Quando sono passati dieci minuti dalla fine della partita, lo Stade de France si svuota velocemente. Gli Azzurri salutano i tifosi e rientrano negli spogliatoi., mentre Gigio Donnarumma invece resta lì, in campo, qualche minuto in più. Si avvicina al settore italiano, ringrazia, raccoglie l’affetto di chi ha seguito la Nazionale fino a Parigi e lascia anche la maglia. È l’ultima immagine di una serata nella quale il capitano azzurro ha fatto il capitano fino in fondo. Con i tifosi, ma soprattutto dentro l’area di porta, dentro il suo spazio vitale. Laddove ha tenuto in piedi l’Italia con una prestazione enorme.
Il primo grande intervento arriva su Doué. Donnarumma è reattivo, chiude lo specchio e respinge. Ma non è finita: sul pallone vagante si avventa Dembélé per il tap-in e Gigio, ancora a terra, riesce a rialzarsi e a intervenire nuovamente. Una doppia parata che vale quasi come due miracoli nella stessa azione e che fotografa la serata del portiere del Manchester City. Non basta essere piazzati bene: serve una frazione di secondo, la capacità di leggere dove finirà il pallone e soprattutto la reattività per rimettersi in piedi quando l’azione sembrava già persa.
Poi c’è Olise, che questa volta trova l’unico modo per batterlo. Una punizione perfetta, calciata sopra la barriera e spedita dove Donnarumma non può arrivare. Nessuna colpa, nessun rimpianto. Soltanto un capolavoro del francese, al quale il portiere italiano può soltanto rispondere aprendo le braccia sconsolato. Per il resto, la porta azzurra rimane chiusa. Donnarumma torna protagonista su Rabiot, con un altro intervento pesante, e soprattutto nel finale, quando la Francia aumenta la pressione alla ricerca del gol della vittoria. Due volte Camavinga prova a trovare il varco giusto, due volte Donnarumma risponde presente. Sono le parate che proteggono l’1-1 quando la partita entra nei minuti decisivi e ogni pallone nell’area italiana può diventare pericoloso. La prima respinta, la seconda ancora più importante: Gigio non concede nulla, resta in piedi fino all’ultimo e accompagna il risultato verso il fischio finale.
Sette parate in totale: un dato che porta Donnarumma al terzo posto nella sua personale classifica per numero di interventi in una partita con l’Italia, dietro alle dieci contro la Bosnia del playoff mondiale e alle otto contro la Spagna dell’Europeo 2024. Un record personale che dice già molto, ma che non spiega completamente il peso della sua prestazione. Perché non tutte le parate hanno lo stesso valore. E infatti quelle di Parigi sono arrivate nei momenti decisivi, quelli in cui la Francia sembra poter prendere il controllo della partita.
Anche i numeri avanzati raccontano una serata completa: 4.8 gol evitati, 6 conduzioni, 49 tocchi e 5 lanci lunghi. Donnarumma ha partecipato alla partita anche fuori dall’area piccola, provando a dare una soluzione alla squadra e cercando di accompagnare l’azione. E proprio in questo aspetto sono arrivati alcuni dei pochi difetti della sua gara. In impostazione ha commesso qualche errore, ha sbagliato alcuni rinvii e non sempre ha trovato i compagni con la precisione necessaria. Ma la differenza, ancora una volta, l’ha fatta quando serviva. Perché l’Italia non è stata una squadra schiacciata dalla Francia, né una Nazionale costretta per 90 minuti a difendersi nella propria area. Al contrario: gli Azzurri hanno giocato una buonissima partita, soprattutto se pensiamo che hanno affrontato una delle squadre più forti del mondo. L’hanno fatto con personalità e senza rinunciare a giocare. Hanno saputo reagire allo svantaggio e hanno trovato il modo di rimanere dentro una partita difficile fino alla fine.
Ed è proprio questo il punto. Donnarumma non ha salvato una squadra incapace di stare in campo. Ha protetto una squadra che stava giocando bene, ma che davanti aveva avversari capaci di trasformare una singola giocata in un’occasione da gol. La Francia ha avuto quelle occasioni e ogni volta, tranne che sulla punizione di Olise, ha trovato davanti il capitano italiano. È il peso specifico di un grande portiere: non necessariamente essere chiamato in causa cento volte, ma esserci quando la partita lo richiede. Doué, Dembélé, Rabiot, Camavinga. Nomi diversi, situazioni diverse, la stessa risposta. Donnarumma ha messo le mani sull’1-1 e ha dato all’Italia la possibilità di portare a casa un punto prezioso. L’Italia torna da Parigi con una grande prestazione e un pareggio che porta anche la sua firma. Sette parate, cinque interventi super, una serie di occasioni cancellate e una sola resa, davanti alla punizione perfetta di Olise. Per il resto, la Francia ha trovato un muro con la fascia al braccio che a fine partita trova sempre qualche minuto in più per i tifosi.