Alexandre Pato ha detto che ha deciso di investire nel Northampton perché ci giocava alla PlayStation, e anche perché è rimasto affascinato dal progetto del Wrexham

Nel progetto dell’ex attaccante del Milan, volto di riferimento della cordata che ha acquistato il club, c’è la scalata verso la Premier League.
di Redazione Undici 29 Ottobre 2026 alle 17:53

A 11 anni Alexandre Pato rischiò di perdere un braccio a causa di un tumore particolarmente aggressivo. A 17 era già esploso con la maglia dell’Internacional nonché una delle promesse più luminose del calcio brasiliano, e infatti il Milan investì 24 milioni di euro per portarlo in Italia. In seguito gli infortuni ne hanno frenato la carriera, ma Pato ha comunque lasciato il segno in Brasile, Europa e Stati Uniti: dopo il Milan, ha giocato. con Corinthians, Villarreal, Chelsea, Tianjin Tianhai e Orlando City, oltre a tre parentesi al San Paolo, per un totale di 188 gol complessivi in carriera. Con la Nazionale brasiliana ha collezionato 27 presenze e 10 reti, conquistando anche due medaglie olimpiche, il bronzo a Pechino 2008 e l’argento a Londra 2012. Oggi quel ragazzo ha 37 anni ed è pronto a cominciare una nuova avventura: portare il Northampton Town, club inglese di League Two, verso un grande futuro. E il bello è che questa nuova ambizione è nata nel modo più romantico possibile, per chi come lui è nato tra gli anni Ottanta e Novanta: grazie a un amore nato durante lunghe sessioni di gioco alla PlayStation.

Oggi il Northampton milita nella quarta serie inglese, ed è stata acquistata a fine settembre dal gruppo Sports Alpha Capital, del quale Pato è il volto più riconoscibile. I tifosi, quando è apparso a seguito della squadra, lo hanno accolto con maglie gialloverdi e cori in suo onore. Proprio in occasione dell’ultimo viaggio in Inghilterra, parlando con ESPN, Pato ha raccontato di come si è innamorato di quello che sarebbe diventato il suo club: «Quando ero più giovane giocavo con il Northampton ai videogiochi. Adesso sono qui davvero. Giocando alla PlayStation potevi scegliere una squadra tra tante, ma io sceglievo il Northampton perché mi piaceva lo stemma: è bellissimo. Giocarci non era facile, e adesso tutto questo è reale. Abbiamo il club, i giocatori e l’opportunità di far crescere il Northampton e scrivere la storia. Vediamo cosa possiamo fare per la squadra, la città e la comunità. Avere questo club è speciale per noi».

La storia del Northampton, del resto, ha già conosciuto imprese fuori dall’ordinario. Negli anni Sessanta, sotto la guida di Dave Bowen, la squadra riuscì a passare dalla quarta divisione alla massima serie in appena cinque stagioni, affrontando avversarie del calibro di Liverpool e Manchester United. La discesa fu altrettanto rapida: nel 1970 il club era nuovamente all’ultimo livello del calcio professionistico inglese, completando in meno di dieci anni un percorso attraverso tutte e quattro le divisioni che resta unico nella storia del campionato.

Il nuovo progetto arriva dopo la retrocessione dalla League One e in un momento economicamente delicato. L’acquisizione, però, ha già permesso al Northampton di ridurre l’esposizione debitoria, una condizione tutt’altro che comune nel calcio inglese. La squadra è partita lentamente in campionato, al momento è è 19esima con 13 punti raccolti in undici partite, ma le ambizioni della nuova proprietà vanno oltre i risultati immediati. A ispirare gli investitori è stata soprattutto la storia del Wrexham, protagonista di una scalata dalla dimensione semiprofessionistica alla Championship dopo l’acquisizione da parte degli attori Ryan Reynolds e Rob Mac. A raccontarlo è João Xavier, 31 anni, avvocato brasiliano specializzato in diritto societario e investitore nel venture capital e nel private equity, che ha fondato Sports Alpha Capital insieme a Tim Chamberlain e Pedro Piquet con l’obiettivo specifico di acquistare una società calcistica: «Welcome to Wrexham è stato ciò che mi ha spinto a prendere in considerazione l’acquisto di un club», ha spiegato Xavier. La serie gli ha fatto comprendere quanto una squadra possa rappresentare per la propria comunità, ma non si tratta di replicare il modello gallese: «Guardandola non avevo idea del potere e del significato che un club può avere per le persone. È stata una fonte d’ispirazione, ma non siamo neanche vicini a quella realtà. Non possiamo copiarli».

Pato condivide questa visione: «Amo quello che il Wrexham ha fatto per la sua comunità. Hanno svolto un lavoro molto bello. Noi però siamo diversi e crediamo di poter realizzare qualcosa di speciale a Northampton. Loro hanno il loro modello, noi avremo il nostro». Una parte importante del progetto riguarda il collegamento con il Brasile, un Paese da oltre 200 milioni di abitanti nel quale il calcio inglese esercita un fascino particolare. L’ex attaccante sta già contribuendo ad aumentare l’attenzione intorno al club sui social network e in patria. Pur vivendo ancora in Brasile, è già andato diverse volte in Inghilterra, e in quelle occasioni ha incontrato tifosi, dipendenti e calciatori e concedendosi a centinaia di fotografie. Durante l’ultima gara era presente anche un influencer brasiliano, impegnato a trasmettere la propria esperienza. «La prima volta che sono venuto qui abbiamo sentito musica brasiliana allo stadio. Adesso ci sono persone con maglie e sciarpe del Brasile sugli spalti. Vogliamo collegare il club ai brasiliani. Ci sono tantissime opportunità», ha raccontato Pato.

Si parla di accordi televisivi, di un documentario in stile Netflix e persino della possibilità di portare tifosi brasiliani a seguire le partite a Northampton. Un’altra prospettiva riguarda l’arrivo di calciatori brasiliani: «Non è una promessa, ma sarebbe stupido non valutare l’ipotesi di ingaggiare giocatori dal Brasile», ha ammesso Xavier, consapevole dei vincoli regolamentari che accompagnano i trasferimenti internazionali.  La nuova proprietà vuole aumentare le entrate sfruttando meglio le potenzialità commerciali del club e dello stadio, che ospita 23 partite di campionato in casa ogni stagione. «Possiamo portare più ricavi. Qui abbiamo 23 gare di campionato, ma cosa facciamo durante il resto dell’anno? Ci stiamo lavorando. Ci sono opportunità immediate che possiamo cogliere», ha spiegato Xavier.

Pato sa che la strada sarà complicata. Ha già ricevuto gli avvertimenti di alcuni ex compagni: durante una visita a Milano, poche settimane fa, gli hanno ricordato quanto sia difficile emergere nelle categorie inferiori inglesi. «È una sfida», ha detto l’ex attaccante «ma credo nel nostro club, nel nostro gruppo e in tutte le persone che lavorano qui. Questo è soltanto l’inizio». Il Northampton sogna di ripetere la scalata degli anni Sessanta o di seguire le orme del Wrexham. E il suo nuovo investitore sembra già portare fortuna: nel 2026 i Cobblers hanno vinto tre partite, due delle quali con Pato presente sugli spalti.

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