Joey Barton è stato sospeso per 18 mesi

di Redazione Undici 26 Aprile 2017 alle 16:56

Joey Barton è stato sospeso per 18 mesi da ogni attività legata al calcio, con effetto immediato, dopo aver ammesso davanti alla Football Association di aver scommesso su alcune gare. Il centrocampista del Burnley è accusato di aver piazzato circa 1.260 scommesse su match di calcio, in un arco di tempo che va dal marzo del 2006 al maggio 2013. Barton, 34 anni, sarebbe in procinto di presentare ricorso e ha rilasciato un lungo comunicato in cui dichiara: «La decisione mi costringerebbe ad un ritiro anticipato dal calcio giocato. Per essere chiari, non ci sono partite truccate e la mia integrità non è in discussione. Dopo essermi consultato con amici e avvocati, ho deciso di ricorrere in appello contro la durata della squalifica. Spero mi verrà concesso un processo equo. Siamo fiduciosi che la sanzione verrà ridotta a una durata più equa, visto che non c’è nulla di sconveniente o di sospetto riguardo le scommesse che ho effettuato».

La rete di Barton su punizione contro il Southampton.

Joey Barton è conosciuto soprattutto per il suo temperamento ed è uno dei centrocampisti più odiati dalle tifoserie rivali. Ha vestito le maglie di Manchester City, Newcastle, Qpr, Marsiglia e Rangers, ed era tornato al Burnley a gennaio dopo aver giocato nel club nella stagione 2015/16. Nella nota comparsa sul suo sito, ha continuato dicendo che la sua buona fede è resa palese dalla trasparenza del suo account Betfair, registrato a suo nome, presso il suo indirizzo di casa e con il suo numero di passaporto. «Ho effettuato oltre 15.000 scommesse su un numero ampio di sport. Soltanto 1.200 circa erano relative a match calcistici, con una scommessa media di circa 150 sterline, altre soltanto di pochi pound».

Tra il 2004 ed il 2011 (anni in cui ha vestito le maglie di Manchester City e Newcastle), Barton avrebbe effettuato scommesse in cui puntava su gare in cui era coinvolta la propria squadra: «Sono consapevole che questo va contro le regole, perché un giocatore con interessi finanziari in un match potrebbe volerne cambiare il corso, ma sono anche certo che chiunque abbia visto e giocato con o contro di me, potrà confermare che ho sempre dato tutto. Inoltre, nelle rarissime occasioni in cui ho puntato sulla sconfitta della mia squadra io non giocavo: non ero nemmeno in panchina». Quello di Barton non è il primo caso di squalifica legata alle scommesse: nel 2013, Andros Townsend del Crystal Palace all’epoca al Tottenham, è stato squalificato per 4 mesi, mentre Dan Gosling del Bournemouth è stato costretto a pagare circa 30.000 sterline.

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