Ricomincia Codice Rosso su Sky

Lo stato del calcio raccontato da Gianluca Vialli e molti altri protagonisti. Prima puntata: i big data nell'analisi del gioco.
di Francesco Paolo Giordano 20 Aprile 2015 alle 17:31

Da domani sera su Sky Sport scatta la seconda stagione di Codice Rosso – Lo stato del calcio. Quattro puntate per raccontare le condizioni in cui versa il calcio italiano, riannodando il filo con lo straordinario successo ottenuto la scorsa stagione, che raccolse un seguito di tre milioni di spettatori medi. Voce narrante del programma, ideato da Fabio Caressa, sarà ancora Gianluca Vialli. Un modo per percorrere la realtà dello sport più amato della penisola e andare a fondo in questioni delicate e meno chiacchierate, in un momento in cui il nostro calcio è ritornato a competere ad alti livelli in Europa con tre squadre fra semifinali di Champions League ed Europa League. Undici si impegnerà a innestarsi sul racconto di Codice Rosso per offrire ai suoi lettori contenuti originali e approfonditi. Il primo episodio, in onda domani alle 23:30 su Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD, sarà dedicato ai Big Data: il calcio filtrato attraverso i numeri. Se le immagini esaltano la bellezza del gioco, i numeri le spiegano: sono il lasciapassare per osservare il calcio da una prospettiva privilegiata e innovativa. Tanto da essere entrati di prepotenza anche nel lavoro quotidiano degli allenatori di Serie A: una componente fondamentale anche per gli allenatori al momento dello sviluppo dell’idea di gioco.

BACKSTAGE 2

Gianluca Vialli in una foto di backstage del programma

Sky Sport ha intervistato il tecnico dell’Empoli Maurizio Sarri: «Da anni raccolgo i numeri delle mie squadre, sono anche stato iscritto a Statistica all’Università. I dati di squadra sui quali mi cade subito l’occhio sono quelli del baricentro e della linea di pressing. Dei difensori guardo quante volte hanno innescato il nostro regista, dei centrocampisti il rapporto tra palle perse e palle verticalizzate. Gli attaccanti sono un mondo a parte, loro bisogna lasciarli liberi come un bambino». Che è poi quanto sostiene con estrema naturalezza Mauro Icardi, attaccante dell’Inter: «Noi giochiamo solo d’istinto». I numeri permettono anche di organizzare al meglio la preparazione fisica degli atleti: «Mister Conte utilizza il gps per monitorare costantemente il lavoro dei giocatori» spiega il match analyst della Nazionale Antonio Gagliardi. «In allenamento riesce a far rispettare soglie prestabilite di accelerazioni e chilometri percorsi per tenere un’intensità programmata molto alta. Poi in partita i risultati si vedono perché le sue squadre giocano a ritmi vertiginosi».

I prossimi appuntamenti andranno in onda nei tre sabati successivi. Il 2 maggio si parlerà della questione sport e immigrazione, dell’inserimento nelle rispettive realtà sportive dei calciatori italiani di origine straniera. Il 9 maggio sarà la volta dell’analisi del calciatore come modello di vita e di comportamento per i giovani. L’ultima puntata andrà in onda il 16 maggio e si concentrerà sul tema dell’omosessualità nel calcio. Tra le voci che interverranno, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, l’attaccante della Sampdoria Stefano Okaka, l’ex difensore francese Lilian Thuram, oggi ambasciatore Unicef.

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