attuali Leghe A e B della Nations League, e la Lega 2, composta dalle restanti 18 o 19 selezioni. Nella Lega 1 ci saranno tre gironi da 12 squadre, sorteggiate a partire da tre fasce da 12. Ogni Nazionale giocherà sei partite, tra casa e trasferta, contro sei avversarie differenti, due per ciascuna fascia. Una formula che richiama in maniera evidente il nuovo sistema adottato dalla Champions League, con un calendario costruito attraverso avversarie provenienti da fasce differenti anziché attraverso il tradizionale girone.
La Lega 2 seguirà invece lo stesso schema della Lega C della Nations League, con tre gruppi da sei squadre, oppure uno da sette in base al numero definitivo delle partecipanti. Le nazionali che ospiteranno le fasi finali dei tornei continueranno a essere automaticamente qualificate, ma parteciperanno comunque alle qualificazioni europee con un obiettivo legato alla propria posizione nella successiva edizione della Nations League. Le squadre meglio classificate di ciascun gruppo della Lega 1 otterranno direttamente il pass per la fase finale. Gli altri posti saranno invece assegnati attraverso un sistema di playoff pensato per garantire possibilità concrete di qualificazione anche alle nazionali della Lega 2.
La filosofia alla base della riforma era stata già anticipata qualche mese fa da Aleksander Čeferin: «I nuovi format miglioreranno l’equilibrio competitivo, ridurranno il numero di partite senza significato e offriranno agli appassionati una competizione più dinamica e interessante, garantendo allo stesso tempo a tutte le nazionali un’equa possibilità di qualificarsi, senza aggiungere ulteriori date al calendario internazionale» aveva spiegato il presidente della UEFA. E proprio Čeferin, parlando della nuova struttura, aveva aggiunto: «Questi cambiamenti aumenteranno il valore del calcio delle nazionali maschili UEFA e attendiamo con grande interesse l’introduzione dei nuovi sistemi di competizione».