Richarlison è stato pagato 60 milioni di euro, e adesso affronta avversari come il Cheltenham Town con la seconda squadra del Tottenham

L'attaccante brasiliano doveva andare via ed è stato escluso dalla rosa della prima squadra, ma alla fine è rimasto a Londra.
di Redazione Undici 14 Ottobre 2026 alle 11:56

C’è stato un momento, qualche anno fa, in cui Richarlison sembrava destinato a diventare un giocatore davvero d’élite. Non solo perché il Tottenham lo ha pagato 60 milioni di euro, quello lo possiamo considerare come un indizio, ma perché era riuscito a imporsi in un contesto ipercompetitivo come quello della Premier League, perché era diventato titolare nella Nazionale brasiliana – ai Mondiali 2022 realizzò anche un bellissimo gol in rovesciata contro la Serbia – e perché in fondo era ancora giovane, infatti oggi ha soltanto 29 anni, quindi era giusto pensare che avesse ancora dei margini di crescita. Adesso quello stesso Richarlison, che ci crediate o no, gioca nella seconda squadra del Tottenham. E nel bel mezzo di una notte di Champions League ha affrontato il Cheltenham Town nell’EFL Trophy, competizione a cui partecipano le rappresentative Under 21 di Premier e le squadre delle divisioni inferiori – della League One e della League Two, per la precisione – della piramide calcistica inglese.

La partita in questione è finita 2-2, e Richarlison ha anche segnato. Poi però il Cheltenham ha vinto ai rigori, e quindi Richarlison ha perso un’occasione per giocafre ancora. Sì, perché in realtà l’attaccante brasiliano non può essere schierato nelle gare di Premier League 2, il campionato di sviluppo a cui partecipa il Tottenham Under 21, e come detto è fuori dalla rosa della prima squadra. Ecco, il nodo della questione è proprio in questa condizione: dopo aver esordito nella prima gara della Premier League – quella senior – 2026/27, la dirigenza del Tottenham e il manager De Zerbi hanno deciso di escluderlo dalla lista dei giocatori che possono partecipare a gare di campionato.

È stata una scelta forte, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando del miglior marcatore degli Spurs dell’ultima stagione (12 gol complessivi tra Premier e Champions League), ma ha una sua ratio. L’ha spiegato proprio De Zerbi: «Fin dall’inizio della preparazione, Richarlison aveva comunicato di voler andare via», ha raccontato l’allenatore italiano. «E allora noi siamo andati a prendere un altro attaccante, l’accordo con la società era quello di non trattenere nessuno contro la sua volontà. Quando abbiamo chiuso l’operazione in entrata, non potevamo fare altro che escluderlo dalla lista. Per tutto il resto, e per qualsiasi altro problema, non sono affari miei e non è compito mio. È responsabilità del club».

Il problema è che le trattative per cedere Richarlison non sono andate in porto: il ritorno all’Everton non si è concretizzato, poi il giocatore non è riuscito ad accordarsi col Vasco da Gama. E quindi l’attaccante brasiliano è rimasto a Londra, solo che nel frattempo gli è stata tolta la possibilità di giocare. Quantomeno con la prima squadra. Il punto è che adesso, dopo l’eliminazione del Tottenham Under 21 dall’EFL Trophy, di fatto Richarlison dovrà restare fermo fino a gennaio – per quanto riguarda le partite ufficiali. Poi per lui potrebbero aprirsi delle opportunità di mercato, ma è francamente difficile immaginare che ci sia qualche club d’élite possa investire il denaro necessario per rilevare il suo cartellino e sostenere il suo ingaggio. A maggior ragione se pensiamo che si tratterà di un calciatore fermo da mesi, per quanto talentuoso.

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