Il doppio trionfo agli Europei e agli ultimi Mondiali ha cambiato la percezione della Nazionale spagnola. Come squadra di calcio, ovviamente, ma anche e soprattutto come brand. In questo senso, il quotidiano El Mundo ha fatto qualche stima: l’impatto della vittoria negli USA ha aumentato il valore commerciale della Roja del 60%, molto di più rispetto a quanto avvenuto nel 2010, dopo la vittoria nella Coppa del Mondo giocaa in Sudafrica (+35%). Nel 2025 il giro d’affari della RFEF, la federazione, ha raggiunto i 387 milioni di euro, 33,5 dei quali arrivati dalle competizioni, soprattutto grazie al successo della Nazionale femminile nella Nations League. Ecco, adesso invece il trionfo ai Mondiali porterà nelle casse della Federazione altri 55 milioni. Più complicato, invece, sarà sfruttare il successo della Nazionale di De la Fuente nelle amichevoli: il calendario FIFA, infatti, è già estremamente fitto e quindi non c’è stato e non ci sarà spazio per organizzare dei test match.
Non a caso, viene da dir, la Roja ha disputato appena otto amichevoli negli ultimi due anni: quattro prima dell’Europeo, a qualificazione già conquistata, e altre quattro in preparazione al Mondiale. Il fatto di aver centrato l’accesso a Europei e Mondiali senza dover passare dagli spareggi apre però una finestra in primavera negli anni in cui sono previste grandi competizioni internazionali. Il margine di manovra resta comunque ridotto. In virtù di questa situazione, la RFEF (acronimo di Real Federación Española de Fútbol) ha scelto di puntare molto sugli incontri in giro per la Spagna. La mossa si fonda ragioni sportive ma anche istituzionali: l’obiettivo, infatti, è permettere alla Nazionale di raggiungere ogni angolo del Paese. Anche gli incassi al botteghino, che nel 2025 avevano garantito 19 milioni di euro includendo la finale di Coppa del Re, sono destinati a crescere. A Siviglia e Oviedo, dove la Spagna esibirà per la prima volta le due stelle sulla maglia nelle gare di Nations League contro Croazia e Repubblica Ceca, tutti i biglietti sono sold out.
Prima del Mondiale la Spagna aveva giocato lontano dai propri confini soltanto a Puebla, in Messico, in un test match contro il Perù. Quella partita aveva generato cinque milioni di euro di incassi. Ora il cachet della Roja è destinato a salire ulteriormente, spinto dall’interesse internazionale. È proprio questo uno dei mercati che la Federazione vuole sviluppare maggiormente. Attualmente il 62% del giro d’affari della RFEF viene generato in Spagna, mentre il restante 38% arriva dall’estero, dove il peso dei diritti televisivi sta diminuendo a vantaggio delle entrate pubblicitarie. La Nazionale dispone già di partner commerciali locali in Cina, con quattro marchi coinvolti.
Anche la revisione e l’ampliamento degli accordi di sponsorizzazione sottoscritti tra l’Europeo e il Mondiale sono già in corso. In questo settore la Spagna ha compiuto un ulteriore salto in avanti e la RFEF prevede di superare gli oltre 80 milioni di euro raccolti nell’ultimo esercizio. Prima della partenza per la Germania, nel 2024, la nazionale era associata a 24 marchi e aveva un solo sponsor, oggi le aziende partner sono 41. Tra cui anche dei veri e propri colossi come Google e Loewe.
La nuova attrattiva commerciale della Nazionale spagnola è evidente. Anche perché la Roja rappresenta un esempio di successo sportivo, di forte radicamento nella società spagnola e ha anche rosa giovane che, per valore di mercato, è la terza più preziosa al mondo alle spalle di Francia e Inghilterra. Non è solo una questione commerciale: in vista del prossimo raduno a Las Rozas, infatti, gli addetti alla sicurezza si stanno preparando a gestire un’ondata di entusiasmo e richieste senza precedenti. Anche questo è un capitale, un capitale enorme.