Il tecnico che sta sostituendo Kompany sulla panchina del Bayern, Aaron Danks, ha una storia davvero particolare

Ha iniziato ad allenare da adolescente, ha integrato le sue conoscenze con lo studio di altri sport e ha messo a punto un modello unico, tutto basato sulle relazioni con i calciatori.
di Redazione Undici 28 Ottobre 2026 alle 11:36

Per le prossime settimane, in attesa che si riprenda completamente dai suoi problemi di salute, Vincent Kompany non potrà guidare il Bayern Monaco. Il suo posto, per dirigere gli allenamenti e gestire le partite, è stato preso dal vice Aaron Danks, 43enne di Birmingham che ha già lavorato con il tecnico belga ai tempi dell’Anderlecht e che poi è stato nello staff di Dean Smith e Steven Gerrard (all’Aston Villa) e poi di Micheal Carrick (ai tempi del Middlesbrough). Letta così, quella di Danks sembra una traiettoria comune, lineare. Ma in realtà è il frutto di una storia davvero particolare. Intanto perché parliamo di un allenatore di formazione, nel senso che non è mai stato un calciatore, ha sempre lavorato come tecnico: a 15 anni aveva già abbandonato il liceo ed era entrato nello sport di base, nel senso che girava gli istituti scolastici e i campi estivi di Birmingham per guidare delle sessioni con bambini e ragazzi più giovani di lui.

In seguito Danks è entrato nello staff tecnico del Birmingham City, in quello del West Bromwich Albion e infine in quello della FA, la Federcalcio inglese: Dean Ashworth, il creatore del progetto “England DNA”, lo assunse con la qualifica di coach per il possesso palla di tutte le rappresentative giovanili. A quel punto ha iniziato ad ampliare le sue vedute, a integrare le sue conoscenze con lo studio di altri sport. Per esempio il basket NBA: mentre era nei quadri della Federazione, ebbe la possibilità di vivere un’intera giornata di allenamenti con i Golden State Warriors. Queste esperienze gli hanno aperto dei nuovi scenari, gli hanno mostrato come un campione assoluto – nel caso specifico stiamo parlando di Steph Curry – possa essere allenato «al di là della tecnica e della tattica», ed è stato lui stesso a raccontarlo.

Nel 2021, dopo aver avuto un ruolo centrale nella vittoria dell’Inghilterra alla Coppa del Mondo Under 20 del 2017, Danks ha terminato una sorta di “percorso universitario” interno alla Federazione e ha iniziato la sua prima avventura a livello di club – come assistente di Kompany all’Anderlecht. Tutta la sua esperienza precedente, però, ha fatto in modo che il tecnico inglese mettesse a punto un modello molto personale, basato sul rapporto umano e sulla continua stimolazione dei giocatori. In un’intervista rilasciata al sito della Premier League, ha raccontato che «una delle mie preoccupazioni più frequenti riguarda il modo in cui faccio lavorare i calciatori. Spesso mi chiedo: come posso rallentare la sessione per permettere loro di avere successo? C’è un modo per semplificare la pratica in modo che possano comprenderla?’ Come posso poi aumentare di nuovo il ritmo? Come faccio a fare in modo che tutti mi seguano in questi momenti così particolari? Intanto conoscere i ragazzi è fondamentale, così come lo è anche interagire con loro in maniera costante. Allo stesso tempo, però, i giocatori più esperti cercheranno di infrangere le tue regole e di sfidarti in modi diversi, e ovviamente anche la velocità e la fisicità cambieranno. Come allenatore, è tua responsabilità capire di cosa hanno bisogno».

Nel corso della sua carriera, Danks si è imposto come «uno degli allenatori britannici più talentuosi e brillanti». Queste parole sono di Kompany, che come detto l’ha rivoluto nel suo staff tecnico al Bayern. Ma anche ai tempi dell’Aston Villa, quando fu nominato caretaker tra l’esonero di Smith e la nomina di Gerrard, il suo lavoro fu molto apprezzato. Leon Bailey, che poi sarebbe passato anche alla Roma e che attualmente gioca nell’Olympiakos, raccontò che «il suo impatto fu davvero impressionante: in poche ore riuscì a prendersi la responsabilità di guidare la squadra, e fu estremamente chiaro nel trasmetterci cosa avrebbe voluto vedere in campo».

Nel Bayern, per altro, a Danks è stato affidato un compito molto importante: la custodia della mascotte della squadra, ovvero il famoso cacatua di porcellana che accompagna i giocatori e tutto lo staff tecnico quando c’è da festeggiare un titolo – ed è una cosa che al Bayern succede molto spesso. Danks, come detto, ora dovrà sostituire Kompany per il periodo in cui il tecnico belga sarà assente per riposare e recuperare. Era già successo nella scorsa stagione, a causa di una squalifica e in occasione di una partita discretamente importante, ovvero la semifinale di ritorno di Champions League contro il PSG, e adesso la situazione si ripeterà. Ma è chiaro ed evidente che si tratta di un professionista e di una persona che gode della fiducia di tutti, dall’alto di un curriculum e di una storia davvero importante, davvero unica.

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