È una NFL a trazione globale. Ormai presente dal nord al sud del mondo, sfruttando una capacità di intrattenere con pochi pari nel panorama sportivo – numeri alla mano. Per ora il grande football americano conta nove partite al di fuori degli Stati Uniti, già di per sé un primato. Eppure, fanno sapere i vertici della lega, non c’è alcuna intenzione di fermarsi qui: per il 2027 si prevede di salire a quota dieci. “E vogliamo essere sicuri che siano i dieci match giusti, ciascuno di grande impatto, per massimizzare la loro portata nel modo migliore possibile”.
In base all’attuale contratto collettivo, dieci partite è anche il numero massimo che la NFL si può permettere all’estero. Perché a fronte di uno spettacolo garantito e ritorni di pubblico sempre molto soddisfacenti, va anche considerato che per le franchigie e i giocatori coinvolti il prezzo da pagare è una sfida logistica non da poco. Fino all’Australia e ritorno, per esempio – motivo per cui aumentare oltre una certa soglia gli appuntamenti internazionali diventa insostenibile. Anche se gli ultimi aggiunti in agenda rappresentano un incentivo a strutturare ancora di più questa tournée: la partita dei 49ers a Melbourne, all’inizio di questa stagione, è stata un successo. E lo stesso vale per Rio de Janeiro, sperimentata dalla NFL dopo che per due anni di fila si era giocato a San Paolo.
Dunque quali possono essere le future destinazioni? Alcune ormai sono un usato sicuro: Londra e Città del Messico, per esempio, richiamano la NFL come un evento decisamente radicato fra gli appassionati locali, che dopo anni di test sul campo continuano a rispondere sempre più presenti. Altre mete fresche d’esordio, come Madrid, hanno fatto registrare performance incoraggianti per passare dall’eccezione alla regola. E poi ci sono quei nuovi mercati a cui la NFL guarda con crescente curiosità: il Giappone su tutti, sembra sottolineare il Washington Post.
“Si tratta di piantare il seme giusto per quel che potrebbe realizzarsi in futuro”, insistono i dirigenti del football. “E capire dove possiamo capitalizzare al meglio la passione dei tifosi di tutto il mondo”. A giudicare dalle cifre, le intuizioni geografiche sono corrette e contribuiscono al successo di un movimento intero. Perché non c’è lega sul pianeta grande e ricca come la NFL che cresce al ritmo della NFL: ormai il suo valore complessivo ha superato i 300 miliardi di dollari. E il peso economico medio di una delle sue franchigie è arrivato a sfiorare i 10, con un aumento del 34% dal 2025 al 2026. Merito anche della “brand expansion”, verso mercati inesplorati soltanto fino a pochi anni fa. Ma se il mondo corre, la NFL ancora di più.