Il paradosso di Muntari

di Redazione Undici 03 Maggio 2017 alle 12:08

Lo scorso 30 aprile, a pochi minuti dalla fine di Cagliari-Pescara, Sulley Muntari decide di lasciare il campo dopo una discussione con l’arbitro Daniele Minelli. Il 32 enne centrocampista ghanese, arrivato al Pescara a gennaio, ha spiegato di aver sentito dei cori razzisti provenire dagli spalti del Sant’Elia. Una volta chiesto al direttore di gara di intervenire, si è visto ammonire, decidendo di lasciare il campo con la sua squadra costretta a giocare in 10 i minuti finali. L’ammenda sarebbe arrivata perché il calciatore si è portato sotto il settore dei tifosi di casa mostrando il colore della propria pelle, un’azione che l’arbitro ha ritenuto offensiva. In un’intervista post gara a Sky Sport, Muntari ha ammesso di aver detto all’arbitro: «Chi sei? Non sei qui solo per fischiare in campo ma devi avere le palle di fermare il gioco se hai sentito i fischi».

Muntari ha spiegato di aver provato a parlare con alcuni tifosi già nel primo tempo (versione confermata anche da La nuova Sardegna), regalando la propria maglia ad un bambino che lo stava insultando; il giocatore è poi esploso una volta che il direttore di gara di è rifiutato di intervenire per interrompere la gara (cosa prevista dal regolamento in caso di insulti razzisti). «I tifosi hanno sbagliato ma l’arbitro doveva fare qualcosa di diverso, non accusare me. Io non sono una vittima. Ma se si fermano le partite sono convinto che queste cose non succederanno più», ha dichiarato a fine gara. L’ammonizione ricevuta in campo, e la seconda avuta quando ha deciso di uscire dal rettangolo di gioco, hanno portato alla squalifica con cui il centrocampista ex Milan salterà il prossimo turno di campionato.Un video in cui si sentono chiaramente alcuni bu all’indirizzo del giocatore.

Muntari ha ricevuto la solidarietà di diversi enti, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad al-Hussein, ha dichiarato che l’azione di Muntari «è un motivo di ispirazione per tutti noi che ci occupiamo di diritti umani. Il problema del razzismo richiede una maggiore attenzione da parte della Fifa. Il razzismo e qualsiasi espressione di intolleranza non possono trovare spazio nei grandi eventi sportivi». Anche FifPro, agenzia che si occupa della tutela di calciatori, ha rilasciato un comunicato di vicinanza a Muntari chiedendo che «le autorità italiane ascoltino immediatamente la versione del calciatore. La squalifica subita va immediatamente annullata, perché ogni calciatore dovrebbe avere il diritto di portare all’attenzione del direttore di gara qualsiasi questione riguardante il proprio stato». Quella di Muntari è più di una semplice questione calcistica, c’entrano i diritti umani e la possibilità da parte delle autorità competenti di tutelare i giocatori da ogni azione discriminatoria. Anche per questo, è cominciata una vera e propria campagna per chiedere alla Figc di intervenire, rimuovendo la sanzione ricevuta dal giocatore.

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