Calcio

La circolarità di Amsterdam

La forma dell'Amsterdam calcistica è circolare, come un pallone: una città da 40 titoli nazionali e 11 internazionali.

About 50.000 Ajax Amsterdam's fans celebrate their team's victory in the Dutch league title, at the Ajax Arena Park in Amsterdam on May 3, 2012. AFP PHOTO / ANP / OLAF KRAAK ***NETHERLANDS OUT*** (Photo credit should read OLAF KRAAK/AFP/GettyImages)

Prendete una cartina di Amsterdam e un compasso, quindi tracciate un ampio cerchio ponendo la punta nel cuore della città, il Grachtengordel, il quartiere dei canali con le sue abitazioni alte e strette, perché nella capitale olandese in passato le case venivano tassate in relazione e in proporzione alla larghezza della facciata. La forma dell’Amsterdam calcistica è circolare, proprio come un pallone: una città da 40 titoli nazionali (suddivisi tra 4 squadre) e 11 internazionali (tutti griffati Ajax) che respira calcio a ogni latitudine. Al centro, non solo metaforico, c’è ovviamente l’Ajax, fondato in un vecchio café sulla Kalverstraat, la via pedonale oggi consacrata allo shopping. Il proprio mito però gli ajacidi lo hanno costruito a est, nel quartiere Watergraafsmeer, dove sorgeva lo stadio De Meer. Una sola strada, la Middenweg, separava l’impianto dal Betondorp, il “villaggio di cemento” dove viveva il piccolo Johan Cruijff.

Amsterdam, Bicycle City

Poco lontano un insegnante alla J.C. Ammanschool si dilettava per hobby ad allenare una squadra locale, il Jos. Il suo nome era Rinus Michels e di strada ne avrebbe fatta parecchia. Nel 2014 in coppa d’Olanda si sono affrontati Jos/Watergraafsmeer e Ajax all’Olympisch Stadion, per un derby dalla suggestioni vintage immense. Il futuro dell’Ajax si trova a sud, tra il centro sportivo De Toekomst (in olandese, appunto, futuro), sede del vivaio, e l’Amsterdam ArenA, sita nel quartiere di Bijlmermeer, esperimento funzionalista sviluppato negli anni ’60 e ’70 con risultati inferiori alle aspettative, specialmente sotto il pro lo sociale.

Il De Toekomst sorge nei pressi dell’Olympisch Stadion, impianto che per dieci anni è stato la casa del Fc Amsterdam, la vera squadra degli alternativi della città. L’icona era un tabaccaio part-time con simpatie anarchiche, Jan Jongbloed, che disputò quasi per caso due Mondiali; la madrina una fotomodella, Phil Bloom, apparsa nuda in tv; il logo societario una statua, l’Het Liverdje, divenuta il simbolo della controcultura hippy-ecologista olandese sessantottina. L’Fc Amsterdam fondeva tre squadre storiche della capitale, Blauw-Wit e DWS, entrambi originarie dei quartieri occidentali, dove si trova anche Balboaplein, la culla calcistica “surinamese” di Gullit, Rijkaard, Davids e Seedorf; e il De Volewickers che invece proveniva da nord, oltre il bacino dell’IJ, dove si verificò il primo episodio di rivolta popolare contro le persecuzioni antiebraiche nell’Europa nazifascista degli anni ’40.

Amsterdam Arena

Uno dei ribelli era anche il capitano dei De Volewickers, squadre legata agli ambienti della resistenza che nel ’44 arrivò a vincere il titolo nazionale. Chiuso il cerchio si torna in centro scendendo fino a Museumplein, la piazza-parco che unisce i tesori artistici di Amsterdam – da Van Gogh all’arte classica del Rijks a quella moderna dello Stedelijk – e che nel ’95 la municipalità concesse all’Ajax di Van Gaal per festeggiare la doppietta, ormai irripetibile, Champions- Intercontinentale, attirando oltre 120mila persone.

AMSTERDAM ARENA

Inaugurato il 14 agosto 1996, l’impianto fu progettato dall’architetto Rob Schuurman, ispiratosi a un disco volante. Rappresenta uno dei rari casi di costruzione imponente completata nei costi previsti dal preventivo iniziale. Nel 2005 l’Ajax tentò invano di convincere il CdA dello stadio a intitolarlo a Rinus Michels.

AFC Ajax v FC Barcelona - UEFA Champions League

MIDDENSTIP

Park de Meer è un quartiere residenziale composto da 900 appartamenti costruito sul terreno dell’ex Stadion de Meer. Tra sculture in ceramica e nomi di ponti che richiamano l’Ajax, c’è una piazza con al centro una sfera tronca dalla quale si irradiano cerchi concentrici, a rappresentare un simbolico cerchio di centrocampo (quello vero era più a ovest). La circolarità che torna.

LEIDSEPLEIN

Quella che una volta rappresentava la principale via di accesso da sud (dalla città di Leiden, da qui il nome) è oggi il regno del divertimento notturno. Rappresenta il lato più mondano, turistico e caotico di Amsterdam. Quando c’è da festeggiare, i tifosi dell’Ajax sono tutti qui.

HET ORANJE VOETBAL MUSEUM

Sito all’incrocio tra la via dello shopping, Kalver-straat, e Muntplein (che in realtà non è una piazza ma un gigantesco ponte), il museo costituisce un’immersione totale nel mondo oranje. Quattro piani di cimeli, filmati, trofei, foto, pannelli interattivi. Ingresso 5 euro, aperto solo sabato e domenica, massimo 30 visitatori contemporaneamente.

Ajax Amsterdam's players celebrate after

HET LIEVERDJE STATUE

Luogo di ritrovo degli alternativi olandesi negli anni ’60, questa statua di bronzo è un omaggio ai ragazzi di strada di Amsterdam, monelli dal cuore d’oro. Dal 2006 è anche un premio Lgbt assegnato dal partito GroenLinks.

BELLE SEX WORKER
Davanti alla Oude Kerk, la più antica chiesa cittadina, nonché l’edificio più vecchio di tutta Amsterdam (risale al 1250 circa), si trova la statua in bronzo di Belle, omaggio al mestiere più antico del mondo che invita a “rispettare le lavoratrici del sesso”. Un’immagine che racchiude in sé tutta Amsterdam, città contraddittoria ma non ipocrita.

STOPERA

Imponente complesso che comprende il Teatro dell’Opera, affacciato sull’Amstel, e il municipio, rivolto verso Waterlooplein, la piazza del notissimo mercato delle pulci, nonché punto di arrivo dei cortei di festeggiamento dei successi dell’Ajax. Molto criticata a livello estetico, tanto che un critico la definì “affascinante quanto una sedia dell’Ikea”, la Stopera è uno dei principali centri culturali e politici della città.

NETHERLANDS-LUXURY-HOTEL

OLYMPISCH STADION

Costruito per le Olimpiadi del 1928, fino all’89 è stato la casa dell’Olanda e fino al ’96 dell’Ajax (per le partite europee). Nel ’98 una grande mobilitazione popolare – promossa dal boss della Heineken attraverso una raccolta fondi – ne impedì la demolizione, prevista per fronteggiare la carenza di abitazioni in città.

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