Gestire la maglia

Siamo stati per una giornata con i magazzinieri della Nazionale. Sono i gestori di una complicata logistica che ha sede a Roma, stadio Olimpico.
di Redazione Undici 14 Dicembre 2016 alle 12:59

50% La percentuale del valore dei kit (maglie e dei pantaloncini) della Nazionale all’interno del merchandising azzurro nel mondo
Sono in tre: Giuseppe Russo, Angelo Lucantoni e Federico Attenni. Giuseppe è il più esperto e anziano, è nato nel 1956, e Federico è il più giovane: ha 25 anni. Stanno organizzando la merce – calzettoni, pantaloncini, magliette, giacche, bottigliette di acqua – sugli scaffali di Milanello, per il primo allenamento della Nazionale dopo la vittoria di Vaduz contro il Liechtenstein. Gli spogliatoi sono lì a fianco. Tra poche ore l’Italia giocherà a San Siro contro la Germania, in amichevole. È appena iniziata la giornata, Federico esce e rientra, dice che «il furgone sta arrivando, ha appena passato la dogana». Ci sarà altra merce, probabilmente le divise da gioco. Dietro al campo, in una squadra di calcio, si nasconde un’enorme macchina logistica. I magazzinieri, di questa macchina, sono il motore nascosto. Viaggiano sempre con la squadra, con i loro furgoni, e sempre da Roma: se la casa calcistica della Nazionale è a Coverciano, a pochi chilometri da Firenze, dove riposano le divise da gara (e non) è a Roma, nel magazzino dello stadio Olimpico.

22% La percentuale di kit dell’Italia venduti negli Stati Uniti. È il Paese in cui se ne vendono in numero maggiore, anche più dell’Italia

Giuseppe, che gli altri chiamano Pino, lavora in Federazione da 26 anni. È stato assunto al Coni, dopodiché ha fatto il magazziniere, l’autista del presidente, di nuovo il magazziniere. Non sempre della Nazionale maggiore, però: di Mondiali, ad esempio, ha fatto soltanto quello statunitense del 1994. Ha lavorato molto invece per gli azzurri olimpici, seguendoli in tre manifestazioni: A Sydney, ad Atene e a Pechino. «Divertentissime le Olimpiadi, molto più dei Mondiali», dice. Segue la Nazionale di Conte prima e Ventura poi da un anno e mezzo.

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57% la percentuale di kit in relazione al totale del materiale venduto sul mercato italiano

Il loro è un lavoro meticoloso, umano, e importantissimo. Mentre Pino sta ancora ripiegando e disponendo felpe e pantaloni, Angelo esce di corsa inseguendo Davide Zappacosta: «Zappa! Quella me la devi ridare». Sempre Pino racconta con orgoglio delle avventure e dei successi passati, e ne parla come se fossero suoi, perché effettivamente sono dell’Italia, della squadra italiana, e lui ne fa parte. Dice: «Ho lavorato per molti anni nell’Under 21. Ho vinto due Europei, e ho preso il bronzo ad Atene».

Federico è giovanissimo, atletico, e corre dal magazzino al campo di allenamento come uno di quelli che su quel campo stanno giocando. Ha l’accento forte di Roma, e quando gli chiediamo se si diverta, dice chiaro: «Moltissimo, per quanto mi piace questo sarebbe il lavoro della vita mia». Poco più tardi Angelo, con una battuta, dipingerà un quadro breve e preciso dell’essere magazzinieri della Nazionale. È quando il fotografo gli chiede, per uno scatto posato, di mettere le mani in tasca. Lui risponde: «Come? Un magazziniere con le mani in tasca non ci sta mai».

Squadra Italia #EnergiaPerLaNazionale è un progetto di Undici in collaborazione con Eni. Il primo numero dell’inserto è uscito sul numero 13 di Undici a dicembre 2016
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