La strategia del Barcellona nei secondi tempi

Quasi il 70 per cento dei gol segnati in stagione è arrivato dopo l'intervallo, e non è un caso.
di Redazione Undici 23 Gennaio 2018 alle 13:36

Nell’ultima partita di campionato, il Barcellona ha vinto facilmente sul campo del Betis: è finita 5-0 per i blaugrana, con le doppiette di Messi e Suárez, più il gol di Rakitic. Un risultato che permette alla squadra di Valverde di allungare ulteriormente sull’Atlético Madrid secondo in classifica: ora i punti di vantaggio sono 11 e, considerata la forza del Barça, unica squadra imbattuta in campionato tra i top europei, una rimonta appare improbabile. Eppure contro il Betis il primo tempo era finito 0-0, e nella gara precedente contro la Real Sociedad i blaugrana erano addirittura in svantaggio di un gol, prima di segnarne tre nella ripresa e vincere il match per 4-2. E ancora, il 3-0 al Bernabéu è maturato interamente nei secondi 45 minuti. Analizzando i numeri, quella del Barcellona di accelerare nel secondo tempo sembra proprio un’abitudine: degli 81 gol realizzati in stagione, 55 (il 68 per cento) sono arrivati nella seconda parte di gara.

La prestazione straordinaria di Leo Messi contro il Betis

Quello che emerge, come rileva El País, è una precisa strategia da parte della formazione di Valverde: nei primi tempi, il Barça mantiene un maggior possesso di palla, con 6.830 passaggi totali in campionato a fronte dei 6.025 riscontrati dopo l’intervallo. Nel secondo tempo, invece, aumentano altri dati: i dribbling (da 252 a 309, un 22 per cento in più) e soprattutto le conclusioni (da 144 a 168, 16 per cento in più). Segno di come nel primo tempo il Barcellona voglia controllare la partita, ma senza spendere molto a livello fisico, per poi produrre il maggior sforzo offensivo dopo l’intervallo. In sedici occasioni, da un risultato di parità o svantaggio, nove volte il Barcellona ha recuperato nella ripresa per vincere la gara.

Uno dei motivi di questo piano partita, bisbigliano al Camp Nou, è il comportamento degli avversari: «Si stancano di correre a caccia del pallone, così a fine gara arrivano distrutti. È un lavoro di sfiancamento fino al primo gol: quando arriva, le squadre avversarie rischiano di più e lasciano spazi, e in questi il Barça si esalta». Qualcosa di cui si era accorto anche Eusebio Sacristán, un passato in blaugrana e oggi tecnico della Real Sociedad: «Nel secondo tempo non siamo riusciti a mantenere quell’intensità che ci aveva permesso di contenere il Barça nella prima parte». Sarabia, allenatore in seconda del Betis, aggiunge: «Sono giocatori che hanno disputato finali di Champions: questa tranquillità si vede in campo, e per questo sembra che fisicamente siano superiori agli altri».

>

Leggi anche

Calcio
Negli ultimi anni il PSG ha lanciato tanti giovani della sua Academy, ma adesso sta facendo fatica a trattenerli in squadra (e i motivi non sono solo economici)
L'enorme quantità di talento a disposizione del club parigino limita gli spazi in campo, ma agenti e giocatori lamentano anche una mancanza di chiarezza nel progetto.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bayern ha tutti i portieri infortunati e vorrebbe schierarne uno di 16 anni nel match contro l’Atalanta, ma in Germania c’è una legge che gli impedisce di farlo
Ci sarebbe bisogno di una deroga. E in passato, agli Europei, questa deroga era stata concessa in un caso esemplare: Lamine Yamal nella Spagna.
di Redazione Undici
Calcio
In Spagna ci sono ancora dei dubbi (e molte polemiche) sugli stadi che ospiteranno il Mondiale 2030
A quattro anni dal torneo, alcune grandi città hanno ritirato la loro candidatura. Altre, invece, potrebbero clamorosamente rientrare in corsa.
di Redazione Undici
Calcio
Axel Disasi è rinato al West Ham dopo un periodo tremendo al Chelsea, e il merito è anche di un preparatore di football americano
Avere un fisico da quarterback, talvolta, può essere un vantaggio anche nel calcio. Basta trovare la persona giusta: sempre più spesso succede fuori dai club di appartenenza.
di Redazione Undici