La NFL 2026 avrà nove partite all’estero, un record, ma già nel 2027 vuole arrivare a quota dieci

Un'espansione sempre più evidente, verso un processo di rebranding globale che può far crescere ancora di più la lega più facoltosa del mondo.
di Redazione Undici 21 Ottobre 2026 alle 17:58

È una NFL a trazione globale. Ormai presente dal nord al sud del mondo, sfruttando una capacità di intrattenere con pochi pari nel panorama sportivo – numeri alla mano. Per ora il grande football americano conta nove partite al di fuori degli Stati Uniti, già di per sé un primato. Eppure, fanno sapere i vertici della lega, non c’è alcuna intenzione di fermarsi qui: per il 2027 si prevede di salire a quota dieci. “E vogliamo essere sicuri che siano i dieci match giusti, ciascuno di grande impatto, per massimizzare la loro portata nel modo migliore possibile”.

In base all’attuale contratto collettivo, dieci partite è anche il numero massimo che la NFL si può permettere all’estero. Perché a fronte di uno spettacolo garantito e ritorni di pubblico sempre molto soddisfacenti, va anche considerato che per le franchigie e i giocatori coinvolti il prezzo da pagare è una sfida logistica non da poco. Fino all’Australia e ritorno, per esempio – motivo per cui aumentare oltre una certa soglia gli appuntamenti internazionali diventa insostenibile. Anche se gli ultimi aggiunti in agenda rappresentano un incentivo a strutturare ancora di più questa tournée: la partita dei 49ers a Melbourne, all’inizio di questa stagione, è stata un successo. E lo stesso vale per Rio de Janeiro, sperimentata dalla NFL dopo che per due anni di fila si era giocato a San Paolo.

Dunque quali possono essere le future destinazioni? Alcune ormai sono un usato sicuro: Londra e Città del Messico, per esempio, richiamano la NFL come un evento decisamente radicato fra gli appassionati locali, che dopo anni di test sul campo continuano a rispondere sempre più presenti. Altre mete fresche d’esordio, come Madrid, hanno fatto registrare performance incoraggianti per passare dall’eccezione alla regola. E poi ci sono quei nuovi mercati a cui la NFL guarda con crescente curiosità: il Giappone su tutti, sembra sottolineare il Washington Post.

“Si tratta di piantare il seme giusto per quel che potrebbe realizzarsi in futuro”, insistono i dirigenti del football. “E capire dove possiamo capitalizzare al meglio la passione dei tifosi di tutto il mondo”. A giudicare dalle cifre, le intuizioni geografiche sono corrette e contribuiscono al successo di un movimento intero. Perché non c’è lega sul pianeta grande e ricca come la NFL che cresce al ritmo della NFL: ormai il suo valore complessivo ha superato i 300 miliardi di dollari. E il peso economico medio di una delle sue franchigie è arrivato a sfiorare i 10, con un aumento del 34% dal 2025 al 2026. Merito anche della “brand expansion”, verso mercati inesplorati soltanto fino a pochi anni fa. Ma se il mondo corre, la NFL ancora di più.

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