Passano gli anni. Ma il talento resta intatto. E Zinédine Zidane, che oggi di ani ne ha 54 e allena la Francia, continua a stupire chi gli è vicino per la sua straordinaria qualità sul campo. Attenzione: non si tratta di infatuamento “da ricordo di”, ma di autentica ammirazione per la classe sopraffina dell’ex numero 10. Ancora oggi, tra un esercizio e l’altro, nonostante i tempi e i modi del calcio d’élite siano cambiati eccome rispetto a due decenni fa. Eppure l’aura di Zidane non ha limiti. E continua a contagiare tantissime nuove leve.
Gli ultimi adepti di Zizou, durante il ritiro dei Blues in questa finestra di Nations League? Partiamo da Manu Koné, pilastro di centrocampo nella Roma e ormai anche nella Nazionale transalpina: «È un piacere essere allenati da una leggenda mondiale come lui», ha detto in questi giorni il 25enne. «Ci gestisce in modo molto empatico e sincero. È vicino a noi calciatori, mi ha incoraggiato a giocare liberamente. Ma la cosa che mi ha colpito di più di Zidane è la sua tecnica: ne ha ancora da vendere. È qualcosa di pazzesco, lo vediamo quotidianamente in allenamento. Penso davvero che ai suoi tempi doveva essere un fuoriclasse incredibile».
Rilancia così Dayot Upamecano, stregato anche lui dalle magie senza età di Zizou: «In queste prime sessioni ci ha fatto lavorare un po’ sulla tecnica mostrandoci anche cos’è capace di fare», ha sorriso il difensore, intervistato dall’Équipe. «Posso dirlo con tutta serenità: sarà difficile replicare anche soltanto una minima parte dei suoi colpi. È entusiasmante allenarsi con un fuoriclasse così. Non vediamo l’ora che arrivi la prossima seduta. Abbiamo ancora tantissimo da migliorare, io per primo».
Insomma: soprattutto chi è cresciuto lontano dal sentito dire o dagli ambienti che hanno fatto grande Zidane, il sentimento comune è uno shock positivo. Perché d’accordo, non basta essere i signori del gioco per essere anche grandissimi allenatori. Eppure Zidane cerca da sempre di coniugare le due dimensioni. E oggi molti elementi dei Bleus reagiscono sbigottiti, proprio alla stessa maniera in cui si esaltavano Bale e compagni ai tempi del Real Madrid: quando Zizou vinceva tutto in panchina, e sbalordiva tutti in allenamento. Da un pezzo grosso come Bale, che a quei tempi viveva i momenti – e forse anche i gol – più splendidi della sua carriera, passando per un pretoriano come Pepe fino ad arrivare ai giovani del Castilla aggregati alla prima squadra. Immaginatevi le facce dei ragazzini a bocca aperta, davanti a un allenatore “che aveva tutte le carte in regola per scendere in campo insieme a noi dispensando calcio”. Se per loro è stata una rivelazione, i giocatori della Francia di oggi non sono da meno. E allo stesso modo, chiunque se lo sia ritrovato sulla sua strada: come Zidane, soltanto Zidane.