Come funziona il nuovo torneo per Nazionali

di Redazione Undici 21 Settembre 2017 alle 12:03

Ridurre gli impegni amichevoli in favore di un maggior numero di partite da tre punti. Da questa premessa nasce la Uefa Nations League, la nuova competizione per Nazionali che inizierà a settembre 2018 e assegnerà quattro posti ai gironi di Euro2020. Il formato della Nations League è articolato, proprio perché coinvolge 55 Nazionali, cioè tutte quelle affiliate alla Uefa, ed è strettamente connessa ai prossimi Europei. Ma andiamo con ordine. Le qualificazioni a Euro2020 non inizieranno a settembre 2018, dopo il Mondiale, ma a marzo 2019, cioè sette mesi dopo. Prevedono dieci gironi (cinque da sei squadre, altri cinque da cinque squadre) e le prime due classificate di ogni gruppo andranno a Euro2020. Mancano, dunque, ancora quattro posti da assegnare. Ed è qui che entra in gioco la nuovissima Uefa Nations League, che mette in palio gli ultimi quattro slot per gli Europei.

Il torneo ufficializzato nei gironi scorsi dalla Uefa, come detto, inizierà a settembre 2018 e vi parteciperanno tutte le 55 Nazionali europee, divise in quattro leghe selezionate in base al coefficiente: le prime 12 saranno nella Lega A (quella dell’Italia, ma anche le solite note Germania, Francia, Spagna), divise in quattro gironi da tre; stesso formato per la Lega B; 15 Nazionali saranno nella Lega C (un girone da 3 squadre e 3 gironi da 4), le ultime 16 formeranno la Lega D (quattro gironi da 4).
La divisione delle leghe in base al ranking dovrebbe creare, almeno teoricamente, accoppiamenti equilibrati in ogni lega e in ogni girone. In questo modo si punta a diminuire le partite dove i valori in campo tra le due squadre sono troppo sbilanciati (praticamente tutte quelle dei gironi di qualificazione in cui si sfidano una squadra di prima fascia e una di ultima), che più volte sono state criticate anche da chi si trova dalla parte del vincitore.

Le partite dei gironi della Nations League sono di andata e ritorno, e si giocheranno tra settembre e novembre 2018. Le ultime classificate scivoleranno nella lega seguente: una vera e propria retrocessione in vista dell’edizione successiva. Le vincenti di ogni girone, invece, passeranno al turno successivo, le Final Four: l’appuntamento più importante. Si tratta di quattro playoff – uno per ogni lega – da giocare in un mini-tabellone che prevede semifinali e finali in partita unica e in una sola sede. La vincitrice della Lega A sarà quella che si aggiudicherà il trofeo della Nations League, ma le Final Four valgono oro per tutte le leghe: le vincitrici staccheranno gli ultimi quattro pass per Euro2020 aggiungendosi alle 20 già stabilite dalle qualificazioni. La conseguenza più evidente è che in questo modo si qualifica agli Europei almeno una formazione dell’ultima lega, quella con le squadre in fondo al ranking (oggi ci sarebbero, fra le altre, Estonia, Lettonia, San Marino, Gibilterra, Georgia). In più, se la vincente di un girone è già qualificata per gli Europei attraverso le qualificazioni classiche – scenario molto probabile nella Lega A – il posto verrà assegnato alla squadra che segue nel ranking. Il rischio è che squadre già qualificate disputino la competizione con formazioni sperimentali, alterando in qualche modo i valori stabiliti dal ranking Uefa.

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