Il miracolo Islanda, sei mesi dopo

Dopo il grande Europeo con la Nazionale arrivata ai quarti di finale, che ne è stato delle carriere dei giocatori islandesi?
di Redazione Undici 19 Gennaio 2017 alle 12:51

Gli Europei del 2016 verranno ricordati anche per la sorprendente Nazionale islandese, alla prima esperienza nella sua storia in una grande competizione. La rappresentativa del piccolo Paese nordico è arrivata sino ai quarti di finale, dopo aver chiuso al primo posto insieme all’Ungheria nello stesso girone dei campioni del Portogallo e dopo aver eliminato l’Inghilterra negli ottavi di finale. Per i giocatori islandesi, la maggior parte di loro ai margini del grande calcio, una grande occasione di mettersi in vetrina e attirare l’interesse di club con maggior appeal.

Nella lista dei 23 convocati per l’Europeo, appena quattro giocavano in uno dei top 5 campionati d’Europa: Gylfi Sigurðsson nello Swansea, Emil Hallfreðsson nell’Udinese, Kolbeinn Sigþórsson nel Nantes e Alfreð Finnbogason nell’Augsburg. La maggior parte degli islandesi era tesserata per squadre scandinave, svedesi e norvegesi soprattutto. Dopo l’Europeo, i cambi di maglia non sono stati pochi, ma generalmente senza un grande salto di qualità. L’unico che ha fatto un sensibile passo in avanti in carriera è stato Guðmundsson, che dalla seconda divisione inglese con il Charlton è passato al Burnley in Premier: è un’ala di 26 anni che in stagione ha segnato un gol contro il Crystal Palace.

L’Europeo dell’Islanda, in breve

Salto di qualità doveva essere anche per Kolbeinn Sigþórsson, che si era messo in luce all’Europeo con due reti (una all’Inghilterra, una alla Francia). Sigþórsson giocava al Nantes, in Ligue 1, senza un grande score per un attaccante (tre reti nella scorsa stagione). Il suo Europeo però ha convinto il Galatasaray a prelevarlo, ma in Turchia il nazionale islandese non ha mai trovato spazio, così di recente è tornato al Nantes. Meglio è andata a Traustason, passato dagli svedesi del Norrköping al Rapid Vienna, a Ragnar Sigurðsson, dal Krasnodar al Fulham, a Böðvarsson, dal Kaiserslautern al Wolverhampton (pur se in seconda serie), a Skúlason, dall’Odense al Lokeren.

I giocatori di maggior spicco, Birkir Bjarnason e Gylfi Sigurðsson, non hanno cambiato squadra, restando rispettivamente con Basilea e Swansea, così come Sævarsson è rimasto all’Hammarby, Arnason al Malmoe, Gunnarsson al Cardiff, Hauksson all’Aik Solna. Il portiere Halldórsson, protagonista di un grande torneo in Francia, è stato lasciato libero dagli olandesi del Nec, che l’anno scorso lo avevano prestato in Norvegia al Bodø/Glimt, e si è accasato in Danimarca al Randers.

 

>

Leggi anche

Calcio
Il ritorno del Paris FC in Ligue 1 sta andando molto peggio del previsto, anche perché la partnership con Red Bull non ha inciso granché
Anche una delle squadre più ricche del mondo può fare un po' di fatica.
di Redazione Undici
Calcio
Per anni il Barcellona ha impedito agli abbonati di rivendere i loro posti allo stadio, ma adesso non potrà più farlo
La Corte Suprema spagnola ha rovesciato un vecchio provvedimento del club blaugrana, e al club blaugrana non piacerà affatto.
di Redazione Undici
Calcio
In Messico, a tre mesi dai Mondiali, sono stati costretti a rinviare diverse partite di calcio a causa delle violenze scoppiate nel Paese
Così l'uccisione di un signore della droga ha messo sottosopra ogni cosa, anche lo sport.
di Redazione Undici
Calcio
Luis Díaz del Bayen Monaco ha l’obbligo contrattuale di imparare il tedesco, altrimenti dovrà pagare delle multe molto elevate
L'attaccante colombiano, così come gli altri stranieri del club bavarese, deve imparare la lingua. Anche perché, in caso di mancato studio e/o di miglioramenti a rilento, potrebbe pagare una cifra di 50mila euro.
di Redazione Undici