Jaap Stam è il tecnico rivelazione in Inghilterra

Sta facendo molto bene con il Reading, che ora insegue la promozione in Premier, grazie a un approccio che mescola più stili di gioco.
di Redazione Undici 10 Febbraio 2017 alle 14:14

Un diciannovesimo e un diciassettesimo posto nelle ultime due stagioni. Il Reading cominciava la sua quarta stagione di fila in Championship con queste premesse: ridotte ambizioni di classifica e un progetto volto soprattutto alla valorizzazione dei giovani. Sei mesi dopo, il quadro è drasticamente diverso: il Reading è terzo, a cinque punti dalle posizioni che assicurano la promozione diretta. Il merito è soprattutto di Jaap Stam: arrivato in estate, il tecnico olandese è stato premiato come miglior allenatore di gennaio in Championship, grazie a quattro vittorie su sei partite nel primo mese dell’anno (battute Bristol City, Fulham, Cardiff e Birmingham).

Stam, alla prima esperienza da tecnico al di fuori dall’Olanda, è stato scelto per la sua capacità di lavorare con i giovani. Così diceva a inizio stagione: «Il settore giovanile, per un club come il Reading, è molto importante, perché non abbiamo le stesse risorse delle grandi società, come il Newcastle, per comprare giocatori e vincere il campionato. Dobbiamo essere onesti, sarà dura arrivare tra le prime dieci. Vogliamo portare in prima squadra i giocatori delle giovanili, sperando di divertirci». L’ex difensore di Lazio e Milan ha allenato nelle ultime due stagioni la squadra riserve dell’Ajax, che partecipa al campionato di seconda divisione olandese. Con ottimi risultati: due piazzamenti a metà classifica, l’ultima stagione chiusa a 50 punti, che sarebbero valsi l’accesso ai playoff promozione – per quanto lo Jong Ajax non possa parteciparvi in qualità di squadra giovanile. Ancora prima, Stam aveva lavorato nello staff tecnico della prima squadra dei lancieri, con Frank de Boer, e come allenatore a interim – poi vice – dello Zwolle.

La vittoria per 1-0 sul Fulham, a fine gennaio

La stagione è iniziata con una vittoria interna contro il Preston per 1-0, segnale del disegno che Stam aveva in mente: una squadra compatta, cinica, che concede poco. Al punto che, nonostante i risultati positivi, molti tifosi hanno espresso il loro disaccordo: nella vittoria contro l’Ipswich, a settembre, parte del pubblico del Reading aveva fischiato la continua ricerca da parte della squadra del passaggio all’indietro. Dopo quell’episodio, Stam aveva mandato un messaggio ai tifosi: «In un certo senso, posso capirli. Ma devono accettare che questo sarà il nostro modo di giocare». L’evitare di prendersi rischi, però, non coincide con la volontà di non produrre gioco. Il Reading è la squadra con la percentuale di possesso palla più alta in campionato (58,4%) e con la seconda percentuale di passaggi riusciti (81,5%, dietro al Fulham). Martin Allen, ex calciatore e tecnico inglese, ha detto che il Reading è addirittura «la cosa vista che più si avvicina a Barcellona e Manchester City». Dal 4-3-3 delle prime uscite, Stam ha virato nelle ultime partite a una difesa a tre, rimpolpando il centrocampo.

Per Stam, l’iniziativa del gioco deve essere in mano alla propria squadra il più possibile, anche se poi essa si traduce più nella capacità di tenere l’avversario lontano dalla propria area (il Reading è terzo tra le formazioni che concedono meno tiri a partita) che in quella di creare pericoli (addirittura sedicesimo nelle conclusioni per match). È quindi una sintesi riuscita tra la tradizione olandese di manovrare e tenere il pallino del gioco e una filosofia difensiva. Quando i tifosi del Leeds hanno cantato «Boring, boring Reading», Stam si è limitato a dire: «Se questo per loro è noioso, penso che dovrebbero dare un’occhiata a come gioca la loro squadra». L’impermeabilità della retroguardia ha permesso al Reading di scalare la classifica soprattutto tra ottobre e novembre, quando ha vinto cinque partite di fila: in queste gare, la squadra di Stam ha concesso appena un gol. Da dicembre a oggi, il Reading ha perso solo quattro match e pareggiato uno: nelle ultime undici uscite, sono arrivate sette vittorie. I capocannonieri della squadra sono Garath McCleary e Yann Kermorgant, entrambi a quota otto centri.

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici