Era il 1851 quando, per la prima volta, la goletta America arrivata da New York sfidò la flotta britannica in una regata di 55 miglia intorno all’Isola di Wight. Non era ancora la Coppa America come la conosciamo oggi, visto che il trofeo avrebbe assunto quel nome e quella storia qualche anno più tardi, ma già allora c’erano tutti gli ingredienti che ne avrebbero fatto una delle competizioni sportive più longeve e leggendarie. Una sfida internazionale, la tecnologia delle imbarcazioni, il prestigio nazionale e, soprattutto, un grande paesaggio a fare da teatro alla gara. Nel 2027, 176 anni dopo, la Louis Vuitton 38ª America’s Cup arriva per la prima volta in Italia. E sarà Napoli, con il suo Golfo, il Vesuvio e il lungomare, a trasformarsi nella suggestiva arena della sfida. Un’edizione che rappresenta una prima volta assoluta per l’Italia nell’ospitare una delle manifestazioni sportive più prestigiose e riconoscibili al mondo, e che assegnerà la leggendaria Auld Mug all’equipaggio capace di far letteralmente volare gli AC75 su un campo di regata compatto e vicino alla costa, pensato per rendere la competizione visibile anche dalla terraferma.
l capoluogo della Campania, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e una delle città più antiche d’Europa, aveva già ospitato due tappe delle America’s Cup World Series nel 2012 e nel 2013. In quella occasione, oltre un milione di persone assistette alle regate dal lungomare nell’arco delle due settimane. A detta degli organizzatori, il ricordo di quei giorni hanno reso Napoli la candidata per eccellenza a diventare Città Ospitante per il 2027, con il campo gara posizionato nelle acque comprese tra Castel dell’Ovo e Posillipo e con il lungomare come grande balcone naturale. E, poiché la conformazione del Golfo crea condizioni variabili come brezze marine incanalate, rotazioni del vento e possibili e#etti termici, il territorio si presta per diventare non solo location, ma vera e propria componente tattica della regata. Ma la posta in gioco, per Napoli, non è soltanto sportiva: l’arrivo dell’America’s Cup porta con sé aspettative importanti anche sul piano economico e turistico, con stime di impatto diretto nel breve periodo di circa 690 milioni di euro – cifra che potrebbe arrivare a oltre 1,2 miliardi considerando gli e#etti di medio-lungo termine.
Nell’arco della manifestazione sono attesi tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori, con una spesa turistica diretta stimata intorno ai 370 milioni di euro. A questo si aggiunge la ricaduta sull’impiego, con una stima di circa 11mila posti di lavoro generati nel lungo periodo. Insomma: ci sono numeri che fanno dell’America’s Cup un acceleratore per il turismo, per gli investimenti e per la riqualificazione urbana, in particolare nell’area di Bagnoli, che diventerà il centro tecnico della manifestazione, con le basi dei team, strutture per gli AC75, marina e fan zone, e del Lungomare Caracciolo dove sorgerà il Race Village. Per vedere i grandi monoscafi foiling protagonisti della Coppa, gli AC75, bisognerà aspettare il 2027, ma la rotta verso Napoli è già tracciata.
Dopo la prima Regata Preliminare disputata a Cagliari dal 21 al 24 maggio 2026, il secondo appuntamento dello stesso tipo si è svolto proprio a Napoli dal 24 al 27 settembre 2026, quando gli equipaggi si sono confrontati a bordo degli AC40, imbarcazioni più piccole ma capaci di superare i 40 nodi, con otto regate di flotta e una finale in match race tra i due migliori equipaggi. Questi confronti hanno consentito ai team di schierare una squadra femminile e una giovanile accanto al proprio team principale. La vera sfida, però, comincerà il 22-23 maggio 2027 con due giornate di Fleet Race, durante le quali, per la prima volta, gli AC75 della America’s Cup si confronteranno in regate di flotta, con tutti i sette team contemporaneamente sul campo di regata. Dal 26 maggio, invece, entrerà nel vivo la Louis Vuitton Cup, la competizione che determinerà quale Challenger avrà il diritto di sfidare il Defender, Emirates Team New Zealand, in finale. La prima fase prevede tre Round Robin: il primo dal 26 al 28 maggio, il secondo dal 29 al 31 maggio e il terzo dal 9 all’11 giugno. I risultati ottenuti determineranno l’accesso alla fase successiva. Il 12 e 13 giugno è previsto il Repêchage che assegnerà l’ultimo posto disponibile per le semifinali che si svolgeranno dal 16 al 20 giugno, con il 21 giugno indicato come giornata di riserva. I due team che riusciranno a superare questa fase si contenderanno quindi la Louis Vuitton Cup nella finale, articolata su due weekend: 26-27 giugno e 3-4 luglio. Il vincitore diventerà il Challenger ufficiale della 38esima America’s Cup.
Il momento più atteso arriverà infine dal 10 luglio, quando nel Golfo di Napoli prenderà il via il Louis Vuitton 38th America’s Cup Match, il confronto tra il Defender Emirates Team New Zealand e il vincitore della Louis Vuitton Cup. La finale sarà disputata al meglio delle 13 regate. Quindi, per conquistare la Coppa, saranno necessarie sette vittorie. Le regate sono previste nei weekend del 10-11 e 17-18 luglio, con il 19 luglio come eventuale giornata necessaria qualora la serie arrivasse fino alla tredicesima regata, all’interno della finestra prevista dall’organizzazione. A contendersi il titolo saranno ancora gli AC75, monoscafi dal peso di circa sette tonnellate e dotati di foil, capaci di sollevarsi dall’acqua e raggiungere velocità impressionanti. A bordo saliranno cinque velisti, con almeno una donna obbligatoriamente in equipaggio, affiancati da una sesta persona nel ruolo di ospite o passeggero. Ogni team potrà utilizzare e modificare un solo scafo già impiegato nella 36esima o nella 37esima America’s Cup, adattandolo al nuovo regolamento.
Tra le principali novità c’è l’eliminazione dei cyclor: a Barcellona fornivano energia pedalando, mentre nel 2027 le funzioni di bordo saranno alimentate da sistemi a batteria. Gli equipaggi protagonisti della 38esima America’s Cup saranno sette. Oltre al Defender Emirates Team New Zealand, vincitore dell’edizione 2024 a Barcellona, ci sarà Luna Rossa, la grande rappresentante italiana, il brtiannico GB1, guidato da Sir Ben Ainslie, mentre dalla Svizzera tornerà in acqua Tudor Team Alinghi. La griglia di partenza sarà completata dal francese La Roche-Posay Racing Team, dal neonato Team Australia Challenge e dal team statunitense American Racing Challenger Team USA.