«Tutti quanti hanno fatto una grande partita». Roberto Mancini lo ha detto dopo il 4-1 alla Turchia, ma dentro le parole del ct c’è qualcosa di più della banale soddisfazione per una vittoria. C’è la consapevolezza che stavolta, praticamente, ogni sua scelta ha prodotto l’effetto sperato. Dopo una gara come quella contro il Belgio, nella quale sembrava essere andato storto tutto, a Bursa è successo l’esatto contrario: otto cambi, giovani promossi, giocatori rilanciati e una squadra capace di chiudere la partita già nel primo tempo.
La copertina se la prendono inevitabilmente i fratelli Esposito. Mancini ha avuto il coraggio di metterli insieme dall’inizio: una coppia di fratelli in campo nella Nazionale italiana non si vedeva da 26 anni, dai tempi dei fratelli Inzaghi. E per trovare due fratelli schierati da titolari bisogna arrivare addirittura al tempo dei Cevenini, anno 1915. Eppure la risposta è stata immediata: Pio ha segnato il quarto gol, quello che ha ricacciato indietro la Turchia appena rientrata in partita, ma soprattutto ha partecipato alla costruzione del terzo gol, servendo a Kayode un pallone che andava solo spinto in rete. Sebastiano, invece, all’esordio assoluto in Nazionale maggiore, ha dato profondità, movimento e una presenza offensiva che ha reso più imprevedibile il tridente completato da Raspadori.
Proprio l’assetto del reparto offensivo era una delle scommesse più azzardate della serata, e Roberto Mancini l’ha vinta. Non soltanto perché Pio ha segnato e Sebastiano ha convinto, ma perché la scelta di affidarsi ai due fratelli ha dato all’Italia un attacco diverso rispetto a quello visto contro il Belgio. Più mobile, più verticale, meno prevedibile. E soprattutto ha confermato la bontà dell’idea del ct di utilizzare queste partite per capire quali giovani possano diventare parte del prossimo ciclo azzurro.
Lo stesso discorso vale per Michael Kayode. Alla vigilia della partita contro la Turchia, Mancini aveva parlato dell’energia che un giovane può portare in Nazionale. E poi lo ha messo subito dentro, sulla fascia destra. Il terzino del Brentford ha ripagato la fiducia del ct nel modo migliore possibile: esordio da titolare e gol, il terzo della serata, arrivato al termine di un’azione lineare eppure avvolgente. Ma oltre alla rete c’è stata una prestazione di personalità, dentro una squadra che, rispetto al debutto contro il Belgio, aveva bisogno soprattutto di ritrovare gamba, coraggio e aggressività. Poi ci sono i giocatori che Mancini ha scelto di rilanciare. Frattesi è tornato titolare e ha segnato il 2-0, facendosi al posto giusto dopo la conclusione – un’altra – di Kayode. Bastoni è rientrato al centro della difesa e ha aperto la partita al nono minuto, sfruttando un calcio d’angolo respinto malissimo dalla difesa turca. Proprio i primi due gol che raccontano anche una decisione precisa: recuperare calciatori di esperienza e qualità senza rinunciare al processo di rinnovamento. Bastoni e Frattesi non erano semplicemente due uomini nuovi rispetto al Belgio: erano due giocatori che Mancini aveva bisogno di vedere reagire. E la risposta è arrivata sul campo.
Il dato degli otto cambi rispetto alla formazione del Belgio rende ancora più evidente la scommessa. Mancini ha modificato completamente la difesa, inserendo Kayode e Ruggeri sulle fasce e Bastoni e Scalvini al centro, mentre in mezzo ha dato spazio a Frattesi e Fagioli. Davanti, la scelta più suggestiva: Pio e Sebastiano Esposito insieme, con Raspadori a completare il tridente. Sono rimasti titolari soltanto Donnarumma, Tonali e Pio Esposito. E c’è un altro dettaglio che dice molto della gestione di Mancini: i dieci giocatori sono rimasti a Coverciano. Non per punizione e nemmeno per una scelta dettata dall’emergenza, ma perché il ct aveva deciso di utilizzare questa partita per conoscere meglio i giovani. Lo aveva spiegato alla vigilia parlando anche dell’assenza di Barella: di alcuni giocatori, diceva Mancini, conosciamo già il loro valore; altri devono essere visti dentro partite vere. Ora può farlo con una vittoria alle spalle e con un gruppo più ampio di giocatori valutati direttamente sul campo.
È forse questo il punto più importante della serata di Bursa. I big rimasti a casa non sono semplicemente riserve lasciate fuori dalla trasferta, ma una seconda parte del gruppo, altra qualità ed esperienza che può tornare utile già venerdì a Parigi. Dopo la Turchia, Mancini può infatti guardare alla Francia con una rosa più larga: da una parte gli uomini che hanno appena risposto presente, dall’altra quelli che non sono stati utilizzati e che possono arrivare più freschi alla sfida di Saint-Denis. Il 4-1 di Bursa non cancella la brutta prestazione contro il Belgio e non risolve in una notte tutti i problemi di una Nazionale ancora in costruzione, ma restituisce a Mancini qualcosa di fondamentale: la possibilità di scegliere. Ha scoperto che Sebastiano Esposito può stare dentro questo livello, che Kayode può reggere una gara internazionale da protagonista, che Pio può essere decisivo, che Frattesi e Bastoni possono stare al centro della sua Nazionale. E, soprattutto. ha evitato che il passo falso dell’esordio diventasse una voragine nella classifica. La Francia ora è davanti, l’Italia ci arriva con tre punti, con qualche certezza in più e con dieci giocatori freschi rimasti a Coverciano. Contro il Belgio era sembrato sbagliato quasi tutto. In Turchia, per una notte, è andato tutto nella direzione giusta: esattamente quello che serviva a Mancini.