L’ATP 1000 di Shanghai è uno degli eventi sportivi più redditizi della Cina, se non il più redditizio in assoluto, e il merito è del suo modello commerciale

Grandi sponsor e pubblico locale: così l'appuntamento cinese è diventato un volano di sviluppo per il tennis in tutto il Paese.
di Redazione Undici 28 Ottobre 2026 alle 20:29

Un torneo da 75 milioni di dollari e 248mila spettatori, con copertura televisiva in 160 Paesi. L’ATP 1000 di Shanghai magari non rappresenta ancora una delle tappe più ambite del circuito, in termini di prestigio. Ma sul piano della grande eventistica funziona, funziona eccome. Secondo gli organizzatori si tratta addirittura dell’appuntamento sportivo “più proficuo della Cina”. Che racchiude un giro d’affari alimentato principalmente da ingenti sponsorizzazioni e in misura minore – circa il 40% complessivo – da incassi al botteghino e diritti tv. Il resto arriva da merchandising e finanziamenti dell’ATP. A riprova di come la Cina stia diventando una regione in grande ascesa per il tennis globale.

Sono passati quasi trent’anni dal primo torneo disputato nel Paese. L’ATP 1000 di Shanghai invece si tiene annualmente a partire dal 2009, tolte tre edizioni (2020, 2021, 2022) cancellate per la pandemia. “Il mercato attorno a questa competizione sta crescendo, e noi ci stiamo sviluppando sempre di più”, insistono gli addetti ai lavori. Anche se per ora il torneo non ha i contorni dell’appuntamento imperdibile. Quello di quest’anno, conclusosi un paio di settimane fa, ha registrato assenze eccellenti o superstar a mezzo servizio: a contendersi una finale tutta spagnola non c’era infatti Carlos Alcaraz, ma Davidovich Fokina e Rafael Jodar – rispettivamente numero 15 e 11 del ranking ATP.

Eppure la risposta del pubblico si è mantenuta molto alta, contando soprattutto sugli appassionati locali: un terzo degli spettatori era di Shanghai, il 55% arrivava da altre regioni della Cina, poco più di uno su dieci da altri Paesi. L’obiettivo degli organizzatori è portare le presenze al torneo oltre le 400mila in pianta stabile, contando sull’attuale restauro del Qizhong Training Center – la principale sede della competizione. Insomma, si tratta di una vetrina promozionale importante soprattutto per il mercato interno. E per far crescere ulteriormente uno sport che in Cina si sta rivelando sempre più popolare e capace di generare risultati sportivi di rilievo: su tutti, l’oro olimpico a Parigi di Zheng Qinwen, fresca vincitrice del China Open di Pechino 2026 e di un posto fra le migliori otto allo US Open.

Per alimentare questo ciclo positivo conta senz’altro l’entusiasmo alla base del movimento, con sempre più praticanti nella popolazione – ormai 25 milioni. Ma anche un sistema di sponsor piuttosto redditizio, focalizzato sui grandi brand – da Rolex a JP Morgan, passando per Emirates e Heineken – che garantiscono all’ATP 1000 di Shanghai gli introiti commerciali più redditizi di tutto il circuito ATP Tour Masters 1000. La Cina vuole fare sul serio anche qui, evidentemente.

>

Leggi anche