Come Song 2 dei Blur è diventato un inno sportivo

di Redazione Undici 10 Aprile 2017 alle 12:20

I got my head checked
By a jumbo jet
It wasn’t easy
But nothing is
No

Woo-hoo
When I feel heavy-metal
And I’m pins and I’m needles
Well, I lie and I’m easy
All the time but I am never sure
Why I need you
Pleased to meet you

È il 7 aprile del 1997 quando Food Records e Virgin pubblicano “Song 2”, il secondo singolo dei Blur tratto dall’album omonimo. Il primo era stato Beetlebum, una ballad sgangherata e leggera. Ma quando arriva “Song 2” colpisce le radio e non solo. Secondo Pete Soto, direttore di CanesVision, il canale d’intrattenimento dei Carolina Hurricanes: «La canzone promuove gioia. Nessuno che sia veramente triste ha mai esclamato, “Woo-hoo!”». È così che la canzone viene utilizzata da diverse squadre di Nhl: i St. Louis Blues, i Buffalo Sabres, i Pittsburgh Penguins, i Boston Bruins, i Florida Panthers e gli Ottawa Senators. Tutti a festeggiare gridando “Woo-hoo!”.

Woo-hoo!

Stephen Street, il produttore del brano, che oltre che con i Blur ha lavorato anche con The Smiths e Cranberries, ha spiegato come sia incredibile che quella canzone sia diventata una hit. «Nessuno si aspettava che un brano dalla durata di 2 minuti scarsi potesse avere successo». Ed invece “Song 2” entra nel mercato del pop americano diventando immediatamente un mostro. Raggiunge la posizione numero 6 della classifica di Billboard, tra i brani alternative, la numero 25 nella Mainstream Rock chart. Sembrava essere letteralmente ovunque.

Ma la storia del brano non dura soltanto un’estate: sono vent’anni che ascoltiamo “Song 2”. Il grande successo statunitense è anche uno dei motivi per cui Nick Malaperiman, al tempo product manager per il nuovo gioco di Electronic Arts Fifa: Road to the World Cup 98, arriva a scoprire il brano:«Il mio produttore musicale arriva esclamando “holy shit, hai sentito questo brano di una band britannica?”». Dopo che i programmatori scelgono “Song 2”, il contatto con la band arriva attraverso Bob Rock, il super-produttore dietro il Black album dei Metallica. Preoccupati dalla possibile richiesta economica, l’accordo con la band viene trovato con una proposta ben più preziosa del denaro: sono bastati dei biglietti per la finale dei Mondiali e “Song 2” è diventata il brano culto che conosciamo ancora oggi.

Blur, from left: Graham Coxon, Alex James, Dave Rowntree and Damon Albarn.

I Blur, da sinistra: Graham Coxon, Alex James, Dave Rowntree and Damon Albarn.

Da “Song 2” in poi, Fifa ha cominciato a dare spazio non solo a grandi nomi come Chumbawamba e Robbie Williams, ma anche a realtà più piccole che stavano cercando un’esposizione più ampia. Dal 1997, da “Song 2″ è cominciata una tattica con cui Fifa è riuscita a tenere generazioni intere attaccate ad uno schermo, con una canzone che andava in loop:”Woo-hoo!”.

>

Leggi anche

Lifestyle
Backyard Legends è il nuovo film di adidas che celebra il calcio libero, con Beckham, Messi, Zidane, Yamal, Del Piero, Bud Bunny, Timothée Chalamet (e tanti altri)
A pochi giorni dall'inizio dei Mondiali, un vero e proprio Dream Team racconta una storia in cui si respira la vera essenza del gioco.
di Redazione Undici
Lifestyle
La Juventus continua a combattere lo stigma sulla salute mentale con Stories of Strength, un progetto che parte da lontano
La terza edizione, realizzata in collaborazione con Progetto Happiness, racconta la storia di tre tifosi che hanno condiviso i loro momenti di fragilità. E che sono stati aiutati, in qualche modo, anche dalla squadra bianconera.
di Redazione Undici
Lifestyle
Ceres e il Genoa hanno ricordato agli inglesi un debito vecchio di 255 anni, e che riguarda uno dei simboli più famosi al mondo: la Croce di San Giorgio
Racconto di un’attivazione che mette insieme storia, leggenda e legami culturali. Nel nome del mare, nel nome del calcio.
di Redazione Undici
Lifestyle
La nuova collezione di One Block Down unisce gli ultras italiani e la terrace culture britannica
Con la collezione Classic Rivalry, il brand milanese reinterpreta l’identità degli stadi tra Italia e Inghilterra degli anni Ottanta e Novanta, lasciando che i simboli del passato rivivano con stile nel presente.
di Redazione Undici