Qualche settimana fa è uscita la notizia per cui, dopo le lamentele dei tennisti durante l’edizione 2026 degli US Open, il comitato organizzatore del torneo di Wimbledon ha deciso di non accreditare più influencer e content creator. È una scelta che va decisamente controcorrente rispetto alla stragrande maggioranza degli eventi sportivi, ma adesso nel calcio tedesco c’è un nuovo caso assimilabile a quello dello Slam londinese: l’Hertha Berlino, il club storicamente più blasonato della capitale tedesca (anche se in realtà milita da tre stagioni in Zweite Liga, la seconda divisione della piramide calcistica locale), ha deciso di cambiare le regole relative ai vlog e ai contenuti multimediali che vengono realizzati durante le partite in casa. In particolare, come spiega la società in un comunicato, da ora in poi saranno «espressamente vietati i video prodotti e monetizzati a scopo commerciale, realizzati con attrezzature di ripresa e produzione professionali e successivamente diffusi tramite piattaforme video o social network».
Alla base di questo provvedimento, si legge sempre nel comunicato diffuso dall’Hertha, c’è l’idea per cui «assistere a una partita dal vivo dovrebbe essere, prima di tutto, un’esperienza condivisa. I tifosi dovrebbero poter vivere la gara, l’atmosfera e il sostegno alla squadra senza che tutto ciò che succede dentro lo stadio venga immortalato da telecamere che realizzano produzioni commerciali». Oltre a questo concetto, c’è anche un passaggio che riguarda le normative tedesche in materia di diritti di trasmissione televisiva e in materia di marketing mediatico: «L’Hertha è soggetto alle linee guida della Bundesliga», dice la nota del club berlinese, «quindi lo sfruttamento commerciale indipendente dei contenuti relativi alle partite e allo stadio da parte di terzi non è consentito senza l’esplicito consenso della società». Che, appunto, da adesso in poi negherà questo tipo di consenso.
Di conseguenza, il personale che gestirà l’afflusso allo stadio potrà requisire «attrezzature di produzione professionale, chiaramente identificabili, per la realizzazione di vlog commerciali». Allo stesso tempo, chiarisce però l’Hertha, «le foto e i video privati rimangono esplicitamente esenti da questa normativa: chiunque utilizzi il proprio smartphone per immortalare un momento speciale allo stadio, scattare una foto o condividere brevi impressioni personali con altri non è interessato da questo regolamento. Il punto cruciale è la distinzione tra contenuti privati dei fan e produzione di contenuti commerciali». Insomma, si tratta di una stretta dichiarata – e anche abbastanza dura, forte – nei confronti di influencer e content creator. E quindi, si può dire, si tratta di una mossa (contro)rivoluzionaria.