La doppietta al PSG, purtroppo per lui e per il Manchester City, non è bastata a evitare la sconfitta. Ma nel frattempo Erling Haaland ha raggiunto un altro incredibile record: 61 gol in 60 presenze in Champions League, più di uno a partita. Il classico modo di dire, quello per cui con Haaland in campo si parte sempre 1-0 è statisticamente azzeccato. Istinto del gol, freddezza, capacità di lettura dei movimenti della difesa, conoscenza del gioco: al centravanti norvegese non manca niente, lo sappiamo. Ma tra le sue abilità ce n’è una che magari può sembrare un po’ nascosta, ma ha un impatto enorme: la lettura dello spazio, che gli permette di non finire mai, o comunque quasi mai, in fuorigioco.
ESPN ha realizzato uno studio sul numero di segnalazioni di offside in Premier League. E i numeri rilevati dimostrano come il norvegese vada pochissimo, davvero pochissimo, in fuorigioco. Dal punto di vista del metodo, ESPN si è inventato la metrica xOffside, che tiene conto di diversi parametri: la traiettoria, la tipologia e l’angolo del passaggio verso l’attaccante, la posizione e l’atteggiamento della difesa, dove si trova il giocatore che deve ricevere il pallone. Ecco, incrociando tutti i dati, viene fuori che Haaland è uno dei giocatori più attenti a non andare oltre la linea dei difensori avversari. Un valore simile al suo lo ha fatto registrare Morgan Rogers del Chelsea. Che però non è una prima punta come lui, e quindi in qualche modo ci sta che possa avere meno possibilità di fari pescare in offside.
Naturalmente, il modello xOffside ha dei limiti. Non può attribuire ai giocatori il merito dello spazio che creano quando i difensori arretrano per dedicare loro un’attenzione particolare. Non riesce neppure a cogliere tutti i piccoli accorgimenti che servono per battere la linea del fuorigioco: gli spostamenti sul lato cieco del difensore, i doppi movimenti, le corse arcuate e quella particolare abitudine dei centravanti di restare alle spalle dei centrali, pronti a guadagnare qualche metro quando un compagno sfonda sulla fascia. Ma, nel suo piccolo, dimostra come Haaland sia un fenomeno nella lettura dei movimenti alle spalle dei difensori avversari. Non a caso, viene da dire, l’attaccante del Manchester City ha detto di essere «innamorato del VAR», perché di fatto gli garantisce che i guardalinee non segnalino degli offside inesistenti. In un’altra intervista, Haaldna ha detto che «la cosa peggiore che conosco è finire in fuorigioco, perché a quel punto non hai più alcuna possibilità di segnare. Ma se sei in gioco, anche se ti trovi un po’ più lontano, allora hai una possibilità». Una frase a effetto, certo, ma che diventa molto più vera se a dirla è un calciatore che fa un gol a partita. Se non di più.