La sperimentazione del fuorigioco “alla Wenger”, in Canada, non è andata bene per niente

Uno dei cambiamenti più attesi degli ultimi anni non sembra aver fatto breccia nei cuori dei dirigenti dell'IFAB.
di Redazione Undici 28 Ottobre 2026 alle 01:12

In Canada, negli ultimi mesi, è stata avviata la sperimentazione del fuorigioco “alla Wenger”, vale a dire la reinterpretazione della regola dell’offside sostenuta dall’ex manager dell’Arsenal. Secondo questa rilettura, un attaccante finisce in fuorigioco quando tutto il suo corpo si trova totalmente al di là del corpo dell’ultimo difendente. E perciò si parla di “luce”, o anche di “daylight offside” in inglese, perché tra i due corpi si viene a determinare proprio una sorta di luce. È una differenza sostanziale rispetto alla regola attuale, secondo cui basta che una qualsiasi “parte utile” dell’attaccante sia oltre il difensore – ovviamente al momento dell’ultimo passaggio – perché venga fischiato il fuorigioco.

Arsène Wenger, che dal 2019 è responsabile dello sviluppo mondiale del calcio della FIFA, ha ideato questo nuovo modo di intendere l’offside e ne ha incentivato la sperimentazione. Solo che le cose sono andate piuttosto male: come rivelato dalla BBC infatti, è difficile che la sperimentazione possa essere estesa, visto che ha raccolto pochi consensi nelle commissioni di valutazione dell’International Football Association Board (IFAB), l’ente che di fatto gestisce, preserva e aggiorna le regole del gioco su scala globale. A pesare sono stati i risultati contrastanti registrati nel corso delle partite di Canadian Premier League. Durante gli incontri delle commissioni tecniche e calcistiche dell’IFAB, composte da ex giocatori, allenatori e arbitri, sono stati presentati i dati stagionali: le infrazioni di fuorigioco sono diminuite del 54%, mentre nelle 112 partite disputate sono stati segnati 13 gol in più rispetto al campione della stagione precedente.

Il nuovo metodo di valutazione ha però prodotto anche un effetto collaterale: nel corso della stagione, le linee difensive si sono abbassate mediamente di tre metri. Con una conseguente riduzione dello spettacolo. L’impatto più evidente si è registrato sui calci piazzati, con le difese costrette ad arretrare per compensare il vantaggio concesso agli attaccanti dalla regola della «luce». In ogni caso, tuttavia, i responsabili delle regole del calcio sembrano intenzionati a evitare ulteriori cambiamenti significativi, a maggior ragione dopo le numerose novità introdotte nell’estate che ha preceduto il Mondiale 2026.

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