Non è certo il periodo più facile della carriera, per Xavi Simons. Rompersi il legamento crociato anteriore a 23 anni è quel tipo di infortunio che rischia di compromettere la crescita di un calciatore: oggi da quel giorno sono passati quasi sei mesi e per il fantasista del Tottenham il rientro in campo sembra ancora un traguardo lontano. Per molti, una mazzata. Per lui – ferma restando la lunga e faticosa riabilitazione – anche un’opportunità per cimentarsi in qualcosa di nuovo, che mai avrebbe immaginato di intraprendere a questo punto della sua vita: iscriversi all’università. E mica un ateneo qualunque. Parliamo di Harvard, in Massachusetts, una delle più prestigiose istituzioni accademiche al mondo. Che da domani conterà su uno studente in più, decisamente fuori dagli schemi.
Ad annunciare la novità è stato proprio lo stesso Xavi con un post su LinkedIn: “Me ne torno a scuola!”, ci ha scherzato su il ragazzo. “Durante il mio percorso di recupero ho cercato di sfruttare il mio tempo nel modo migliore possibile. Il calcio è ancora la mia priorità, ma voglio continuare a imparare e a migliorarmi anche al di là del pallone. Ho sempre avuto anche altri interessi: voglio capire meglio il lato imprenditoriale di questo sport, imparare da persone di altri settori e a crescere come persona”. Ad avvicinare Simons a Harvard ci sono state proprio le sessioni di fisioterapia, che l’olandese ha sostenuto in una clinica specializzata negli Stati Uniti. Qui lui ne ha approfittato per fare una visita al campus e trovare la formula per iscriversi a un corso di laurea in business, già frequentato da altri sportivi professionisti dalla NFL alla NBA – ma anche da un collega più vicino a lui, come il giocatore del Real Madrid Eduardo Camavinga.
Naturalmente, soprattutto quando si avvicinerà la data del rientro in campo, Simons si occuperà della sua seconda vita da studente seguendo lezioni e dando esami da remoto. Ma intanto dà un messaggio di grande personalità ai suoi compagni di squadra e ai tanti altri infortunati lungodegenti come lui: mai abbattersi, perché le opportunità possono nascere anche dagli imprevisti più insopportabili. Come saltare il Mondiale con la maglia oranje, sempre in America, quando Xavi Simons sarebbe stato fra i protagonisti designati. Poi il 23enne ha dovuto rinunciare alle prime uscite della nuova Olanda in questa Nations League, ora allenata dal commissario tecnico catalano a cui i signori Simons resero omaggio quando fu il momento di scegliere il nome del loro bebè. Un calciatore per lunghi tratti predestinato, sin dalle giovanili del Barça dove ebbe modo di conoscere lo stesso Xavi, fino al precoce debutto al PSG e all’ascesa nel calcio europeo. Quello stesso destino che oggi sembra avergli voltato le spalle. Pazienza: nel dubbio, il ragazzo ha deciso di studiarci su.