Condannato dai numeri

I numeri condannano Rafa Benítez e spiegano perché il rapporto con il Real non sia mai decollato del tutto.
di Redazione Undici 05 Gennaio 2016 alle 13:31

Rafa Benítez ha detto addio al Real Madrid. La fine di una storia che è sempre stata sul punto di scoppiare. L’avventura del tecnico madrileno si è conclusa in concomitanza con una delle peggiori stagioni di sempre per quanto riguarda i blancos. Il pareggio di Valencia ha portato alla frattura definitiva tra tecnico e dirigenza.

Maggior numero di reti subite (18) tra le squadre di testa – l’Atletico di Simeone, miglior difesa sino ad ora, ne ha subite appena 8 –, 37 punti in 18 gare, e una proiezione che, potenzialmente, avrebbe visto il Real chiudere al di sotto della soglia di 80 punti. Il tutto nonostante la squadra non abbia perso la scia del Barcellona (2 punti la distanza, che potrebbe allungarsi a 5 nel caso la squadra di Luis Enrique vincesse con lo Sporting nel recupero del match saltato a causa del Mondiale per Club).
Il confronto si fa impietoso se si confrontano i numeri di Benítez con quelli di Carlo Ancelotti. La stagione passata il Real era in testa alla Liga con 42 punti, seguito da Barça e Atlético rispettivamente a 41 e 38. Anche nella stagione 2013/14 il Real aveva fatto meglio: 44 punti con lo stesso numero di partite.

José Mourinho, invece, batte Benítez in due delle tre stagioni al comando dei madridisti. Nel 2010/11 Mou era secondo con 47 punti. L’anno successivo (2011/12) il tecnico portoghese si trovava, a questo punto della stagione, in testa alla Liga con 43 lunghezze. Soltanto nell’ultima temporada al Real Mou aveva fatto peggio: 36 punti contro i 37 di Benítez.
Sull’esonero del tecnico hanno influito ulteriormente gli scarsi risultati negli scontri diretti: sconfitte con Barcellona, Sivilla e Villareal, pareggi contro Atlético Madrid e Valencia. Tra le squadre coinvolte nella lotta per l’Europa la squadra di Benítez è riuscita a battere soltanto Celta Vigo e Athletic Bilbao.

>

Leggi anche

Calcio
Adama Traoré ha scelto di andare al West Ham anche perché si è innamorato del club dopo aver visto un film (che molto probabilmente è Hooligans – Green Street)
Anche per i calciatori più affermati, è difficile restare indifferenti al fascino adrenalinico di "I'm forever blowing bubbles".
di Redazione Undici
Calcio
Al Manchester City spendono tantissimo sul mercato, è vero, ma sono anche dei maestri nell’arte della plusvalenza
E così facendo, quando si presenta l'occasione giusta, i Citizens hanno il coraggio di vendere anche le giovani promesse. In controtendenza rispetto al resto del calcio.
di Redazione Undici
Calcio
Il Wrexham è ancora in Championship, ma ha un’immagine e un valore commerciale vicino a quello dei grandi club
Il modello imposto dalla proprietà di Ryan Reynolds e Rob McElhenney, due attori di Hollywood, ha cambiato per sempre la storia della squadra gallese.
di Redazione Undici
Calcio
Luciano Spalletti è entrato nella testa dei giocatori, ci ha messo le sue idee e così ha rivitalizzato la Juventus
Il tecnico bianconero è sempre stato bravo a rivoltare le sue squadre, a farle diventare efficaci, coraggiose, leggere. Ora lo sta facendo anche a Torino, alla guida di un gruppo che ha recepito i suoi concetti in poco tempo.
di Michele Cecere