Il PSG è diventato quasi inaccessibile, e così moltissimi tifosi di Parigi, soprattutto i più giovani, si stanno avvicinano al Paris FC

I motivi dell'allontanamento dal PSG sono anche geografici e politici.
di Redazione Undici 18 Ottobre 2026 alle 17:34

Andare a vedere una partita dei grandi club sta diventando sempre più costoso. Tra una Premier sempre più inaccessibile per costo dei biglietti e difficoltà nel reperirli, i continui sold out a prezzi folli delle grandi di Spagna e i continui aumenti delle cifre per le partite di Inter e Milan, in Italia, il calcio ad alto livello sta tagliando fuori anche la classe media. Lo sanno bene anche a Parigi, dove assistere a un match del PSG è divenuto qualcosa di proibitivo. E allora in tanti, soprattutto i più giovani, si stanno appassionando alla seconda e forse più storica squadra della capitale francese, il Paris FC.

Come scritto da L’Équipe, il Paris FC sembra aver trovato una dimensione più o meno definitiva anche sugli spalti: poco più di 16mila spettatori contro il Nizza, nella prima gara interna, e circa 17mila in occasione delle sfide con il Lione e lo Strasburgo. Tra i  motivi di questa crescita, anche uno stadio che offre condizioni di accoglienza e visibilità decisamente migliori rispetto al vecchio impianto di Charléty. Una parte consistente del pubblico che oggi frequenta Jean-Bouin ha già avuto modo di seguire il PSG, prima di scegliere il vicino di casa. A convincerlo sono stati soprattutto i prezzi più accessibili e un’atmosfera più rilassata, capace di restituire un’immagine diversa del calcio parigino.

C’è poi una componente più politica che sembra aver contribuito a questo spostamento di pubblico. La scelta del PSG di consentire l’esposizione di striscioni a sostegno della Palestina ha allontanato dal club alcuni membri della comunità ebraica. I dati raccolti dal Paris FC attraverso le proprie analisi interne sulla clientela, le indagini Ipsos/BVA/LFP dello scorso inverno e i questionari distribuiti dopo le partite confermano la tendenza: il pubblico di Jean-Bouin è composto soprattutto da residenti a Parigi e nella sua periferia. Il 92% dei circa 7.800 abbonati vive nell’Île-de-France, mentre la percentuale scende tra il 74 e l’80% per chi acquista il biglietto della singola partita. La zona più rappresentata è la prima cintura attorno alla capitale, da cui proviene il 40% degli abbonati. Seguono Parigi stessa, con il 28%, e la periferia più distante, che raccoglie il 25%. Non sorprende che il dipartimento maggiormente presente sia quello degli Hauts-de-Seine, data la vicinanza allo stadio. Anche all’interno della capitale prevalgono i quartieri occidentali, in particolare il 15esimo, il 16esimo e il 17esimo arrondissement, tutti vicini a Jean-Bouin.

Il club conserva però anche una componente storica proveniente dall’Est e dal Sud di Parigi, soprattutto dall’11esimo e dal 13esimo arrondissement, zone legate alle origini e alla tradizione del Paris FC. Secondo le stime della società, gli spettatori abitano mediamente a 24 chilometri dallo stadio, contro una distanza di 82 chilometri registrata nell’intera Ligue 1. Un dato che racconta il forte radicamento territoriale del club – almeno per il momento. L’analisi del pubblico è però ancora in una fase iniziale. Il Paris FC ha appena assunto una specialista incaricata di sviluppare il settore dedicato alla conoscenza dei propri clienti. Intanto, i primi numeri delineano il profilo di una tifoseria relativamente giovane: l’età media degli abbonati è di 38 anni, mentre scende a una fascia compresa tra i 34 e i 36 anni per chi acquista il biglietto della singola partita. Un altro dato significativo riguarda le famiglie: il 44% degli spettatori intervistati in occasione della prima gara casalinga della stagione aveva assistito all’incontro insieme ai propri figli, anche grazie agli orari pomeridiani delle partite, fissate alle 15 o alle 17.

Basta passeggiare nei dintorni di Jean-Bouin prima del fischio d’inizio per cogliere questa atmosfera. Le attività organizzate sul piazzale antistante lo stadio contribuiscono a creare un’esperienza definita «a misura di famiglia», che sembra aver favorito l’arrivo di un pubblico più giovane e variegato. «È un ambiente familiare, ma anche popolare, nel senso che riusciamo ad attirare persone che non erano abituate ad andare allo stadio», spiega Jean-Marc Gallot, direttore generale del Paris FC. «Al momento non ci rivolgiamo a un pubblico specifico: ognuno può trovare quello che cerca. Al di là degli abbonati, vediamo un ricambio continuo di spettatori, reso possibile anche da prezzi dei biglietti molto accessibili. Siamo molto felici di essere a Jean-Bouin e vogliamo preservare questo spirito raccolto, quasi protetto». L’obiettivo, dunque, non è soltanto riempire lo stadio, ma costruire un’identità riconoscibile. In una città dominata dal PSG, club abituato a palcoscenici internazionali e con riconosciute ambizioni globali, il Paris FC prova a ritagliarsi uno spazio diverso: più vicino al territorio, più accessibile e capace di coinvolgere anche chi, fino a poco tempo fa, il calcio lo viveva da spettatore occasionale.

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