Il migliore degli ultimi vent’anni

A poche ore dall'inizio di Portogallo-Islanda un estratto della nostra intervista a Cristiano Ronaldo, il calciatore più influente della sua era.
di Redazione Undici 14 Giugno 2016 alle 17:43

Sul numero 10 di Undici, in edicola da pochi giorni, abbiamo intervistato Cristiano Ronaldo. Abbiamo scoperto un giocatore sì ambizioso, sì cosciente della propria forza, come viene dipinto quotidianamente, ma anche una persona sensibile e attenta su quello che accade attorno a lui.

«Nella mia testa penso di essere il miglior calciatore degli ultimi vent’anni», ha detto. È una convinzione, non una sparata mediatica né un indice di arroganza. Piuttosto è un modo di pensare che accompagna il portoghese giorno per giorno, nell’impegno quotidiano: «Abbiamo bisogno di pensare positivo: non è soltanto un’opinione, è un modo per affrontare la vita. Credo che i migliori influenzino sempre il proprio sport, quindi credo di aver avuto un certo impatto. Non posso ancora dire in che misura, questo potrà dirlo soltanto il tempo, ma se puoi correre rapidamente, saltare più in alto degli altri, essere forte e agile al tempo stesso, puoi fare in modo che il tuo talento sia ancora più efficace».

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Il suo Portogallo debutta nell’Europeo contro l’Islanda: una partita per iniziare nel migliore dei modi il torneo, ma anche per cancellare immediatamente la brutta prova  nel Mondiale di due anni fa. Cristiano Ronaldo ha debuttato con il Portogallo nel 2003: era una Nazionale che includeva anche Figo, Rui Costa, Deco. Oggi il giocatore più forte e rappresentativo del Paese è lui. Ha detto: «Amo la mia terra e sono fiero di poterla rappresentare ai massimi livelli per molti anni ancora. Dopo l’Europeo 2004 mi sono sentito responsabile dell’eredità di una grande generazione. Conosco un sacco di ragazzi e ragazze che vedono me, oggi, come un’ispirazione».

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Quell’Europeo del 2004, che il Portogallo giocava in casa, finì male. Da allora, però, Ronaldo ha sempre impresso il suo marchio nella storia della competizione: due reti nel 2004, una nel 2008, tre nel 2012. Dovesse segnare anche in Francia, sarebbe il primo a segnare in quattro diversi Europei. Nel frattempo, Ronaldo si è evoluto: è passato dall’essere un giocatore funambolico, bello da vedere, a un giocatore concreto, bello da avere. Nell’endemica mancanza di punte, il Portogallo ha trovato in Ronaldo – 51 reti segnate nell’ultima stagione madridista – la sua macchina da gol: «Segna tanto adesso, e speriamo che questo suo istinto venga a galla da subito», ha detto João Moutinho.

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